Negli ultimi anni, il settore del lusso e dell’alta moda ha affrontato sfide importanti, legate a diversi fattori globali che hanno influito negativamente sulle performance delle principali aziende del comparto, evidenza particolarmente preoccupante in quest’ultimo periodo.
Il caso della Cina, le turbolenze geopolitiche e il contesto economico globale hanno contribuito a una flessione del mercato, in particolare per i giganti della moda come Kering e LVMH, due colossi che dominano il panorama del lusso mondiale. Inoltre, il boom della tecnologia, e in particolare l’attenzione crescente verso l’intelligenza artificiale, ha spostato l’interesse degli investitori dal settore industriale e di consumo verso quello tecnologico, accentuando ulteriormente le difficoltà per queste aziende.
La crisi cinese e il suo impatto sul lusso
Uno dei principali fattori che ha influenzato negativamente il settore del lusso negli ultimi anni è la situazione economica della Cina. Il Paese, che da tempo rappresenta uno dei mercati più importanti per le aziende del lusso, ha visto un rallentamento della sua crescita economica. Il governo cinese ha adottato politiche restrittive per ridurre la dipendenza del Paese dai consumi interni e per promuovere una crescita più sostenibile e meno dipendente dal debito. Queste misure hanno influito pesantemente sulle spese dei consumatori, in particolare su quelle relative ai beni di lusso e ai prodotti non essenziali.
Le turbolenze belliche e le complicazioni nei trasporti
Le tensioni geopolitiche e i conflitti armati in varie parti del mondo hanno ulteriormente aggravato la situazione per le aziende del lusso. La guerra tra Russia e Ucraina, per esempio, ha generato una riduzione degli acquisti da parte dei consumatori russi, che storicamente sono tra i più forti acquirenti di beni di lusso in Europa. Anche il Medio Oriente, sebbene da sempre un mercato strategico per il lusso, ha visto un rallentamento dovuto alle tensioni regionali e ai costi logistici in aumento.
Le complicazioni nei trasporti marittimi e la crisi delle catene di approvvigionamento globali, che hanno coinvolto diversi settori economici, hanno avuto un impatto anche sull’industria del lusso. La difficoltà di approvvigionamento di materiali pregiati, insieme all’aumento dei costi di trasporto, ha ridotto i margini di profitto delle aziende e ha rallentato la capacità di risposta alla domanda.
Il contesto economico globale e il boom dell’intelligenza artificiale
In questo contesto di incertezza economica globale, caratterizzato da un’inflazione crescente e una pressione sui tassi d’interesse, i consumatori si sono dimostrati sempre più cauti negli acquisti. Questo ha ridotto significativamente la domanda di beni di lusso e altri prodotti di consumo discrezionale. In periodi di difficoltà economica, i beni non essenziali sono spesso i primi a risentire dei tagli alle spese, e ciò ha influito pesantemente sulle performance delle aziende di alta moda.
Un altro fattore che ha contribuito a spostare l’attenzione degli investitori è stato il boom della tecnologia e, in particolare, il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI). Il settore tecnologico ha attirato ingenti capitali negli ultimi anni, grazie a innovazioni dirompenti e al potenziale di crescita esponenziale. Gli investitori, sempre alla ricerca di rendimenti elevati, hanno spostato il loro focus dal settore industriale e da quello dei beni di lusso, causando un sell-off delle azioni di molte aziende di moda. Tra i gruppi che hanno subito maggiormente questo effetto ci sono Kering e LVMH, due giganti del lusso che hanno visto una flessione delle loro performance borsistiche nell’ultimo periodo.
La struttura dei colossi del lusso: Kering e LVMH
Kering e LVMH sono due delle più grandi holding del lusso a livello globale, con un portafoglio che racchiude alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo.
Kering gestisce marchi iconici come Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga, oltre a brand di alta gioielleria come Pomellato e Boucheron. Le azioni KER sono in calo di oltre il 50%, evidenziando a pieno il basso interesse degli investitori a partecipare finanziariamente al gruppo. Un’evidenza che lascia in molti un po’ perplessi, specialmente se si considera il fatto che il gruppo Kering sia uno dei più grandi presenti sul mercato.
Kering, 1W
Grafico a candele settimanali di Kering. Fonte:baha.com
LVMH, d’altra parte, è un colosso ancora più vasto, con una presenza diversificata che copre moda, pelletteria, vini e liquori, orologi, profumi e cosmetici. Nel suo portafoglio troviamo marchi di fama mondiale come Louis Vuitton, Christian Dior, Fendi, Bulgari e Moët & Chandon. Anche le azioni MC non hanno registrato grandi risultati in borsa nel 2024: dopo lo sprint di inizio anno, il prezzo delle azioni è decisamente crollato, passando da una performance positiva di quasi il 20% a una negativa YoY di quasi il -20%.
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Grafico a candele settimanali di LVMH. Fonte:baha.com
Cosa sta veramente affossando queste società e quando arriverà il recupero?
Un’evidenza che non sembra riguardare la totalità dei protagonisti del comparto del lusso: realtà come Ferrari (RACE), ad esempio, continuano a superare i propri massimi e registrare risultati promettenti. Per questo sembra che il focus della depressione borsistica sia proprio il comparto dell’alta moda. Questo influenza in parte anche i vari ETF legati ai consumer discretionary, ma non così tanto quanto si siano contratti i prezzi di KER e MC, mostrando proprio come la contrazione dei consumi, per quanto presente, sia solo un elemento di contorno nell’attuale crisi del comparto del lusso, mentre è piuttosto il contesto geopolitico a impedire la positività registrata storicamente da questo mercato.