E se la salita dell’S&P 500 fosse appena iniziata?

Redazione Finance

17 Giugno 2024 - 17:52

Cresce l’S&P 500 nonostante la Fed abbia mantenuto inalterato il tasso d’interesse. Cosa spinge ancora in alto il prezzo dell’indice? Ha senso aspettarsi ancora nuovi rialzi?

E se la salita dell’S&P 500 fosse appena iniziata?

La scorsa settimana, l’indice S&P 500 e il Nasdaq hanno continuato a raggiungere nuovi record, nonostante la Federal Reserve abbia allontanato ulteriormente le aspettative di tagli dei tassi di interesse, scegliendo di non modificare la politica monetaria.

Da cosa è giustificata la forza espressa dai mercati USA in questa situazione di incertezza economica, monetaria e persino politica? Ha senso aspettarsi un crollo in questo momento? Oppure siamo solo all’inizio della corsa per il mercato statunitense?

Cosa sta accadendo sul mercato azionario?

Il mercato obbligazionario continua a seguire matematicamente le aspettative create da Powell nelle varie conferenze, con il rendimento a due anni intorno al 4,7%. Quindi, in sostanza, il mercato non ha ancora iniziato a scontare nei prezzi dei titoli a reddito fisso la possibilità che la Fed avvii un processo di abbassamento dei tassi. Gli afflussi verso i fondi che mirano a fornire agli investitori un’esposizione al mercato dei titoli di stato sono in costante crescita, una crescita parallela a quella che sta attualmente avvenendo nei fondi legati al mercato azionario USA.

Questa positività è riflessa nei prezzi degli asset sul mercato: nel 2024, l’S&P 500 ha guadagnato quasi il 15%, mentre il Nasdaq è cresciuto di oltre il 20%. Questo è avvenuto contemporaneamente a un sostanziale apprezzamento dei futures dell’oro, quasi a indicare un aumento del rischio di recessione. Tuttavia, la tanto discussa recessione USA, non è avvenuta. Sembra infatti essere uscita dai radar degli analisti e nonostante la curva dei rendimenti resti invertita, l’economia continua a crescere a ritmi positivi.

Molti esperti attribuiscono questa situazione al grande afflusso di capitali degli ultimi 10 anni, che ora si sta riversando nel mercato dei capitali, indirizzandosi verso titoli a marginalità positiva o asset a offerta limitata, come l’oro, e perché no, anche Bitcoin.

La spinta del segmento tech potrebbe non essere ancora finita

Il marcato e persistente entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha impattato positivamente sul prezzo delle azioni di aziende a sfondo tecnologico, anche parziale, innescando la salita a cui abbiamo assistito negli ultimi anni sui mercati.

La crescita è stata frutto di un contesto economico robusto, insieme all’adozione dell’intelligenza artificiale da parte di molte aziende tecnologiche ad alta capitalizzazione, la quale ha difatti aumentato gli utili aziendali e i multipli di molte realtà, generando ottimismo fra gli investitori. Ed è per questo che i titoli tecnologici sono stati i principali attori di questo mercato rialzista, mentre altri settori non stanno performando altrettanto bene, indicando una scarsa ampiezza del mercato.

Lo stesso Julian Emanuel, un noto stratega di mercato con una lunga carriera nel settore finanziario, si recentemente mostrato bullish riguardo l’andamento futuro dell’S&P 500. Attualmente stratega presso Evercore ISI, Emanuel ha alzato il suo obiettivo di fine anno per l’S&P 500 da 4.750 a 6.000 punti. Secondo l’esperto, gli utili per azione dell’S&P 500 aumenteranno dell’8% nel 2024 e del 5% nel 2025. Quindi, il mercato non sta scommettendo su questi rialzi senza un fondamento logico, ma seguendo una visione ponderata sulla grande crescita degli utili che i titoli tecnologici stanno registrando grazie all’introduzione di soluzioni di intelligenza artificiale.

Arriverà mai il taglio dei tassi Fed?

Questa settimana, altri membri della Fed terranno discorsi che potrebbero ulteriormente chiarire la loro posizione, ed è importante notare che non sono pochi quelli concordi con l’ipotesi che la Fed possa tagliare almeno una volta i tassi nel 2024.

Ad esempio, il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha dichiarato che è ragionevole aspettarsi un taglio dei tassi non prima di dicembre, contrariamente alle speranze iniziali di tagli già a marzo.

Kashkari ha ribadito che la Fed vuole vedere maggiori prove che l’inflazione sia sulla strada giusta per tornare al 2% prima di prendere decisioni sui tassi. Ha aggiunto che, una volta che l’inflazione si sarà raffreddata, i tassi ipotecari potranno scendere. Tuttavia, tagliare i tassi ora potrebbe aumentare i prezzi delle case senza migliorare l’accessibilità.

In aggiunta, sarà importante valutare le parole del presidente della Fed di Filadelfia, Patrick Harker, il quale parlerà delle prospettive economiche future per gli Stati Uniti, e del presidente della Fed di Richmond, Thomas Barker, che apparirà in un webcast per discutere lo stesso tema.

Soft Landing: cosa aspettarsi dal mercato?

Con l’intensificarsi di uno scenario di soft landing e un possibile ciclo di ribassi nei tassi di interesse, si creerebbe una situazione particolarmente favorevole per il mercato azionario. Questo non solo perché tassi di interesse più bassi rendono più economico il prestito di denaro per imprese e consumatori, ma anche perché le obbligazioni diventerebbero meno appetibili agli occhi del mercato. È importante ricordare che attualmente i fondi liquidi sono ai massimi livelli di raccolta di capitali, indicando una massa di liquidità enorme che potrebbe entrare sul mercato azionario.

In questo contesto, le small cap americane diventano particolarmente interessanti: queste aziende potrebbero beneficiare di costi di finanziamento più bassi, migliorando i loro margini di profitto e incentivando ulteriori investimenti in espansione e sviluppo.

Questo, insieme al fatto che la pandemia di COVID ha portato a stimoli governativi record e che i consumatori rimangono finanziariamente stabili grazie a elevati saldi di cassa e bassa leva finanziaria, potrebbe effettivamente giustificare le overperformance del mercato statunitense in questo periodo.