Ecco perché gli asset manager speculano sulle aziende indebitate

Redazione Money Premium

14 Maggio 2024 - 06:41

L’adozione di tattiche aggressive da parte dei grandi asset manager rappresenta un segnale inequivocabile di un cambiamento di paradigma.

Ecco perché gli asset manager speculano sulle aziende indebitate

I grandi asset manager stanno ora abbracciando tattiche che ricordano da vicino quelle tradizionalmente associate ai fondi speculativi mentre si immergono in dispute legate ai crediti in sofferenza. Questa metamorfosi nel comportamento degli investitori è stata innescata da un allentamento degli accordi di credito, il che costringe i player tradizionali ad affrontare battaglie legali sempre più intricate e impegnative.

In un esempio paradigmatico di questa trasformazione, Invesco, un noto gestore di asset statunitense, nel 2018 ha acquisito una sostanziosa porzione di prestiti dal valore di $620 milioni emessi da Robertshaw, un produttore di parti per riscaldamento e condizionamento d’aria. Invesco, all’epoca, si era distinto per la ricerca di debiti apparentemente a basso rischio ma con rendimenti promettenti, seguendo una strategia tipica degli investitori tradizionali.

Tuttavia, l’evolversi della situazione ha portato Invesco a trovarsi al centro di una complicata disputa legale relativa al debito di Robertshaw, segnalando così una significativa deviazione nel coinvolgimento anche dei creditori più senior in contesti legali sempre più intricati.

Il crescente scenario di tassi di interesse in ascesa ha spinto i gestori di asset tradizionali come Invesco a implementare tattiche simili a quelle dei gestori di debiti in difficoltà. Questo adattamento è dettato dalla necessità di proteggere gli interessi dei loro clienti in contesti sempre più rischiosi e complessi.

Con il panorama delle società fortemente indebitate e sotto la morsa di tassi di interesse elevati, insieme a un calo nei recuperi dei prestiti, i gestori di asset tradizionali stanno ora optando per strategie che richiamano quelle adottate dai rinomati specialisti del debito in difficoltà, come Apollo ed Elliott Management. I manager tradizionali giustificano questo cambiamento di rotta come una necessità di agire in modo difensivo per tutelare gli interessi dei loro clienti in contesti di crescente incertezza.

Secondo S&P Global Ratings, i recuperi medi dei prestiti scontati nel periodo 2022-2023 si sono attestati solo a 61,5 centesimi di dollaro, quasi 12 punti percentuali al di sotto della media a lungo termine fino alla fine di settembre. Questo trend riflette una situazione in cui le aziende e le società di private equity, nel periodo di denaro a buon mercato, hanno negoziato accordi di credito più flessibili, concedendo ai mutuatari una maggiore libertà nelle loro operazioni future. Tuttavia, questa corsa al finanziamento facile ha anche alimentato una vera e propria frenesia dei prestiti, che hanno gravato sulle imprese con un debito di qualità inferiore.

In conclusione, l’adozione di tattiche aggressive da parte dei grandi asset manager rappresenta un segnale inequivocabile di un cambiamento di paradigma nel modo in cui gli investitori tradizionali affrontano le dispute legate ai crediti in sofferenza. Questo fenomeno, alimentato da un contesto di crescente incertezza finanziaria, impone una riconsiderazione dei rischi e delle strategie di gestione del portafoglio da parte di questi player di spicco nel panorama finanziario globale.