Economia eurozona: serve un piano emergenza secondo il FMI

Economia eurozona: serve un piano di emergenza secondo il FMI. Ecco gli ultimi dati e le analisi economiche sull’UE.

Economia eurozona: serve un piano emergenza secondo il FMI

L’economia dell’eurozona non ha prospettive così positive secondo il FMI. Serve un piano di emergenza per gli analisti del Fondo Monetario Internazionale.

La politica monetaria avrebbe, infatti, esaurito quasi del tutto le sue risorse, mentre i rischi di una recessione sarebbero sempre più diffusi.

Una visione troppo negativa? Le avvertenze dell’organizzazione internazionale si inseriscono innanzitutto in un contesto globale ancora poco rassicurante. La guerra commerciale, l’incognita Brexit e le instabilità geopolitiche dominano il mondo, influenzando in modo decisamente pessimista il futuro della stessa economia europea.

L’eurozona, quindi, resta ancora debole. Serve davvero un piano di emergenza come affermato dal FMI?

Ecco come sta l’economia dell’eurozona

L’avvertimento convinto del Fondo Monetario Internazionale arriva dopo che gli ultimi dati hanno mostrato un’economia dell’area dell’euro più resistente del previsto, guidata da una forte espansione in paesi come la Francia.

I numeri, però, evidenziano anche che il PIL europeo dovrebbe crescere quest’anno al ritmo più lento dal 2013.

Il Prodotto Interno Lordo della zona euro è cresciuto dello 0,2% nell’ultimo trimestre. Rispetto allo stesso periodo del 2018, l’aumento è stato dell’1,1%. Una tendenza in salita debole, se valutata in confronto a 5-6 anni fa.

I segnali poco incoraggianti arrivano dagli stessi paesi UE. La Germania è entrata probabilmente in una recessione tecnica durante gli ultimi tre mesi e il mercato del lavoro ha iniziato ad indebolirsi.

Inoltre, se il Regno Unito lascia l’Unione Europea a gennaio con un no-deal, la sua produzione economica potrebbe diminuire del 3,5% in due anni, secondo le previsioni del Fondo. L’economia dell’UE, quindi, si ridurrebbe dello 0,5%.

All’incertezza sulla Brexit si aggiunge, “la debolezza nel commercio e nell’industria manifatturiera che potrebbe diffondersi ad altri settori - in particolare i servizi - più rapidamente e in misura maggiore di quanto attualmente previsto”, ha affermato il FMI.

In più, il rapporto mette in guardia sull’aumento dei prezzi delle attività in diversi paesi, incluso quello immobiliare, che sta rendendo le banche più vulnerabili agli shock, come l’inasprimento delle condizioni finanziarie.

L’andamento economico mondiale e l’impatto per l’Europa

Il quadro di analisi del FMI sull’economia dell’eurozona tiene conto dell’impatto di una serie di fattori provenienti da varie parti del mondo.

Il rallentamento nella domanda asiatica dei beni durevoli di consumo continuerà probabilmente a pesare sulla crescita dell’Europa. La regione, infatti, esporta in importanti quantità beni strumentali e mezzi di trasporto.

Anche la domanda negli Stati Uniti, partner commerciale strategico per molti paesi europei, non avrà più un ritmo sostenuto e potrebbe rallentare a breve.

Il settore automobilistico potrebbe impattare negativamente sulla crescita. I segnali provenienti dal mercato di settore cinese, per esempio sono di saturazione.

L’inasprimento degli standard sulle emissione e la preferenza dei consumatori verso i veicoli elettrici sta modificando la domanda di Pechino di auto. Con conseguenze negative per produttori della Germania e della Slovacchia.

In vista di prospettive poco incoraggianti per l’andamento economico europeo, il FMI ha avvisato che un piano di emergenza potrebbe essere necessario.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \