Draghi deve restare al Governo: perché tutti (o quasi) vogliono la conferma del presidente del Consiglio

Giorgia Bonamoneta

16 Luglio 2022 - 19:09

condividi

Sembra che tutti (o quasi) vogliano la riconferma del presidente del Consiglio Mario Draghi al Governo. Ecco secondo chi Draghi deve restare.

Draghi deve restare al Governo: perché tutti (o quasi) vogliono la conferma del presidente del Consiglio

Sembrava impossibile invece Mario Draghi ha davvero proposto le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche se le dimissioni sono state al momento respinte, è impossibile confermare il mandato di Mario Draghi fino al 2023. Secondo il premier sono venute meno le condizioni per poter lavorare alle iniziative, i progetti e alle necessità del Paese. Per questo e per la mancata fiducia corrisposta nella sua leadership, Draghi mercoledì 20 luglio 2022 potrebbe, in ogni caso, rassegnare le proprie dimissioni ufficiali.

Per molti, apparentemente quasi per tutti, Draghi dovrebbe restare al governo. La riconferma di Mario Draghi come presidente del Consiglio aiuterebbe l’Italia a mantenere una posizione rilevante in Europa e, soprattutto, si potrebbero proseguire i lavori in corso tra decreti, piani di investimento e riforme come il Pnrr. Sono in molti a credere che senza Draghi sarebbe difficile portare a termine i compiti richiesti dall’Europa e, allo stesso tempo, garantire la stabilità al Paese. Diverse crisi corrono da Nord a Sud, tra inflazione e crisi energetica, e il momento delle dimissioni, così come quello delle divisioni, appare totalmente fuori luogo. A dirlo sono i sindaci delle maggiori città italiane, che in una lettera indirizzata a Draghi, hanno unito le voci per chiedere al premier di restare al Governo.

La lettera dei sindaci si unisce a una serie di altre richieste ufficiali. Sono diversi i leader dei partiti politici che vorrebbero vedere Draghi restare al Governo fino al 2023 (la petizione di Matteo Renzi è un esempio), così come diversi industriali e leader politici internazionali.

Si oppongono a questa visione le forze di centrodestra, che guardano alla data del 10 ottobre 2022 come a un possibile riscatto. È il momento di andare a votare ed è il momento di far decidere gli italiani, dicono i leader di Fratelli d’Italia e Lega. Lo scoglio delle elezioni è da sempre lo stesso: l’attenzione dei partiti si sposta sulla propaganda elettorale e viene meno l’impegno nel proseguire i lavori quotidiani e gli impegni internazionali. La situazione di crisi globale, nella quale l’Italia rientra, sembra non permettere un passo verso le elezioni anticipate e non sembra lasciare spiragli alle dimissioni di Draghi. Ma niente è impossibile e in Italia i giochi politici hanno riservato diverse sorprese ai cittadini, soprattutto in estate quando l’attenzione generale è rivolta altrove.

Draghi deve restare: chi chiede al premier di rimanere?

Mercoledì 20 luglio si avvicina e, con il crescere della tensione, aumenta il numero di persone, esponenti politici e rappresentanti di categoria che chiedono a Mario Draghi di restare presidente del Consiglio fino a fine mandato. Alla lunga lista dei nomi nazionali e internazionali, si aggiungono i sindaci. Con una lettera indirizzata a Mario Draghi i sindaci di alcune grandi città e il presidente Anci, chiedono all’attuale premier di mantenere il proprio incarico nel rispetto reciproco. Nella lettera si legge che:

Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo.

Inoltre i sindaci chiedono alle forze politiche in Parlamento di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. “Se non dovessero farlo si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni”, continua la lettera. Questo perché ora più che mai l’Italia ha bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare a lavorare sulle riforme e per la trasformazione del Paese.

La lettera è stata firmata dal sindaco di Venezia, di Genova, di Bergamo, Torino, Firenze, Milano, Roma e altri e si aggiungono ai nomi dell’industriali come Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, Antonio Patuelli, Marco Granelli, Francesco Mutti, Laura Dalla Vecchia, Luigi Sbarra segretario generale della Cisl e altri.

Secondo alcuni Draghi deve e può dimettersi

Non mancano neanche le voci opposte che vogliono le dimissioni di Mario Draghi. Tra queste i leader di Fratelli d’Italia e Lega, che parlano di restituire la parola agli italiani. La prospettiva è quella, ovviamente, di andare a elezioni e tentare l’ingresso al Governo come forza di maggioranza. Al momento è difficile dire chi vincerebbe, perché i sondaggi sono piuttosto mutevoli e, come sempre, poco affidabili.

Festeggia anche la Russia, che dopo il Governo Johnson, vede le difficoltà delle politiche occidentali aumentare e coinvolgere anche l’Italia. Come fa notare il ministro degli esteri Luigi Di Maio, in una fase di transizione da un governo all’altro, c’è il rischio di non dare più sostegno all’Ucraina.

Iscriviti a Money.it