L’UE fatica a rispettare l’accordo commerciale da 750 miliardi di dollari: cosa blocca davvero gli acquisti di gas e petrolio?
Negli ultimi quattro mesi, l’UE ha ridotto del 7% le spese per petrolio e gas provenienti dagli USA, nonostante l’accordo commerciale da 750 miliardi di dollari concordato con l’amministrazione Trump per il periodo 2026-2028. L’apparente contraddizione tra promessa politica e realtà economica è legata principalmente al calo dei prezzi dei combustibili e ai limiti infrastrutturali di importazione ed esportazione.
Secondo Kpler, società di consulenza energetica, le importazioni europee di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio dagli USA tra settembre e dicembre 2025 sono ammontate a circa $29,6bn. Nonostante un incremento dei volumi acquistati, il valore complessivo è diminuito a causa della riduzione dei prezzi. Gli acquisti di commodities sono determinati da fattori economici come costi di trasporto e margini di profitto, più che da impegni politici.
Le cifre mostrano come le importazioni annuali di energia statunitense dall’UE – circa $73,7bn – siano meno di un terzo del valore necessario a rispettare l’impegno di 750bn per il triennio 2026-2028. L’inclusione di prodotti nucleari come l’uranio rappresenta meno dell’1% del commercio energetico tra UE e USA. Secondo Argus Media, anche se l’UE sostituisse tutto il gas russo con GNL americano, arriverebbe a importare solo circa $29bn all’anno, ossia il 23% del valore richiesto dall’accordo commerciale. [...]
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