Ecco come Stellantis affronterà i dazi europei alle auto cinesi

Redazione Money Premium

16 Giugno 2024 - 06:43

A breve termine i dazi sono positivi per l’UE ma a lungo termine sono negativi poiché porteranno a maggiori investimenti in Europa da parte delle aziende cinesi, aumentando la pressione sui prezzi.

Ecco come Stellantis affronterà i dazi europei alle auto cinesi

In risposta ai recenti annunci di dazi da Bruxelles, Stellantis ha deciso di trasferire in Europa parte della produzione di veicoli elettrici di marca cinese. Questa mossa riflette una strategia regionale in evoluzione tra i produttori automobilistici globali, segnalando un cambiamento significativo nel settore.

Il gruppo, che detiene i marchi Citroën e Fiat, aveva già annunciato a maggio di voler commercializzare in Europa i veicoli elettrici del costruttore cinese Leapmotor, a partire da settembre. Carlos Tavares, CEO di Stellantis, ha confermato giovedì che alcuni di questi veicoli saranno prodotti negli stabilimenti europei del gruppo. «Diversi prodotti [Leapmotor] dovranno essere assemblati in Europa,» ha dichiarato Tavares durante l’assemblea annuale di Stellantis a Detroit, attribuendo la decisione ai dazi pianificati da Bruxelles come misura per «correggere una mancanza di competitività» rispetto ai concorrenti cinesi.

Questi dazi, superiori ai livelli precedentemente accettati da Stellantis per una produzione esterna conveniente, sono parte di un’iniziativa più ampia. Prima dell’annuncio della Commissione Europea, che prevede dazi aggiuntivi fino al 38% sui veicoli elettrici prodotti in Cina, gruppi automobilistici come BYD e Chery avevano già pianificato di espandere la loro produzione in Europa.

BYD prevede di iniziare la produzione in Ungheria il prossimo anno e sta valutando siti per una seconda fabbrica in Europa. Allo stesso modo, Chery mira a produrre 150.000 veicoli all’anno da una nuova fabbrica a Barcellona dal 2029.

I produttori cinesi accelereranno la costruzione di capacità produttive in Europa nei prossimi tre anni. A breve termine i dazi sono positivi per i costruttori europei, ma a lungo termine sono negativi poiché porteranno a maggiori investimenti e capacità in Europa da parte delle aziende cinesi, aumentando la pressione sui prezzi in modo simile a quanto già visto in Cina.

La proposta di dazi evidenzia anche la divisione nell’industria automobilistica europea. I costruttori tedeschi, fortemente dipendenti dal mercato cinese, si sono espressi negativamente riguardo ai dazi, sostenendo il libero scambio e avvertendo delle possibili reazioni da parte della Cina. Al contrario, gruppi francesi e italiani, meno presenti in Cina, si affidano di più al mercato europeo.

Tavares ha sottolineato l’esposizione della Germania agli affari cinesi e la sua opposizione ai dazi. Allo stesso tempo, esponenti di spicco come Ola Källenius di Mercedes e Oliver Zipse di BMW hanno criticato l’approccio protezionistico della Commissione Europea, avvertendo dei rischi del protezionismo.

Questa mossa di Stellantis non solo risponde a necessità immediate legate alla competitività, ma cerca anche di prevedere soluzioni a lungo termine per affrontare la minaccia di modelli cinesi più economici. Proprio come l’industria aerea europea ha dovuto reinventarsi di fronte alle compagnie low-cost, anche i costruttori automobilistici europei sono chiamati a innovare per mantenere la loro competitività sul mercato globale.