Ecco i settori dove i laureati guadagnano di più (ma c’è un’eccezione)

Alberto De Pasquale

26/01/2025

Chi ha superato l’università ha una retribuzione il 34% più alta di quella dei diplomati, però in alcuni settori la laurea fa meno differenza.

Ecco i settori dove i laureati guadagnano di più (ma c’è un’eccezione)

Con una laurea in tasca aumentano le probabilità di ricevere uno stipendio più alto rispetto a chi ha ottenuto solo il diploma.

Ma è anche vero che in alcuni settori, già di base più o meno remunerativi, la forbice tra i guadagni di chi ha conseguito il “pezzo di carta” e chi non ha proseguito gli studi si restringe, al punto che perfino il divario con chi ha soltanto la vecchia licenza media risulta meno pesante.

Secondo lo studio «La struttura delle retribuzioni in Italia» dell’Istat, è stata di 37.302 euro la retribuzione media lorda dei dipendenti italiani nel 2022, considerando i lavoratori con ogni titolo di studio. Per i laureati i guadagni lordi annui sono stati di 46.953 euro, ben superiori a quelli di coloro che hanno un diploma, 35.050 euro, e di chi si è fermato all’istruzione secondaria inferiore, 29.567 euro. Ne consegue che in Italia un lavoratore laureato guadagna mediamente il 34% in più di un diplomato e quasi il 59% in più di un lavoratore con la licenza media.

Laurearsi conviene ancora?

Da questi numeri si può desumere facilmente che laurearsi “conviene” e che il titolo di studio è in effetti un fattore che influenza di tanto la possibilità di accedere a retribuzioni più alte. Eppure, i dati Istat dicono anche che la laurea fa molto la differenza in alcuni ambiti lavorativi, mentre in altri ha un effetto ben più limitato e per un settore in particolare non è per niente determinante, dato che chi guadagna di più è proprio chi non ha studiato (come vedremo tra poco).

Uno dei settori più remunerativi in assoluto, con retribuzioni medie lorde di 63.088 euro, è quello finanziario e assicurativo. Chi lavora in questo ambito anche senza un diploma ha una Ral media di 49.925 euro, ossia da oltre 12.000 in più rispetto alla retribuzione media di tutti i lavoratori italiani con ogni titolo di studio. I diplomati che lavorano nel settore finanza e assicurazioni raggiungono in media una retribuzione lorda annua di 58.705 euro, mentre per i laureati si aprono posizioni in media da 67.687 euro. Chi si è laureato ha quindi sì maggiori guadagni, ma solo del 15,3% superiori rispetto ai diplomati e del 35,6% in più al confronto con chi non ha il diploma: il settore finanziario e assicurativo è già molto remunerativo di suo e i titoli di studio fanno sempre la differenza, ma meno della media. Discorso simile, ma all’opposto, è quello dell’istruzione, settore in cui le retribuzioni sono molto livellate verso il basso e i laureati guadagnano «solo» il 21,6% in più dei diplomati e il 44,1% in più di chi non ha il diploma.

I settori dove i laureati guadagnano di più

Nel settore della sanità e dell’assistenza sociale il vantaggio in busta paga per chi è laureato, invece, risulta particolarmente evidente: la corona d’alloro può portare a una Ral del 53,2% superiore rispetto a quella dei diplomati e del 72,8% al confronto con i non diplomati. La forbice si allarga soprattutto nel settore metallurgico, nel quale un laureato guadagna in media il 65,4% in più dei colleghi soltanto diplomati e l’83,1% in più di chi ha la ex licenza media. Un altro settore in cui la laurea pesa molto in termini di stipendio è quello automotive: un lavoratore della fabbricazione di mezzi di trasporto laureato guadagna in media il 58,3% in più di un diplomato e quasi il doppio rispetto a un non diplomato.

Studiare conviene sempre, tranne che in un caso. Sport, arte e intrattenimento è l’unico settore in cui i laureati ottengono guadagni più bassi al confronto con chi non ha studiato: il 17,7% in meno rispetto ai diplomati e il 3,5% in meno rispetto a chi ha completato soltanto l’istruzione secondaria inferiore. Si tratta di un caso a sé, dovuto al fatto che gran parte delle competenze di sportivi, attori e artisti si acquisisce al di fuori delle aule universitarie.