3 titoli di Stato a tassi fissi per il 2026 con cedole tra il 5% e il 5,25% annuo

Stefano Vozza

4 Gennaio 2026 - 07:53

Strumenti del reddito fisso a garanzia sovrana e dal buono tasso nominale annuo da saper gestire in base agli obiettivi personali

3 titoli di Stato a tassi fissi per il 2026 con cedole tra il 5% e il 5,25% annuo

Iniziare il 2026 con il piede giusto è il sogno di tutti, almeno nelle intenzioni. Tuttavia, spesso questi intenti resteranno solo tali, cioè dei buoni propositi e niente più. In ogni ambito del’agire umano i risultati sono il frutto di costanza, metodi e disciplina, e solo in via residuale del caso o dell’improvvisazione o della fortuna.

Mettiamoci nei panni di chi ricerca un flusso di entrate costanti sfruttando un capitale disponibile. Tra le tantissime opzioni di investimento vediamo pro e contro di 3 titoli di Stato a tassi fissi per il 2026 con cedole tra il 5% e il 5,25% annuo. La nostra sarà solo un’esposizione dei dati chiave dei 3 bond e non un invito a inserirli in portafoglio o fornire consulenza, ambiti che a noi non appartengono.

Il BTP a tasso di interesse fisso e costante

La prima obbligazione che presentiamo è targata MEF, di solito più gradita da chi intende prestare i soldi a emittenti conosciuti. Ha data emissione il 1° settembre 2009, è un trentennale in origine con scadenza alla stessa data del 2040 per ulteriori 14,68 anni di vita residua. Sul MOPT l’ISIN di riconoscimento è IT0004532559 e in genere conta tra i 50 e i 150 contratti per controvalori tra 1,5-7/8 miliardi di € giornalieri. Non è un bond illiquido, quindi.

Un punto di forza sta nel ricco coupon del 2,50% lordo semestrale (01/09 e 01/03), un incasso del 2,1875% netto del capitale versato ogni 6 mesi. Il contro sta nelle attuali valutazioni a 112,60 (credito d’imposta dell’1,43%) per cui per comprare 1 titolo del valore nominale di 1.000 € bisogna versarne 1.126. A scadenza il Tesoro restituirà il nominale e non il controvalore effettivo sborsato in principio.

Rendimento effettivo a scadenza del BTP 5% 1st40

Alla luce dei prezzi attuali c’è che lo yield a scadenza si è contratto al 3,9% (dati: Borsa Italiana). In termini di rendimento lordo totale, invece, stiamo parlando di un 56-57% circa in poco meno di 15 anni.
Il bond gode inoltre di buona duration modificata (10,29) utile in due direzioni. Primo, per chi ama tradare le obbligazioni a medio termine sfruttando i movimenti dei corsi oltre alle cedole. Al riguardo i prezzi min/max annui sono stati a 107,21 e 114,90, mentre sul timeframe 5Y si spazia da 99 a 165 circa.

Secondo, per il cassettista che magari vorrebbe attendere per un prezzo di ingresso più a sconto. I valori attuali sono prossimi ai massimi di periodo (ma non storici), e le tensioni sui bond lunghi potrebbero aprire futuri spiragli di ingresso a corsi più convenienti degli attuali.

Il Romania Fx 5.25% May32 Eur

L’effettivo a scadenza è invece molto prossimo al tasso nominale annuo del 5,25% sull’obbligazione in euro della Repubblica di Romania. Stiamo parlando del bond con ISIN XS2829209720 che prezza sui 102,44 e uno yield a scadenza del 4,79%. Anche qui i corsi attuali sono quasi ai massimi annui (102,69), mentre il minimo di maggio è stato a 91,76. Il bond vanta poi altri due punti di forza:

  • l’essere denominato in euro, e quindi privo di rischio di cambio per l’investitore nazionale;
  • la durata residua nettamente inferiore al BTP 5% 1st40, dato che l’obbligazione rumena scade il 30 maggio 2032 (e duration modificata a 5,22).

“Tanta grazia” non viene mai casuale o gratuitamente. Un primo, leggero contro è che la cedola è annuale il che vanifica la ricerca di un flusso di entrate costanti nel corso dell’anno. Poi c’è che vanta scarsi scambi sul mercato secondario, con controvalori giornalieri racchiusi entro il mezzo milione di euro. I veri rischi di questi titoli, tuttavia, rimandano a quelli di credito, cioè emittente, con i saldi commerciali e in riserve estere di Bucarest sempre in rosso. In ultimo c’è che soffrono delle ripercussioni negative del conflitto in Ucraina aldilà dei confini orientali. Letta al contrario, un accordo di pace con conclusione della guerra sosterrebbe gli acquisti dei bond rumeni dai ritorni (e dai rischi) sopra la media di mercato.

Ecco 3 titoli di Stato a tassi fissi per il 2026 con cedole tra il 5% e il 5,25% annuo

La periodicità della cedola torna ad essere semestrale sul T-Bond 5% 15mg37 con ISIN US912810PU60 ed emesso dagli Stati Uniti d’America. Probabilmente si tratta del titolo più enigmatico dei tre qui esposti. Ha durata residua e valutazioni di mercato intermedie (107,5 USD) tra i due bond precedenti, mentre gli altri elementi sono da valutare caso per caso. Ai corsi attuali rende il 4,25% annuo lordo, ma chi lo ha comprato a inizio gennaio ’25 si è portato molto a ridosso del 5% effettivo a scadenza. I corsi min/max annui del T-Bond 5% 15mg37 sono stati a 101,66 e a 110,38, mentre sul 5Y il trend è discendente. Dai quasi 160 USD di quotazioni di un lustro fa si è passati ai 100-110 dell’ultimo biennio.

A livello mondiale il continuo crescere del debito pubblico americano spaventa gli operatori, anche perché spesso è un debito che non crea ricchezza. Pertanto malgrado i tagli dei tassi FED i titoli lunghi si comprano con molta parsimonia per non correre rischi di mercato (duration modificata: 8,52). A quest’ultimi, infine, si sommano quelli valutari a scadenza o data di rivendita, a rendere il T-Bond 5% 15mg37 un titolo adatto a investitori molto esperti e propensi al rischio.