Elly Schlein, chi è e quanto guadagna la candidata alla segreteria Pd

Luna Luciano - Alessandro Nuzzo

5 Dicembre 2022 - 23:58

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Elly Schlein torna a far parlare di sé dopo aver ufficialmente annunciato la sua candidatura come futura segretaria del Partito Democratico. Ecco chi è e quanto guadagna.

Elly Schlein, chi è e quanto guadagna la candidata alla segreteria Pd

Elly Schlein si candida. Correrà alle primarie per la segreteria del Partito democratico che si terranno il prossimo 19 febbraio. Lo ha annunciato la stessa deputato durante l’evento a Roma, dopo aver affrontato con la sua famiglia difficili giorni a seguito dell’attentato alla sorella Susanna Schlein.

Progressista, ecologista e femminista sono queste le tre parole chiave che Elly Schlein vorrebbe fossero il motore del nuovo Pd. Un partito che necessita di rivedere i propri obiettivi e darsi un’identità coerente.

Una candidatura, quella della Schlein, che vuole proporre un’alternativa all’attuale situazione in cui versa il Paese, dove “il governo Meloni ha già dimostrato il suo volto”. La deputata ha infatti commentato non solo la leadership femminile ma non femminista della premier, ma anche l’attuale manovra finanziaria proposta dal Governo Meloni che “premia gli evasori e punisce chi sta peggio” risparmiando su poveri tagliando il Reddito di cittadinanza che, dati Istat alla mano, “ha impedito a un milione di persone di finire sotto la soglia di povertà”.

Molti sono stati gli elettori e le elettrici che hanno chiesto alla Schlein di candidarsi e lei ha quindi deciso di accogliere questa richiesta. Davanti alla scelta di correre per la segreteria del Pd di una deputata che potrebbe, finalmente, riportare a sinistra il baricentro del partito, è quanto mai importante conoscerne la storia. Ecco chi è e quanto guadagna Elly Schlein.

Chi è Elly Schlein

Elly Schlein è nata a Lugano nel 1985, figlia di Maria Paola Viviani, professoressa ordinaria di diritto pubblico e di Melvin Schlein, politologo ed accademico statunitense. La Schlein è nipote dell’avvocato antifascista Agostino Viviani, che fece parte del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), prima di diventare senatore del Partito Socialista Italiano e presidente della Commissione Giustizia del Senato. Un’eredità che sicuramente ha formato la Schlein, la quale ha sempre difeso con scelte radicali e coraggiose.

Dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Giurisprudenza. È proprio in questo periodo che la Schlein inizia ad occuparsi di politica, inizialmente come rappresentante degli studenti e poi volando nel 2008 negli Stati Uniti per partecipare alla campagna elettorale di Barack Obama come volontaria.

Dopo una breve carriera come giornalista nel 2013 è entrata a far parte del Partito Democratico diventando volto noto di OccupyPD, un movimento formato soprattutto da giovani attivisti del partito.

Un consenso che la porta a candidarsi per le elezioni europee nel 2014 dove ottiene 53mila preferenze, tantissime per una semi sconosciuta di 29 anni. Al Parlamento Europeo la Schlein si occupa soprattutto di diritti, immigrazione, giustizia fiscale, conversione ecologica, lotta alla corruzione e alle mafie.

Dopo la prima legislatura, nonostante l’alto consenso la Schlein, in polemica con la svolta impressa da Matteo Renzi, decide di lasciare il Pd nel 2015. Si è poi ricandidata nel 2020 si è presentata alle elezioni regionali al fianco di Stefano Bonaccini dove è stata eletta con 22.098 voti, diventando la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega al welfare.

Quanto guadagna Elly Schlein?

Davanti a una politica che porta avanti un programma coerente con quanto ha fatto fino a oggi, proponendo al Pd di ripartire dalla conversione ecologica, ricordando che non esiste alcun pianeta B, e che vuole ripartire dalle classi più fragili e dalla questione meridionale, è naturale che in molti si domandino quale sia la sua storia e magari anche quanto guadagni.

Per rispondere a quest’ultima domanda basta pensare al ruolo che la Schlein ricopre in parlamento, quello di deputata. Lo stipendio medio previsto per un deputato, come riportato in un precedente articolo di Money.it, è di 13.971,35 euro.

Se questo è lo stipendio di ogni deputato, è vero anche guardare a quello che il programma che ognuno di loro porta avanti. Per adesso quello della Schlein sembrerebbe offrire un’opportunità al Pd di potersi non solo “svecchiare”, ma di ritornare a quelle battaglie che hanno da sempre caratterizzato la sinistra, quindi alla lotta per un salario minimo e la sicurezza sul lavoro; battaglie però che si incontrano con altre lotte fondamentali come la questione di genere, la questione ambientale e meridionale. Ora non occorre che attendere i risultati delle Primarie per scoprire se il Pd avrà perso questa occasione o meno.

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