Enel: il piano industriale spinge il titolo. Investimenti per 27,5 miliardi al 2021, +6% annuo per l’Ebitda

Indicazioni positive quelle arrivate questa mattina dal piano industriale di Enel che fa segnare la performance migliore sul Ftse Mib. Tra il 2019 e il 2021, gli investimenti sono visti a 27,5 miliardi, +12% sul piano precedente, e l’Ebitda a fine piano è stimato a 19,4 miliardi. Stabile il payout.

Enel: il piano industriale spinge il titolo. Investimenti per 27,5 miliardi al 2021, +6% annuo per l'Ebitda

Investimenti a 27,5 miliardi (+12% sul piano precedente) con l’obiettivo di generare un incremento cumulato dell’Ebitda di 3,2 miliardi di euro, a cui contribuirà tutta la gamma degli investimenti nelle tre categorie di Asset Development, Clienti e Asset Management. Questa la fotografia che emerge dalla presentazione del piano industriale di Enel.

“Una solida crescita industriale e i programmi di efficientamento realizzati sino ad oggi, ci hanno consentito di incrementare progressivamente l’Ebitda ordinario fino a 16,2 miliardi di euro a fine 2018, un livello che fin dal 2015 ci eravamo prefissati di raggiungere e che abbiamo costantemente confermato”, ha commentato Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel.

“La solidità del piano 2019-2021 –continua il manager- ci consente di migliorare i nostri target di Ebitda ordinario per il 2019 e 2020 e di introdurre nuovi e più ambiziosi obiettivi per il 2021”. All’interno di un Ftse Mib che ha avviato gli scambi in rosso (-0,23% a 18.779,31), il titolo fa segnare la migliore performance del listino portandosi a 4,666 euro, +2,28% sul dato precedente.

Il 62% dell’energia prodotta sarà a zero emissioni

Analizzando le singole categorie, per l’asset development sono previsti investimenti per 16,5 miliardi di euro, che dovrebbero contribuire per 2,1 miliardi alla crescita margine operativo lordo, sul fronte clienti sono stimati investimenti per 4,8 miliardi con un contributo all’Ebitda di 1 miliardo mentre per l’asset management i primi sono visti a 6,2 miliardi e il secondo a 1,1 miliardi.

Dal punto di vista delle business line di Gruppo, l’allocazione degli investimenti lordi è vista al 42% nelle rinnovabili, al 40% nelle reti, al 5% nel retail, per quattro punti percentuali a sostegno della crescita di Enel X e al 9% nella generazione termoelettrica.

Su un totale di circa 16,5 miliardi di euro di investimenti complessivi in asset development, circa 10,6 miliardi verranno investiti in rinnovabili, “ancora una volta motore della crescita del Gruppo”. Nei prossimi tre anni, Enel rafforzerà il focus sui mercati in cui ha una presenza integrata, come Italia, Spagna, Cile e Brasile. “Nel 2021 il 62% dell’energia prodotta dal Gruppo Enel sarà a zero emissioni, rispetto al 48% previsto per il 2018”.

A livello di target, l’Ebitda, stimato in aumento annuo del 6%, a fine piano è visto a 19,4 miliardi di euro, l’utile netto, che dovrebbe segnare una crescita dell’11% è atteso a 5,6 miliardi di euro. Nel 2018 i due dati sono rispettivamente stimati a 16,2 e 4,1 miliardi. Si prevede che l’indebitamento finanziario netto rimanga sostanzialmente stabile lungo l’intero arco di piano, raggiungendo circa 41,8 miliardi di euro nel 2021.

Payout confermato in quota 70%

“Dal 2015 – ha rilevato Starace- abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati tramite un miglioramento significativo della generazione dei flussi di cassa che, unito a un’accelerazione della crescita, ci ha consentito di migliorare la remunerazione dei nostri azionisti, incrementando il dividendo per azione da 0,16 a 0,28 euro nel 2018, e di aumentare il pay-out che si prevede rimanga stabile al 70% lungo tutto l’arco di piano”. Dai 0,28 euro del 2018, il provento è rispettivamente visto a 0,32, 0,34 e 0,36 euro nell’arco dei prossimi tre anni con un tasso medio di crescita annuo stimato al 9%.

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