Droga dell’Isis: cos’è, effetti e giro d’affari

Cos’è la droga dell’Isis sequestrata a Salerno? Le amfetamine Captagon prodotte in Siria sono diffuse tra i terroristi islamici. Quali effetti producono e a quanto ammonta il loro giro d’affari.

Droga dell'Isis: cos'è, effetti e giro d'affari

Captagon, o droga dell’Isis: cos’è e quali effetti produce? Dopo la notizia del maxi sequestro di 14 tonnellate di amfetamine con il logo “Captagon” a Salerno, cresce la curiosità nei confronti di questi stupefacenti piuttosto noti in Medio Oriente.

Le pasticche, conosciute anche con la denominazione “droga della Jihad”, alimentano un giro d’affari di una certa entità, soprattutto tra i combattenti islamisti in Siria.

Il Paese è ormai il leader mondiale nel commercio di Captagon, fondamentale non solo per finanziare le attività terroristiche, ma anche per inibire fatica, dolore e paura di civili coinvolti in guerre e di fighter dello Stato Islamico.

Scopriamo, quindi, maggiori dettagli sulla cosiddetta droga dell’Isis che passa anche per l’Italia, gli effetti sull’organismo e il suo valore di mercato.

Droga dell’Isis: cos’è e da dove proviene

Captagon, droga dell’Isis o dei jihadisti, è un farmaco psicostimolante che crea dipendenza e che è vietato in molti Paesi.

A livello chimico, è un cloridrato di fenetillina, ovvero un composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti, spacciato in modo illegale come sostanza stupefacente in forma di pasticche.

La cosiddetta droga dell’Isis è diffusa da decenni nei Paesi del Golfo e, in generale, nell’area mediorientale. Non viene più prodotto o utilizzato, ma i farmaci che portano il nome Captagon vengono regolarmente sequestrati in Medio Oriente, secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

Decenni fa, questa droga era prodotta in Libano, diretta soprattutto in Arabia Saudita. Oggi il centro del commercio illegale di Captagon è la Siria. Il Paese è considerato ormai il produttore più importante di questa sostanza stupefacente a livello mondiale.

Il motivo è legato principalmente all’attività terroristica piuttosto capillare e fiorente nella nazione siriana, devastata da guerra civile e radicamento dei combattenti islamisti. Da Damasco, quindi, si snoda uno spaccio della droga dei jihadisti piuttosto importante, indirizzato soprattutto ai gruppi dell’Isis nell’area.

Pare sia stata trovata questa sostanza nel covo degli attentatori che hanno colpito il Bataclan a Parigi, nel 2015 e nel sangue di un terrorista di Sousse, in Tunisia. Nello stesso anno, inoltre, la CNN ha riferito di un funzionario americano che supponeva di aver visto combattenti jihadisti usare Captagon.

Quali sono gli effetti della droga dei jihadisti?

Il largo impiego di Captagon tra i terroristi islamici sarebbe giustificato proprio dagli effetti da esso prodotti per sopportare situazioni di forte stress e pressione psicologica come attacchi terroristici e guerre.

Nello specifico, la droga dell’Isis riuscirebbe a caricare a livello emotivo e mentale i combattenti islamici, provocando resistenza alla fatica, euforia, perdita di inibizione, cancellazione del senso di fame e sonno, sentimento di onnipotenza e invincibilità.

La sostanza stupefacente viene utilizzata soprattutto sotto forma di pasticche, come quelle trovate e sequestrate a Salerno, ma può essere anche iniettata.

Captagon: il giro d’affari per l’Isis

Tra le principali fonti economiche dei gruppi terroristici del Medio Oriente spicca ormai da anni proprio il traffico di sostanze stupefacenti, quali la droga dell’Isis.

Il commercio è diventato fiorente. La Siria riesce a controllare uno spaccio molto ampio, che comprende non solo i Paesi del Medio Oriente, ma arriva fino in Europa, come testimoniato dall’ultima operazione della Guardia di Finanza a Salerno.

Questo significa che il giro di affari è ingente. Si calcola che una pasticca di Captagon possa costare anche 20 dollari. Solo per sottolineare il valore economico importante del settore, gli 84 milioni di dosi di amfetamine fermate nel porto campano il 1 luglio avevano un valore di circa 1 miliardo di euro.

L’imposizione del lockdown a causa del coronavirus, inoltre, potrebbe aver alimentato ancora di più il commercio della droga dell’Isis dalla Siria. Visto che i principali altri canali di spaccio europei sono stati forzatamente chiusi, la strada mediorientale è diventata l’unica via per acquistare le pasticche.

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