Ecobonus 2022: come funziona la detrazione? Guida ai lavori ammessi e novità

Rosaria Imparato

30 Luglio 2022 - 15:40

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Ecobonus, come funziona nel 2022? Vediamo i lavori ammessi in detrazione e le novità sulla cessione del credito.

Ecobonus 2022: come funziona la detrazione? Guida ai lavori ammessi e novità

Come funziona l’ecobonus nel 2022? Sono tanti i lavori ammessi nell’agevolazione che si usa per la riqualificazione energetica degli edifici già esistenti. La legge di Bilancio di quest’anno ha prorogato la misura insieme a tutto il pacchetto dei bonus casa, senza intervenire in modo particolare sui requisiti e sui parametri. La proroga dei bonus edilizi è fino al 31 dicembre 2024.

Rimane la possibilità di usufruire dell’ecobonus in tre modi: come detrazione in dichiarazione dei redditi, tramite lo sconto in fattura oppure con la cessione del credito. Proprio per quest’ultima opzione ci sono molte novità: non è più possibile cedere i crediti fiscali a catena, senza limiti.

Nuove regole anche per il visto di conformità e asseverazione della congruità dei prezzi, che sono diventati obbligatori per i bonus casa usati tramite sconto in fattura o cessione del credito.

Discorso diverso invece per il superbonus, tramite il quale si possono fare i lavori di riqualificazione energetica degli edifici: con le modifiche della manovra, si potrà usare il 110% fino al 2023, poi l’aliquota della detrazione si abbasserà gradualmente fino al 2025.

Nella guida di seguito analizziamo i lavori ammessi alla detrazione dell’ecobonus, come funziona l’incentivo e gli adempimenti connessi.

La proroga dell’ecobonus e le novità in Legge di Bilancio 2022

La Legge di Bilancio 2022 contiene la proroga di tutto il pacchetto dei bonus casa, dalle ristrutturazioni ai giardini, fino al 31 dicembre 2024. La proroga di tre anni è per tutti i lavori in casa, mentre il superbonus si potrà usare fino al 2025, ma con parametri diversi.

La proroga in Legge di Bilancio 2022 conferma le aliquote ordinarie per usare l’ecobonus, che in generale sono:

  • 50% per infissi, biomassa e schermature solari;
  • 65% per le rimanenti tipologie di spese.

Nel caso in cui l’intervento sia effettuato su parti comuni condominiali che non comportino modifiche volte a ridurre il rischio sismico, l’importo di detrazione Irpef potrà variare dal 70% al 75%.

Nel caso in cui gli interventi e le spese di ristrutturazione per migliorare l’efficienza energetica interesseranno l’intero involucro dell’edificio, l’ecobonus potrà salire al 70% (nel caso in cui i lavori incidano sul 25% della superficie complessiva del condominio), mentre sarà del 75% se la riqualificazione energetica sarà finalizzata al miglioramento e al risparmio sulla spesa energetica sia estiva che invernale.

Uno dei requisiti necessari per richiedere la detrazione per la riqualificazione energetica è che l’intervento sia effettuato su immobili o edifici già esistenti, di qualsiasi categoria catastale. L’ecobonus è ammesso anche nel caso di lavori di riqualificazione su beni strumentali.

Passando all’ecobonus 110% invece, si potrà continuare a usare in formula “piena”, cioè al 110%, fino al 2023. Poi le aliquote della detrazione scenderanno:

  • al 70% nel 2024;
  • al 65% nel 2025.

Altre novità riguardano il bonus facciate, la cui aliquota di detrazione viene abbassata dal 90 al 60%.

Infine, la manovra 2022 interviene anche sul tetto di spesa del bonus mobili, abbassandolo da 16.000 a 10.000 euro.

I lavori ammessi in detrazione

L’ecobonus è l’agevolazione fiscale riconosciuta per specifici tipi di lavori che hanno come scopo quello del risparmio energetico. L’aliquota di detrazione varia dal 50 all’85% in base al tipo di intervento effettuato.

L’ecobonus al 50% spetta per i seguenti lavori:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
  • schermature solari;
  • caldaie a biomassa;
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.18/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre a essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

L’aliquota sale al 65% per i seguenti interventi:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
  • pompe di calore;
  • sistemi di building automation;
  • collettori solari per produzione di acqua calda;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Infine, l’ecobonus va dal 70 all’85% per gli interventi di tipo condominiale. Attenzione: tale detrazione vale per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2024 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio a una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

A chi spetta l’ecobonus

L’ecobonus può essere richiesto da tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, che risultino possessori di un immobile in favore del quale vengono posti in essere interventi di riqualificazione energetica, cioè:

  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • persone fisiche ovvero: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.

Come pagare i lavori dell’ecobonus

Per poter beneficiare della detrazione, le spese sostenute devono essere pagate tramite moneta elettronica, e quindi essere tracciate. Nello specifico:

  • i contribuenti non titolari di reddito d’impresa dovranno pagare tramite bonifico bancario o postale, indicando la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento;
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa non sono soggetti all’obbligo di pagare tramite bonifico ma l’importante è conservare idonea documentazione per la prova delle spese.

I documenti da conservare

Per beneficiare della detrazione prevista, i contribuenti che hanno sostenuto la spesa dovranno aver cura di conservare i documenti che seguono, utili per attestare se e in quale misura si ha diritto all’ecobonus nel 2022:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori;
  • attestazione di partecipazione a un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari;
  • certificazione energetica dell’immobile fornito dalla Regione o dall’Ente locale o attestato di qualificazione energetica predisposto da un professionista abilitato.

Comunicazione Enea per l’ecobonus 2022

Per beneficiare della detrazione è fondamentale effettuare la comunicazione all’Enea, prima ancora di indicare la spesa sostenuta in dichiarazione dei redditi. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori di riqualificazione energetica il contribuente deve trasmettere all’Enea, in modalità telematica, la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell’attestato di qualificazione energetica.

La comunicazione va trasmessa solo ed esclusivamente tramite l’apposito portale sul sito Enea. I dati relativi agli interventi di ecobonus, bonus facciate e bonus casa vanno inviati nella sezione ECOBONUS.

Ecobonus 2022: detrazione, sconto in fattura o cessione del credito

È stato il decreto Rilancio a introdurre, nel 2020, le novità sulle possibili modalità di fruizione dell’ecobonus. I contribuenti interessati al miglioramento della classe energetica della propria abitazione possono scegliere tra:

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