Entrare nel profilo Facebook del partner è reato: ecco cosa si rischia

Entrare di nascosto sui profili Social del partner è reato, anche quando serve a provare un tradimento. Scatta l’accusa di “Accesso abusivo” cui può seguire la condanna del giudice.

Entrare nel profilo Facebook del partner è reato: ecco cosa si rischia

Non si può entrare sul profilo Facebook e Instagram del fidanzato/a, marito/moglie per leggere conversazioni e spiare chat, commenti e altre attività; la gelosia o la voglia di farsi gli affari altrui, infatti, non giustificano comportamenti che violano a tutti gli effetti la privacy, nemmeno quando servono a scoprire tradimenti e altre menzogne.

Sotto il profilo legale, chi accede sui Social network altrui commette il reato di “Accesso abusivo a sistema informatico” anche se il partner non ha mai nascosto la sua password. Ciò perché il reato si realizza ogni volta che un soggetto terzo entra in un profilo altrui senza l’espresso consenso del legittimo proprietario.

Ecco cosa ha stabilito la Corte di cassazione.

Entrare sul profilo Facebook o Instagram del partner è reato

Non c’è scusa che regga, spiare il proprio compagno entrando di nascosto nei suoi profili Social è un comportamento sbagliato sia dal punto di vista morale (poiché lede la fiducia di coppia) che giuridico: più volte la Suprema Corte di cassazione ha confermato e ribadito la colpevolezza di mogli e mariti che si erano “intrufolati” nei profili altrui per legge conversazioni private e compiere altre operazioni non gradite al titolare.

Questo comportamento integra il reato di Accesso abusivo a sistema informatico previsto dall’articolo 615 ter del Codice penale che prevede espressamente:

“Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.”

I giudici della Cassazione (sentenza 2942/2019) hanno ribadito anche che non importa che la password di accesso al profilo fosse nota e fosse stata comunicata da partner poiché chi accede di nascosto ad un profilo altrui e ne spia le conversazioni compie un’azione contraria alla volontà del titolare, a meno che non sia stato espressamente autorizzato a farlo.

All’accesso abusivo a sistema informatico talvolta può aggiungersi anche il reato di “Sostituzione di persona” (articolo 494 del Codice penale) se il soggetto in questione una volta entrato nel profilo intrattiene conversazioni fingendosi il titolare. In tal caso la pena prevista è la reclusione fino ad un anno.

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