Ecobonus 2020, ecco come cambia lo sconto in fattura

Ecco come la Legge di Bilancio 2020 ha cambiato il meccanismo dello sconto in fattura per l’ecobonus. Dal prossimo anno sarà possibile richiederlo solo per i lavori condominiali che superano i 200.000 euro. Cancellato invece per i lavori di minore portata.

Ecobonus 2020, ecco come cambia lo sconto in fattura

Sconto in fattura per l’ecobonus 2020, la Legge di Bilancio ne ha completamente stravolto il meccanismo.

Il nuovo funzionamento dello sconto in fattura è tra le novità della Manovra di quest’anno.

Il testo della Finanziaria è stato approvato dal Senato nella serata del 16 dicembre, e considerato che la Camera deve dare il via libera entro il 31, sono scarse le possibilità che vengano effettuate ulteriori modifiche.

Dunque è quasi certo: lo sconto in fattura nel 2020 sarà sottoposto a dei limiti che riguardano sia i beneficiari che l’importo dei lavori per i quali sarà possibile richiederne l’applicazione

Ecco come cambia dal prossimo anno: lo sconto in fattura potrà essere richiesto solo per i lavori condominiali che superano i 200.000 euro di costo.

Cancellata la possibilità di richiedere lo sconto immediato per i lavori di ecobonus e sismabonus per i lavori di minore portata, come la sostituzione della caldaia o degli infissi.

Esultano le piccole e medie imprese, che in questo modo non rischiano di essere schiacciate dalla concorrenza con i grandi operatori del settore.

Ecobonus 2020, ecco come cambia lo sconto in fattura

Ecobonus 2020, novità in arrivo sullo sconto in fattura. La Legge di Bilancio 2020 ha cambiato il meccanismo di funzionamento dello sconto immediato.

La novità è contenuta nell’articolo 8 del testo della Manovra, Investimenti degli enti territoriali, al comma 3.1:

“A partire dal 1° gennaio 2020, unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 26 giugno 2015, [...] per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro.”

Dunque, il nuovo anno si apre imponendo limiti rigidi allo sconto immediato in fattura, che potrà essere richiesto soltanto per i lavori condominiali il cui importo è pari o superiore a 200.000 euro.

Un vincolo importante, che cancella la possibilità di ottenere lo sconto in fattura per i contribuenti che effettuano lavori di riqualificazione energetica (ecobonus) o di riduzione del rischio sismico (sismabonus) di minore portata e su singole abitazioni.

Non viene modificata la modalità per usufruire dello sconto in fattura da parte del condominio, che invece della detrazione può scegliere lo sconto di pari ammontare sul corrispettivo dovuto.

Il fornitore dovrà anticipare il contributo, che gli sarà rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo.

Il fornitore che ha effettuato gli interventi può a sua volta cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi.

Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.

Ecobonus 2020 e sconto in fattura, novità per le piccole e medie imprese

La possibilità di riscuotere lo sconto in fattura aveva creato fin da subito sconcerto tra le piccole e medie imprese, poiché il provvedimento del 31 luglio dell’Agenzia delle Entrate le ha poste in diretta competizione con i grandi operatori del settore.

Con i nuovi limiti imposti allo sconto in fattura, il Governo ha preso seriamente in considerazione le numerose proteste della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa e del CNA Umbria.

Anche se la norma non era negativa in sé, come ha spiegato Patuanelli durante il question time al Senato dell’11 ottobre 2019, il meccanismo dello sconto in fattura, per come era stato strutturato, era senza dubbio un provvedimento a svantaggio delle piccole e medie imprese.

Dal 2020 lo sconto in fattura tutelerà anche le imprese più piccole, altrimenti eccessivamente penalizzate dalla concorrenza con i “big” del settore.

Soddisfatta Confartigianato, che in una nota del 12 dicembre ha comunicato:

“Un risultato importante per la battaglia che la Confederazione ha condotto nei confronti del Governo e del Parlamento, denunciando le gravi conseguenze dello sconto in fattura per le migliaia di piccole imprese del “sistema casa” (costruzioni, installazione impianti, serramenti) che non dispongono della capacità finanziaria per anticipare lo sconto al cliente e non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito.”

Naturalmente, anche la Senatrice di Forza Italia Roberta Toffanin, prima firmataria dell’emendamento approvato dal Senato, si ritiene contenta:

“Abbiamo costretto il Governo a rivedere una norma ingiusta, che penalizzava le piccole e medie imprese, scritta senza calcolare le conseguenze. Siamo da sempre a favore di una politica di incentivi per rivitalizzare il settore, purché nessuno anticipi spese che spettano allo Stato. Al fianco dei cittadini, ma anche al fianco dei piccoli commercianti e degli imprenditori che altrimenti avrebbero dovuto fare da banche allo Stato.”

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories