Coronavirus: Elon Musk polemico sui tamponi

Marco Ciotola

Il CEO di Tesla potrebbe aver preso il coronavirus ma quattro tamponi in 24 ore hanno dato due esiti positivi e due negativi. È polemica su Twitter

Coronavirus: Elon Musk polemico sui tamponi

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Elon Musk potrebbe aver contratto il Covid-19. Il CEO di Tesla ha infatti prima pubblicato diversi tweet in cui spiegava di avere raffreddore, tosse e febbre leggera, e ha poi comunicato di sottoporsi a un CPR, vale a dire il test rapido per il covid più conosciuto e affidabile negli USA.

Poche ore dopo, Musk ha dichiarato di aver eseguito quattro test in un giorno: due dei quali positivi e due negativi:

“Sta accadendo qualcosa di fittizio. Oggi ho fatto il test per il Covid-19 quattro volte: due risultati positivi e due negativi. Stessi strumenti, stessa tipologia di test, stessa infermiera. Test rapido antigienico BD (azienda USA che fornisce tecnologia medico-sanitaria, ndr)”,

ha twittato Musk

Resta ancora adesso non chiara quindi l’effettiva positività o meno dell’imprenditore, che sta destando diverse preoccupazioni soprattutto in relazione ai piani di lancio di SpaceX previsti per lunedì dopo un primo rinvio per maltempo.

Coronavirus: Elon Musk polemico sui tamponi

Non è la prima volta che Musk si mostra polemico sull’emergenza coronavirus e soprattutto sull’argomento test e vaccini.

Avevano già fatto molto scalpore, lo scorso settembre, le sue dichiarazioni contro il vaccino e la sua chiara volontà di non farlo; dichiarazioni che seguivano le polemiche relative alla quarantena imposta dai governi causa covid, definita fascista.

Poco dopo aver annunciato i risultati contrastanti, Musk ha rincarato spiegando come una cosa simile possa in fondo succedere a chiunque, ed è per questo che la situazione è poco chiara.

Ha poi rassicurato chi gli chiedeva informazioni sul suo stato di salute, spiegando di avere pochi sintomi e di non avvertire nulla di insolito.

Ma in molti, commentando le uscite del CEO di Tesla nelle ultime ore, hanno definito le sue dichiarazioni «incaute e pericolose», evidenziando come una persona di un simile potere economico e d’immagine non dovrebbe diffondere messaggi anche solo vagamente interpretabili come negazionisti e dubbiosi circa la pandemia di coronavirus e gli elementi che la contraddistinguono.