Elezioni regionali Sardegna 2019, chi vincerà? Sondaggi, candidati e legge elettorale

Si avvicinano le elezioni regionali in Sardegna 2019: ufficializzata la data e i candidati, oltre ai sondaggi a tenere banco sono anche le proteste dei pastori.

Elezioni regionali Sardegna 2019, chi vincerà? Sondaggi, candidati e legge elettorale

Risolto il caso della data per le elezioni regionali in Sardegna, si voterà domenica 24 febbraio, adesso sono le proteste dei pastori a gettare interrogativi sul voto. Gli allevatori infatti minacciano il blocco dei seggi elettorali se non verrà risolto il problema del basso costo del latte ovino e caprino.

Al momento è stato aperto un tavolo di trattative a Roma gestito dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma finora non è stato trovato alcun accordo tanto che i pastori continuano a minacciare il blocco delle operazioni di voto.

Tornando alle elezioni, dopo che è stata indicato il giorno del voto dopo un lungo balletto di date e ufficializzato l’elenco dei candidati in corsa, non sono mancati i sondaggi ufficiali che in questi giorni stanno provando a ipotizzare quello che potrebbe essere l’esito di queste elezioni regionali in Sardegna.

La data delle elezioni regionali Sardegna

Secondo quanto stabilisce la legge regionale 108, le prossime elezioni regionali in Sardegna si devono svolgere in un lasso di tempo compreso tra il 20 gennaio e il 24 febbraio 2019.

Proprio il 20 gennaio si sono tenute le elezioni suppletive nel collegio di Cagliari, necessarie dopo le dimissioni dell’ormai ex deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Mura. Inizialmente quindi si è parlato anche di un accorpamento.

Per il 20 gennaio però non c’erano i tempi tecnici. A questo punto rimanevano in piedi le ipotesi del 17 o il 24 febbraio, con questa seconda opzione che già aveva trovato il parere favorevole da parte della Giunta regionale.

Un emendamento del governo nella legge di Bilancio prevedeva invece uno slittamento al 26 maggio, data delle elezioni europee, creando così una sorta di election day unendo anche le regionali e il primo turno delle amministrative. Dopo poche ore però il governo ha subito fatto un passo indietro.

Alla fine è arrivata la tanto agognata ufficializzazione della data: le elezioni regionali in Sardegna si terranno domenica 24 febbraio, salvo clamorose proteste dei pastori, proprio come inizialmente indicato dalla Giunta regionale.

Il sistema elettorale

La legge elettorale per le elezioni in Sardegna è stata modificata per l’ultima volta nel 2013. Per garantire la governabilità, sarà eletto governatore il candidato più votato: se dovesse ottenere tra il 25% e il 40% dei voti ci sarà un premio di maggioranza del 55% dei seggi, oltre il 40% invece il premio sarà del 60%.

Con meno del 25% invece non scatterà alcun premio di maggioranza. Inoltre la legge elettorale prevede la possibilità di effettuare un voto disgiunto (si può votare per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro), mentre la soglia di sbarramento è del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate.

I candidati

Già prima che la data delle elezioni regionali in Sardegna fosse ufficializzata, la situazione nell’isola per quanto riguarda i candidati si era già quasi del tutto delineata con sette aspiranti governatori in campo.

  • Francesco Desogus - Movimento 5 Stelle
  • Vindice Lecis - Sinistra Sarda-Rifondazione-Comunisti Italiani
  • Paolo Maninchedda - Partito dei Sardi
  • Andrea Murgia - Autodeterminazione
  • Mauro Pili - Sardi Liberi
  • Christin Solinas - Partito Sardo d’Azione, Lega Salvini Sardegna, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UdC, Energie per l’Italia, Riformatori Sardi, Unione dei Sardi, Sardegna20Venti, Sardegna Civica e Fortza Paris
  • Massimo Zedda - Partito Democratico, Campo progressista Sardegna, Liberi e uguali Sardigna Zedda presidente, Cristiano Popolari socialisti, Progetto Comunista per la Sardegna, Sardegna in comune con Massimo Zedda, Noi la Sardegna con Massimo Zedda, Futuro comune con Massimo Zedda, Giovani sardi con Massimo Zedda

Tra i principali partiti o coalizioni, chi aveva giocato d’anticipo era stato il Movimento 5 Stelle che a inizio agosto tramite il voto online ha ufficializzato il proprio candidato: Mario Puddu, ex sindaco di Assemini.

Dopo che Puddu è stato però condannato a un anno per abuso d’ufficio, l’ex sindaco ha ritirato la sua candidatura. Con una nuova votazione online i 5 Stelle hanno quindi designato Francesco Desogus, di professione bibliotecario a Cagliari.

Nel centrosinistra alla fine non si faranno le primarie. Il candidato infatti è Massimo Zedda, attuale sindaco di Cagliari, che ha annunciato la sua disponibilità a guidare una ampia coalizione di centrosinistra.

Si stacca dal PD anche Andrea Murgia che sarà il candidato di Autodeterminazione, una sorta polo indipendentista formato da sette movimenti: RossoMori, Irs, Sardigna Natzione, Liberu, Sardegna Possibile, Gentes e Radicales Sardos. Possibile un appoggio esterno anche di Caminera Noa.

Il centrodestra dopo il vertice di Palazzo Grazioli si presenterà compatto. La sintonia ritrovata tra Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, ha portato a una sorta di divisione dei candidati alle regionali con la Sardegna che dovrebbe spettare alla Lega.

La scelta quindi è ricaduta sul senatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione che alle ultime politiche ha stretto un accordo con la Lega.

A formare la folta coalizione di centrodestra saranno Lega-Psd’Az, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UdC, Unione Democratica Sarda, Fortza Paris e Riformatori Sardi.

Non ci sarà invece il Partito dei Sardi, che alle elezioni del 2014 si è presentato con il centrosinistra ma che in queste elezioni andrà da solo. Dopo le primarie, è stato scelto come candidato Paolo Maninchedda che ho ottenuto l’85% dei voti.

Alcuni ex esponenti del Partito Sardo d’Azione, insieme a ProgReS (Progetu Repùblica de Sardigna) e a diverse altre associazioni, hanno dato vita alla lista Sardi Liberi con l’ex deputato di Forza Italia e governatore della Sardegna (2001-2003) Mauro Pili come candidato.

Inizialmente si era detta pronta a correre anche Ines Pisano. Dopo che il suo nome era circolato nel toto-candidati che c’è stato nel centrodestra, il magistrato aveva annunciato la sua presenza alle elezioni con una sua lista appoggiata dal Movimento Nazionale per la Sovranità salvo poi fare un passo indietro e annunciare il suo appoggio esterno alla candidatura di Massimo Zedda.

Per ultima è arrivata anche l’ufficializzazione della candidatura di Vindice Lecis, con il giornalista che sarà sostenuto da Rifondazione, Comunisti Italiani e Sinistra Sarda.

I sondaggi

In data 29 gennaio l’istituto SWG ha realizzato un sondaggio, commissionato da La Nuova Sardegna, che ha provato a ipotizzare il peso dei vari candidati in corsa in queste elezioni regionali in Sardegna.

  • Christian Solinas: 33-37%
  • Massimo Zedda: 29-33%
  • Francesco Desogus: 22-26%
  • Mauro Pili: 4-6%
  • Alessandro Murgia: 1-3%
  • Paolo Maninchedda: 1-3%
  • Vindice Lecis: 1-2%

Nel dettaglio, ecco le percentuali attribuite dal sondaggio invece alle singole liste in corsa.

Christian Solinas

  • Lega - 14,6%
  • Forza Italia - 6,3%
  • Riformatori Sardi - 4,8%
  • UdC - 4,2%
  • Partito Sardo d’Azione - 3,1%
  • Fratelli d’Italia - 3%
  • Unione dei Sardi - 1%
  • Sardegna20Venti - 0,7%
  • Fortza Paris - 0,5%
  • Energie per l’Italia - 0,3%
  • Sardegna Civica - 0,3%

Massimo Zedda

  • Partito Democratico - 12,6%
  • Sardegna in Comune - 6,3%
  • Futuro Comune - 3,1%
  • Noi la Sardegna - 2,6%
  • Campo Progressista Sardegna - 1,6%
  • Liberi e Uguali - 1,4%
  • Cristiano Popolari Socialisti - 1,2%
  • Progetto Comunista per la Sardegna - 0,5%

Francesco Desogus

  • Movimento 5 Stelle - 23,5%

Mauro Pili

  • Sardi Liberi - 4,1%

Andrea Murgia

  • Autodeterminatzione - 1,8%

Paolo Maninchedda

  • Partito dei Sardi - 1,4%

Vindice Lecis

  • Sinistra Sarda - 1,1%

Stando al sondaggio, Solinas quindi risulterebbe in testa ma Zedda non sarebbe troppo distante, recuperando parecchio terreno rispetto alle stime iniziali quando il centrodestra veniva dato anche oltre il 40%.

Lo scorso 26 novembre infatti un sondaggio dell’istituto Euromedia dava il centrodestra al 43,7%, il centrosinistra al 29,3% e il Movimento 5 Stelle al 27%.

Sarebbe più indietro al momento quindi Desogus, tanto che in Sardegna al momento più che una sfida tra centrodestra e Movimento 5 Stelle sembrerebbe essere un testa a testa tra tra Solinas e Zedda.

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1 commento

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Xavier • 2 settimane fa

mancava nel panorama Sardo, un politico come il Gaetano Cau, magistrato. Dichiarato in sentenza «vergogna di magistrato» con plurimi procedimenti disciplinari, unicum in tutta italia, ad essere esperto nello spalmare nutella nel wc della procura di Tempio Pausania e per questo noto come «er nutella». E’ questo stravagante personaggio (ad essere gentili) , che assicura un futuro alla politica Sarda, in particolare come assessore ai servizi igienici, stante la notevole esperienza maturata nel «campo» ? Di meglio, non esisteva altro in giro ?? una ricerca su google: gaetano cau, wc gaetano cau, procedimenti disciplinari ecc ecc Gaetano Cau, ma non ti vergogni ?? impesti la destra, alla quale io appartengo da una vita, iscritto al MSI, in via Roma, dal compianto Mirko Addis. Prendi un paio di confezioni di nutella, e spalma, spalma, sei esperto !! Povera Sardegna.

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