La crescente e costante attenzione sociale verso le tematiche ambientali non ha mancato di avere risvolti neanche nel campo degli investimenti. Sul mercato obbligazionario, per esempio, da anni si vanno affermando i c.d. Green bond.
Si tratta di titoli sovrani o corporate (in base alla natura dell’emittente) tesi a raccogliere soldi tra i risparmiatori da destinare a progetti aventi risvolti positivi sull’ambiente. Detta diversamente, sono obbligazioni al pari di tutte le altre della specie, solo che a mutare è la finalità di spesa dei soldi raccolti dalla loro emissione. Ad esempio quelli rastrellati dal MEF nelle recenti emissioni ‘Verdi’ hanno finanziato alcuni Bonus edilizi in tema di efficientamento energetico.
È una bella novità anche per gli investitori desiderosi di coniugare il loro benessere (in termini di sicurezza e rendimento) con quello sociale in tema ambientale. Ora, tra i tanti prodotti presenti sul mercato, ecco un BTP Green a cedola ricca e un Green bond sovrano AA a ricca plusvalenza. In entrambi i casi si tratta di bond su orizzonti temporali di lunghissimo periodo.
Il BTP Green del Tesoro in scadenza nel 2049
Mettiamo a confronto due bond sovrani che hanno in comune alcuni elementi. In primis la natura del debitore, uno Stato sovrano appunto, poi la finalità d’impiego dei capitali raccolti (progetti “Verdi” dei rispettivi Esecutivi emittenti) e infine la durata residua nel 2049.
Partiamo dal Dipartimento del Tesoro e con il BTP Green emesso a settembre 2018 e con data scadenza 01/09/’49 (denominazione: “Btp Tf 3,85% St49”). Si tratta di un trentennale in origine a cui oggi però residuano “solo” altri 24,52 anni di vita utile.
Il codice è ISIN IT0005363111 e la cedola nominale lorda annua è del 3,85%, il 3,36875% al netto della ritenuta. Tuttavia, il rendimento attuale lordo (4,16%) e netto (3,64%) effettivo a scadenza è maggiore grazie agli attuali corsi di mercato sui 96,15 centesimi.
L’affare sul reddito fisso quando i tassi di mercato sono alti
Ora, per avere un minimo di raffronti pensiamo al recente BTP Più, il cui rendimento medio ponderato è del 3,275% ma dura appena 8 anni e non 30 come il Green. Lo scarto di ritorno tra i due, si direbbe, non è abissale malgrado le notevoli divergenze nelle durate. Come mai? Di fondo c’è che i titoli sono nati in epoche differenti, di cui il ‘Verde’ in una in cui l’inflazione era mediamente contenuta e i tassi bassi.
Il Più, invece, arriva sull’onda lunga della recente fiammata inflazionistica che ha prodotto almeno due risultati tra gli investitori. Primo, il mercato pretende tassi più alti per prestare soldi agli emittenti. Secondo, si è raffreddata la voglia di investire a lungo o lunghissimo termine, a tutto vantaggio del breve e medio. Questa seconda circostanza ha a che fare tanto con il rischio di quotazione, ossia di oscillazione dei prezzi sul MOT.
Ad oggi, per esempio, i corsi del Btp Tf 3,85% St49 hanno toccato un massimo e un minimo storico a 160,42 (il 12/02/2021) e 79,18 (il 04/10/2023), giusto la metà!
In definitiva, il bond vanta una discreta cedola e un buon rendimento effettivo a scadenza. Per chi la ricerca attivamente, infine, anche una notevole duration modificata pari a 15.
Ecco un BTP Green a cedola ricca e un Green bond sovrano AA a ricca plusvalenza
Oltrepassiamo il confine delle Alpi e approdiamo in Austria e al domestico “Green Bond Tf 1,85% Mg49”, quasi stessa durata del precedente. Tuttavia, qui a mutare è anzitutto il rating emittente, molto più solido del grado di merito vantato dal Tesoro. Se per l’Italia è una “sfilza” di B, e per la precisione BBB per S&Poor’s e Fitch e Baa3 per Moody’s, a Vienna domina la doppia A tra le agenzie.
Il bond estero ha codice ISIN AT0000A2Y8G4, è relativamente giovane (neanche 3 anni di vita), è quotato in euro e negoziato sul MOT. La cedola lorda annua è dell’1,85%, la metà del bond precedente, e difatti oggi prezza poco sotto i 79 centesimi per un rendimento effettivo lordo a scadenza del 3,09%, il 2,82% netto. Il mercato, in sostanza, lo ha venduto per adeguarne i ritorni alle attuali condizioni di mercato. “niente male” neanche la duration modificata di quest’obbligazione, pari a 18,18.
Guardando al suo storico, c’è che il minimo di sempre finora è stato a 68,55 ad ottobre 2023, mentre ad agosto 2022 ha prezzato anche a 102. Come mai? La maggiore qualità del debito austriaco, semplice, che porta il mercato a prediligere debiti con “meno grattacapi”. Il classico dilemma di sempre, quindi: maggior ritorno associato a un maggior rischio o viceversa. Si tratta di valutazioni tutt’altro che irrilevanti, specie per chi adotta strategie di lungo termine etende a portare a termine l’investimento.