E se il rally di NVDA fosse appena riniziato?

Tommaso Scarpellini

6 Luglio 2025 - 11:34

Il prezzo delle azioni Nvidia è graficamente alto. Ma questo non significa che lo sia anche rispetto al suo valore. Questa metrica relativa, ti farà riflettere.

E se il rally di NVDA fosse appena riniziato?

Gli utili di Nvidia stanno crescendo più velocemente del prezzo dell’azione. E se la matematica non è un’opinione, questo basterebbe per ipotizzare che siamo solo all’inizio di una nuova bull run. Ma in finanza, la matematica è spesso un’illusione: basti pensare a quanto possa variare l’interpretazione di un semplice indicatore come il P/E.

E, guarda caso, è proprio su questa metrica che sembrerebbe essersi creata una finestra per gli investitori: in teoria, un titolo simbolo dell’AI e dell’automazione globale dovrebbe trattare con multipli da capogiro. E invece? Nvidia oggi quota un P/E di circa 50x, e un forward P/E di 37x.

Una valutazione che storicamente sarebbe sembrata “cheap” per un’azienda di questo calibro (anche se alta in termini assoluti). Cosa sta succedendo?

Dietro il “calo” del P/E: solo un effetto ottico?

Quando un titolo cresce troppo velocemente, la narrativa tende a soffocare l’analisi fondamentale. Ma nel caso di Nvidia, è l’analisi fondamentale stessa a raccontare una storia più potente di qualunque narrativa. Gli utili sono esplosi grazie alla domanda pervasiva di potenza computazionale, guidata dall’intelligenza artificiale generativa. Blackwell è già in distribuzione, ma la roadmap ci parla già di Rubin, la prossima generazione di GPU. Nvidia non si limita a rispondere alla domanda: la crea.

Eppure, i mercati sono sempre in cerca di rischi nascosti. E nel caso di Nvidia, i timori principali sono noti:

  • Trade war USA-Cina: possibile escalation in caso di ritorno di Trump.
  • Limitazioni all’export di chip avanzati verso la Cina.
  • Geopolitica incerta, rischio recessione, interventi regolatori sull’AI.

Ma Nvidia non è impreparata. La strategia di mitigazione è già in atto: supply chain sempre più orientata agli USA, hub produttivi alternativi, adattamento software per rispettare le restrizioni export. Non solo: l’azienda è protagonista di programmi di sviluppo AI anche in Europa, con collaborazioni in Germania, Francia e Italia, e una partecipazione attiva nei fondi UE da 200 miliardi di dollari dedicati alla robotica e all’intelligenza industriale.

I fondamentali, secondo chi ignora il rumore

C’è una corrente di pensiero, spesso rappresentata da fondi come ARK, Baillie Gifford o alcuni gestori long-term growth, che ritiene i rischi geopolitici talmente aleatori da essere irrilevanti nel lungo periodo. Per questi investitori, l’esistenza di uno sconto legato alla paura genera alpha.

Questi investitori non seguono le notizie. Guardano la mappa del futuro. E oggi, quella mappa parla chiaro:

  • Agentic AI e robotica avanzata sono la prossima ondata.
  • Nvidia lavora all’umanoide AEON, in partnership con Hexagon, per affrontare la carenza di manodopera.

Il vero “petrolio” dell’AI sono i token, ovvero l’elaborazione dei modelli. Più l’AI si diffonde, più si consumano token, e quindi più valore passa per i data center basati su GPU Nvidia.

La vera domanda da porsi

E se Nvidia, fosse ancora sottovalutata?
Non in termini di prezzo, ma di potenziale impattato nei modelli di valutazione.

Perché se tutto è relativo, come sui mercati, il fatto che NVDA sia già cresciuta molto di prezzo, non significa che non possa riservare altre sorprese. Naturalmente resta vero anche il contrario, specie nei modelli di breve termine.

NVDA, 1W NVDA, 1W Grafico a candele settimanali del titolo NVDA. Fonte: baha.com