L’OCSE ha pubblicato il report sulle prospettive sanitarie per il 2025 e questo paese ha una significativa sfida per la salute pubblica da vincere.
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il report aggiornato sulle prospettive sanitarie per il 2025, analizzando la situazione dei suoi 31 Paesi membri. Per il Lussemburgo emerge una sfida significativa che il sistema di salute pubblica dovrà affrontare nei prossimi anni.
Il piccolo Stato, infatti, ha registrato una crescita demografica vertiginosa negli ultimi trent’anni: tra il 1981 e il 2024 la popolazione è aumentata dell’81%. Oggi il Paese vive un vero e proprio paradosso. È considerato uno degli Stati con la popolazione più giovane d’Europa, con solo il 15% di cittadini over 65, ma secondo le proiezioni questo dato raddoppierà entro il 2050. Un cambiamento che eserciterà una forte pressione sul sistema sanitario, il quale dipende in larga parte da lavoratori provenienti dai Paesi limitrofi. Medici e infermieri, infatti, sono spesso frontalieri che scelgono il Lussemburgo attratti da stipendi più elevati.
Attualmente l’aspettativa di vita nel Paese è pari a 83,4 anni, ben 2,3 anni in più rispetto alla media OCSE. Un risultato dovuto a un sistema sanitario considerato tra i più efficienti d’Europa, sostenuto anche da una popolazione relativamente giovane e quindi meno soggetta a patologie croniche. Tuttavia, la spesa sanitaria rimane inferiore alla media: solo il 6% del PIL viene destinato alla sanità, contro una media OCSE pari al 9%.
Il problema è che il settore sanitario dipende da personale estero
Il punto critico del Lussemburgo è la forte dipendenza da fattori esterni, in particolare dal personale sanitario proveniente dall’estero. Finché le condizioni salariali resteranno più vantaggiose rispetto a quelle offerte nei Paesi confinanti, il sistema riuscirà a reggere. Ma se questo equilibrio dovesse cambiare, il Paese rischierebbe una grave carenza di personale sanitario.
A preoccupare è anche il calo degli investimenti in prevenzione: la spesa è scesa dal 7% nel 2021 al 3% nel 2023. A ciò si aggiungono alcune abitudini nocive diffuse nella popolazione. Il Lussemburgo è il Paese dell’Europa centro-occidentale con il più alto consumo di alcol, pari a 10,7 litri pro capite, contro una media europea di 8,5. Anche il fumo resta un problema, con una percentuale del 15,1%, leggermente superiore alla media europea del 14,8%. Preoccupa inoltre l’obesità giovanile: un giovane su cinque nel Granducato è in sovrappeso.
Oggi il sistema sanitario regge anche grazie alla solidità economica del Paese, che ha costruito la propria ricchezza sul settore bancario e finanziario, attirando un elevato numero di lavoratori stranieri. Quasi la metà dei residenti è infatti di origine estera, e il 90% proviene dall’Unione Europea. Attualmente l’85% delle spese sanitarie è coperto da finanziamenti pubblici, ma nel lungo periodo questo modello potrebbe non essere sostenibile. Per questo, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, è fondamentale avviare fin da ora una programmazione sanitaria più efficiente, per evitare criticità future.
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