Energia, l’accordo Trump-UE da $750 miliardi rischia di rimanere solo sulla carta

Redazione Money Premium

6 Gennaio 2026 - 08:42

L’UE fatica a rispettare l’accordo commerciale da 750 miliardi di dollari: cosa blocca davvero gli acquisti di gas e petrolio?

Energia, l’accordo Trump-UE da $750 miliardi rischia di rimanere solo sulla carta

Negli ultimi quattro mesi, l’UE ha ridotto del 7% le spese per petrolio e gas provenienti dagli USA, nonostante l’accordo commerciale da 750 miliardi di dollari concordato con l’amministrazione Trump per il periodo 2026-2028. L’apparente contraddizione tra promessa politica e realtà economica è legata principalmente al calo dei prezzi dei combustibili e ai limiti infrastrutturali di importazione ed esportazione.

Secondo Kpler, società di consulenza energetica, le importazioni europee di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio dagli USA tra settembre e dicembre 2025 sono ammontate a circa $29,6bn. Nonostante un incremento dei volumi acquistati, il valore complessivo è diminuito a causa della riduzione dei prezzi. Gli acquisti di commodities sono determinati da fattori economici come costi di trasporto e margini di profitto, più che da impegni politici.

Le cifre mostrano come le importazioni annuali di energia statunitense dall’UE – circa $73,7bn – siano meno di un terzo del valore necessario a rispettare l’impegno di 750bn per il triennio 2026-2028. L’inclusione di prodotti nucleari come l’uranio rappresenta meno dell’1% del commercio energetico tra UE e USA. Secondo Argus Media, anche se l’UE sostituisse tutto il gas russo con GNL americano, arriverebbe a importare solo circa $29bn all’anno, ossia il 23% del valore richiesto dall’accordo commerciale.

Per raggiungere l’obiettivo, i prezzi del gas dovrebbero quadruplicare a $37,3 per milione di British thermal units entro il 2028, scenario considerato improbabile dai mercati. I contratti futures indicano invece prezzi attesi intorno a $8,2 per mmbtu, molto lontani dai livelli necessari. L’ultimo picco di $37,3 per mmbtu risale a dicembre 2022, durante la crisi energetica legata all’invasione russa dell’Ucraina.

Un altro ostacolo rilevante riguarda le infrastrutture. L’UE dovrebbe aumentare del 50% la capacità di importazione di GNL, mentre gli USA dovrebbero più che raddoppiare le capacità di esportazione. Senza tali investimenti strutturali, l’espansione significativa degli scambi energetici risulta praticamente impossibile.
Da un punto di vista politico, l’accordo è stato visto anche come uno strumento per guadagnare tempo nella gestione delle tensioni con l’amministrazione Trump e per rafforzare la posizione europea rispetto alla Russia.
Nonostante le difficoltà, la Commissione Europea ha dichiarato di aver acquistato circa €200bn di prodotti energetici statunitensi nei primi 11 mesi del 2025, con un aumento significativo degli acquisti di GNL: da 45 bcm del 2024 a un totale previsto di 70 bcm nel 2025. Sono stati inoltre siglati almeno nove nuovi contratti di lungo termine, tra cui il progetto nucleare polacco da €42bn con Westinghouse per tre reattori.

L’accordo commerciale da 750 miliardi di dollari resta più un impegno politico che una realtà economica praticabile, con il mercato dell’energia, le infrastrutture e i prezzi globali come principali limitazioni.