La startup cinese DeepSeek manda in crisi i colossi tecnologici Usa con la sua intelligenza artificiale low cost e Nvidia, che perde il 17% in una sola seduta, registra la maggior perdita della storia di Wall Street in termini di capitalizzazione. Alcuni esperti ritengono che si tratti di una reazione eccessiva, altri invece temono che DeepSeek possa eclissare OpenAI, Google, Meta e Anthropic, grazie a un modello di prezzi con margini di profitto ridotti, ma con costi inferiori di circa il 96% rispetto alle tecnologie AI sviluppate negli Stati Uniti. Ma ci sono anche altri elementi tecnici da considerare.
Ecco perché il sell-off di Nvidia non è ancora finito e alcuni esperti parlano già di un imminente scoppio della bolla.
Ecco perché il sell-off di Nvidia non è ancora finito
Dopo un’impennata dei prezzi del +170% nel 2024, Nvidia è crollata del 16,97% nella seduta di lunedì. Il gigante della tecnologia si è affermato come attore chiave nel boom dell’intelligenza artificiale vendendo i chip AI più performanti al mondo a migliaia di grandi aziende tecnologiche e startup impegnate ad addestrare modelli linguistici sempre più avanzati.
1) La fine di un’era
Il lancio del modello R1 di DeepSeek, basato su un modello di ragionamento V3 LLM che utilizza una tecnica chiamata apprendimento per rinforzo, ha messo in crisi questo meccanismo, dimostrando di poter superare le performance di ChatGpt e altri chatbot delle big tech Usa con una frazione delle risorse computazionali. Per fare un paragone: OpenAI ha speso circa 540 milioni di dollari per lo sviluppo di ChatGpt, Meta ha speso 500 milioni di dollari circa per sviluppare il suo modello AI Llama, mentre DeepSeek sostiene di aver creato e addestrato un modello AI con soli 6 milioni di dollari.
Se la tecnologia della startup cinese si rivelasse scalabile, la supremazia statunitense nell’intelligenza artificiale verrebbe messa seriamente in discussione, ridimensionando la necessità di hardware ad alte prestazioni per la formazione e lo sviluppo di progetti hyperscaler. Una drastica riduzione della dipendenza da GPU costose minaccerebbe dunque il modello di business di Nvidia e il valore delle azioni potrebbe crollare del 90% proprio come è successo a Nokia con l’arrivo dell’iPhone.
2) Doppio massimo
Grafico azioni Nvidia
Fonte Tradingview
Un altro elemento che potrebbe ampliare il sell-off di Nvidia è di tipo tecnico. Da 153 dollari, massimi assoluti di novembre rivisitati il 7 gennaio, il titolo ha disegnato un doppio massimo, completando la figura ieri, con la violazione in gap down della base a 127 dollari circa. Sebbene i prezzi abbiano raggiunto ora la media mobile esponenziale a 50 sedute e la trend line disegnata dai minimi di aprile 2024, per la prima volta dallo scorso agosto, è molto elevato il rischio di una estensione del movimento verso il target della figura, a circa 101 dollari. Tale movimento comporterebbe un ulteriore calo del 15% rispetto alla chiusura di ieri a 118,42 dollari.
3) Il paradosso di Jevons
La situazione potrebbe tuttavia essere meno drammatica di quel che sembra. Secondo gli analisti di Ubs, le azioni Nvidia mantengono un rating “buy” con un target price a 185 dollari, riponendo fiducia nei prossimi risultati finanziari per il quarto trimestre che saranno pubblicati a febbraio. Negli ultimi 12 mesi, l’azienda ha riportato margini di profitto lordi del 76%, con una crescita dei ricavi del 152%.
Anche Citigroup è positiva sul titolo, indicando un target price a 185 dollari. Secondo la banca d’affari, il lancio di DeepSeek non rappresenta una vera minaccia per le prospettive di Nvidia, anzi potrebbe portare benefici a tutta l’industria AI, in linea con il paradosso di Jevons. In questo caso, un aumento dell’efficienza nell’uso delle risorse computazionali potrebbe infatti amplificare la domanda di potenza di calcolo e permettendo a Nvidia di continuare a beneficiare della crescita dell’AI.
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