Ecco quando è il momento giusto per vendere un’azione secondo Warren Buffett

Redazione Money Premium

15/10/2024

La sua filosofia di investimento a lungo termine si basa su una fiducia incrollabile nelle aziende in cui investe. Ma non sempre è così.

Ecco quando è il momento giusto per vendere un’azione secondo Warren Buffett

Warren Buffett è noto come il re degli investitori a lungo termine, con una filosofia che lo ha portato a detenere azioni di alcune delle più grandi aziende al mondo per decenni. Il suo motto «il periodo di detenzione preferito è per sempre» riflette un approccio che privilegia la stabilità e la fiducia a lungo termine nelle aziende.

Tuttavia, quando Buffett decide di vendere una partecipazione significativa, il mondo degli investitori prende nota, perché potrebbe trattarsi di un segnale allarmante, non solo sull’azienda in questione, ma sull’intero settore.
Buffett non è famoso per vendere le sue azioni alla leggera. Come ha spiegato durante l’assemblea annuale di Berkshire Hathaway nel 2009, lui e il suo team sono riluttanti a vendere grandi partecipazioni, a meno che non si verifichino condizioni particolari.

«Se abbiamo preso la decisione giusta inizialmente, ci piace mantenere l’investimento per un lungo periodo di tempo. Abbiamo posseduto alcune azioni per decenni», ha detto Buffett. Tuttavia, quando l’azienda perde il suo vantaggio competitivo o se la gestione non riesce più a ispirare fiducia, allora è il momento di vendere.

Un esempio lampante di questa filosofia è il suo investimento nei giornali. Negli anni ’70, Buffett investì in testate locali come l’Omaha World-Herald e il Buffalo News, credendo che fossero attività con vantaggi competitivi inespugnabili. Ma con l’arrivo del nuovo millennio, la rapida transizione alle piattaforme digitali e il calo delle entrate pubblicitarie avevano cambiato il panorama dell’industria. Buffett si rese conto che l’era dei giornali cartacei era giunta al termine e vendette gran parte delle sue partecipazioni nel settore all’inizio del 2020.

Uno degli ultimi esempi significativi di dismissione da parte di Buffett riguarda le banche. In particolare, ha fatto scalpore la sua recente vendita di circa 9 miliardi di dollari in azioni di Bank of America (BofA), avvenuta a partire dalla metà di luglio 2023. Questo gesto ha sorpreso molti, soprattutto perché Buffett ha sempre avuto una relazione speciale con BofA, avendo investito inizialmente 5 miliardi di dollari nel 2011 per sostenere la fiducia nell’istituto durante la crisi dei mutui subprime.

Buffett ha successivamente aumentato la sua esposizione a BofA, convertendo i warrant in azioni ordinarie nel 2017 e diventando il maggiore azionista della banca. La sua fiducia nell’istituto sembrava solida, tanto da aggiungere altre 300 milioni di azioni tra il 2018 e il 2019. Tuttavia, negli ultimi anni, ha iniziato a ridurre le sue partecipazioni non solo in BofA, ma anche in altre grandi banche come JPMorgan, Goldman Sachs, Wells Fargo e U.S. Bancorp.

La domanda che sorge spontanea è: perché Buffett sta vendendo? Crede forse che il settore bancario abbia perso il suo vantaggio competitivo? Durante una discussione nel 2023, Buffett ha suggerito che potrebbero esserci problemi latenti nel settore bancario. L’incertezza generata dalle crisi bancarie del 2008 e del 2023 ha messo in dubbio la fiducia degli azionisti e del pubblico, e Buffett ha espresso preoccupazioni su come la digitalizzazione e le nuove tecnologie fintech abbiano reso i depositi meno «stabili».

La crisi bancaria del 2023, che ha visto il crollo di banche regionali come Silicon Valley Bank e Signature Bank, ha esacerbato le paure di Buffett. Questi fallimenti, tra i più grandi della storia americana, hanno spinto i regolatori a intervenire con misure straordinarie per garantire i depositi e stabilizzare il sistema. Tuttavia, secondo Buffett, queste crisi hanno cambiato profondamente la natura del settore bancario.

Nel suo intervento, Buffett ha sottolineato che non è possibile sapere con certezza cosa riserva il futuro per il sistema bancario, specialmente a fronte dei cambiamenti che si sono verificati dal 2008. «Non sappiamo dove stanno andando gli azionisti delle grandi banche, delle banche regionali o di qualsiasi banca», ha dichiarato nel 2023. Questo senso di incertezza, combinato con il rapido progresso delle tecnologie digitali che rendono i prelievi più facili e veloci, potrebbe essere una delle ragioni principali dietro la decisione di Buffett di essere «molto cauto» riguardo alla proprietà di banche.

Nonostante abbia ridotto le sue partecipazioni, Buffett ha mantenuto una quota significativa in Bank of America, rimanendo uno dei maggiori azionisti. Parte di questa decisione potrebbe essere legata al rapporto personale che ha costruito con il CEO di BofA, Brian Moynihan, di cui ha sempre espresso ammirazione. Tuttavia, Buffett ha anche ammesso di non avere una chiara previsione su cosa accadrà in futuro. «Ma so come proiettare ciò che accadrà da qui in avanti? La risposta è no», ha detto, esprimendo un’incertezza rara per un investitore del suo calibro.

Quando Warren Buffett decide di vendere, non è mai una decisione presa alla leggera. La sua filosofia di investimento a lungo termine si basa su una fiducia incrollabile nelle aziende in cui investe. Tuttavia, quando avverte che il vantaggio competitivo di un’azienda si sta erodendo o che l’incertezza nel settore sta crescendo, non esita a ridurre o a liquidare completamente le sue partecipazioni.

Il recente disimpegno di Buffett dal settore bancario potrebbe essere un segnale importante per gli investitori. La combinazione di fallimenti bancari, cambiamenti tecnologici e incertezze economiche globali potrebbe indicare che il settore bancario, un tempo visto come un pilastro stabile dell’economia, sta attraversando un periodo di cambiamenti profondi e potenzialmente destabilizzanti. E quando l’Oracolo di Omaha è cauto, il mondo degli investitori dovrebbe prestare attenzione.