Negli ultimi anni, gli stablecoin ancorati al dollaro hanno registrato una crescita esponenziale, catalizzando l’attenzione di investitori, banche centrali e governi. Queste criptovalute, progettate per garantire regolamenti istantanei e trasferimenti rapidi tra token, stanno rafforzando il ruolo del dollaro in un contesto globale che fino a pochi anni fa parlava di «de-dollarizzazione».
Il quadro legislativo statunitense, con il cosiddetto “Genius Act”, impone la piena copertura degli stablecoin tramite asset liquidi come contanti e titoli di Stato, aumentando la fiducia nel mercato. Nonostante ciò, la capitalizzazione totale degli stablecoin – circa 280 miliardi di dollari – rappresenta ancora una frazione minima rispetto al mercato obbligazionario globale da 100 trilioni di dollari.
Il settore è dominato da due giganti, Tether e Circle, che da soli controllano oltre l’80% del mercato. Tuttavia, il numero di stablecoin continua ad aumentare e la quasi totalità rimane ancorata al dollaro, anche se la maggior parte delle transazioni avviene al di fuori degli Stati Uniti. Questo fenomeno suscita preoccupazioni tra regolatori e istituzioni internazionali: la prevalenza del dollaro potrebbe ridurre la domanda di titoli di Stato non americani, accentuando il “privilegio esorbitante” della valuta Usa.
L’economista Helene Rey, sulle pagine della rivista Finance and Development del Fondo Monetario Internazionale, evidenzia i rischi intrinseci: instabilità finanziaria, erosione della base fiscale, concorrenza valutaria, potenziale indebolimento del sistema bancario e vulnerabilità a riciclaggio di denaro. La coesistenza di reti private multiple e non coordinate potrebbe generare un’infrastruttura finanziaria fragile, esponendo i mercati a shock imprevisti.
Dal punto di vista geopolitico, gli stablecoin offrono vantaggi in contesti con controlli valutari rigidi o instabilità politica, ma amplificano anche le sfide di supervisione globale. La Cina sta esplorando lo sviluppo di stablecoin legati allo yuan per non rimanere indietro, mentre l’Europa sta definendo regole rigorose per proteggere l’euro digitale e prevenire rischi legati a emittenti esteri. La Federal Reserve americana, dal canto suo, organizza conferenze dedicate all’innovazione nei pagamenti, includendo tokenizzazione e stablecoin come strumenti chiave per il futuro finanziario.
Gli stablecoin rappresentano un fenomeno tecnologico e finanziario in rapida evoluzione: potenzialmente rivoluzionari per l’efficienza dei pagamenti globali, ma capaci di consolidare il dominio del dollaro e di creare vulnerabilità sistemiche che richiedono interventi regolatori tempestivi.