Al pari dei frutti, che dalla fioritura evolvono nel tempo fino a maturazione, anche per le cedole è un continuo divenire. Gli interessi sui bond, corporate o sovrane che siano, maturano sin dal giorno dell’emissione ma riconosciuti in date prefissata. In gergo vengono dette date di stacco cedola, e indicano appunto l’accredito in conto corrente degli interessi maturati.
In genere vengono pagati ogni 3, 6 e 12 mesi a discrezione dell’emittente, che ne da notizia al mercato in sede di lancio del debito. Non manca poi chi, tra gli emittenti corporate, li riconosce tutti a scadenza dando vita ai c.d. bond “cumulative”. In sostanza qui arriva una sola, unica maxi-cedola alla data di scadenza o di eventuale call del prestito.
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La prima cedola in assoluto del BTP Più
Dal 17 al 21 febbraio 2025 è stata collocata la 5° serie del BTP Valore, il BTP Più con data regolamento 25/02/2025 e scadenza alla stessa data del 2033. Nell’occasione il Tesoro raccolse quasi 15 mld di € per 451.831 contratti registrati e un taglio medio di 32.989,48 €. Il bond ha ISIN speciale (per i soli acquirenti della prima ora) IT0005634792, mentre l’attuale, l’ordinario, è IT0005634800. Solo ai possessori del primo ISIN tra 3 anni e 9 mesi, cioè al termine del 1° step quadriennale, verrà data la possibilità di uscire dal titolo alla pari, facendone richiesta all’emittente.
La struttura dei rendimenti è del tipo step-up, cioè fissi e crescenti, ai seguenti tassi:
- 2,85% annuo lordo (2,49375% netto) per il 1°, 2°, 3° e 4° anno (invece di 2,80% preannunciati alla vigilia del 14/02/2025);
- 3,70% (3,2375% netto) per il 5°, 6°, 7° e 8° anno (invece di 3,60%);
- nessun premio fedeltà finale a scadenza.
Al pari degli altri BTP Valore, tranne quelli della 1° serie in assoluto (BTP Valore 2027) la cedola è trimestrale, in pratica arriva ogni 90 giorni circa. Nello specifico le date di stacco sono il 25 maggio, 25 agosto, 25 novembre e 25 febbraio. Detta diversamente è arrivato l’accredito cedola di questo BTP Valore: oggi conviene più venderlo o acquistarlo?
Quanto rende oggi il BTP Più a tassi fissi e crescenti?
Mettiamoci nei panni dell’acquirente della prima ora e immaginiamo un acquisto di debito pubblico pari a 33mila €. Bene, lunedì 26 sul c/c si sarà ritrovato un accredito netto di quasi 203 € (90 giorni) da parte del Dipartimento del Tesoro.
Oggi converrebbe comprare il bond? Quanto rende e quanto sarebbe rischioso?
Al momento prezza leggermente sotto cento, a 99,97 centesimi (prezzo di chiusura della scorsa ottava) per un rendimento effettivo a scadenza del 3,29% lordo. La duration modificata è invece pari a 6,72, non proprio bassissima. Tuttavia, ad oggi il bond non è mai andato al di sotto di 99 e questo storico è già un discreto banco di prova, mentre il massimo assoluto trimestrale è stato a 100,54.
In altri termini finora il titolo ha quasi mantenuto la parità, mentre per il futuro prossimo a venire si possono dire tre cose:
- la durata residua andrà lentamente accorciandosi e lo step (dal 2029) successivo prevede cedole più ricche delle attuali. La circostanza si rivelerà un pro per il titolo in termini di duration (in discesa) e corsi (dovrebbero salire);
- nei prossimi mesi sono attesi altri tagli dei tassi BCE, e per molti analisti finanziari quello di riferimento dovrebbe esser compreso tra l’1,5 e il 2%. Anche queste sforbiciate dovrebbero giovare ai corsi del bond;
- di contro, la tempesta sui bond sovrani non è ancora passata e non se ne vede la fine. Tuttavia, al momento coinvolge soprattutto i titoli molto lunghi (il BTP Più non lo è) e in particolare quelli emessi da alcuni emittenti (T-bond USA, per esempio).
È arrivato l’accredito della cedola di questo BTP Valore: oggi conviene più venderlo o acquistarlo?
Allo stesso modo ci chiediamo se oggi convenga vendere il titolo per chi lo comprato in origine e, eventualmente, per passare su quale altra alternativa sul reddito fisso.
Non sappiamo quanti di quei 451.831 contratti iniziali sono ancora in essere, ma è probabile siano la (stra) maggioranza. Di norma queste emissioni retail attraggono molti cassettisti che acquistano in principio e mantengono in portafoglio fino al termine. Garanzia sovrana, zero commissioni iniziali, callable nelle mani del cliente, rendimento noto a priori, tassazione agevolata sono dei plus che fanno gola, specie a chi non cerca rischi. Infine c’è da dire che i corsi sono ancora sostanzialmente alla pari, per cui la rivendita anticipata non frutterebbe plusvalenze.
Di contro se la propensione al rischio non manca, senza per forza esser dei trader in bond, si possono cogliere altre occasioni qua e là sui mercati. Certo, l’eventuale switch di prodotti in portafoglio richiede la rinuncia a margini di certezza (pochi o tanti in base all’obiettivo) per puntare a un potenziali rendimenti superiori.