I prezzi delle case sono aumentati in tutta l’Unione europea, ma non in modo omogeneo.
Con tutto quello che sta succedendo nell’ultimo periodo anche il mercato immobiliare ha subito degli scossoni importanti. Nel 2025 i prezzi delle case sono aumentati pressoché in tutta l’Unione europea, ma in modo piuttosto disomogeneo. In alcuni Paesi europei i costi immobiliari sono addirittura triplicati, mentre altrove l’incremento è stato contenuto fino a risultare quasi stabile.
Secondo gli ultimi dati di Eurostat, aggiornati all’ultimo trimestre del 2025, i prezzi delle case nell’Unione europea sono aumentati in media del 5,5%, mentre gli affitti sono cresciuti del 3,1% (rispetto allo stesso periodo nel 2024). Superando i dati medi e generali, però, scopriamo divari abissali all’interno del panorama immobiliare comunitario, livelli dei prezzi del tutto eterogenei e altalenanti anche per quanto riguarda i rapporti con i salari. Ma vediamo una panoramica complessiva.
Dove sono aumentati di più e di meno i prezzi delle case
In ben 25 Stati dell’Unione europea i prezzi degli immobili in compravendita sono aumentati maggiormente rispetto agli affitti negli ultimi 10 anni. I dati di Eurostat, in particolare, confrontano l’ultimo trimestre del 2025 con lo stesso periodo del 2015, una fase in cui i cambiamenti sono stati più che notevoli. Tra i primi posti della lista troviamo l’Ungheria, dove i prezzi delle case hanno registrato un aumento del 275%, risultando più che triplicati. L’Ungheria ha registrato incrementi eccezionalmente elevati, ma ci sono pure ben 11 Paesi dell’Ue in cui i costi degli immobili sono più che raddoppiati, per esempio in Portogallo (+169%), in Lituania (+162%) e in Bulgaria (+156%).
Contestualmente, sono aumentati anche i costi degli affitti, in questo caso in tutti i 27 Stati membri. Gli incrementi più elevati, nel dettaglio, si sono registrati in Ungheria (+107%), in Lituania (+85%), in Slovenia (+76%), in Polonia (+75%) e in Irlanda (+74%). Le locazioni sono anche quelle che hanno registrato aumenti più repentini. A livello europeo, infatti, gli affitti sono aumentati del 3,1% nel terzo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente e dello 0,9% rispetto al trimestre precedente nello stesso 2025.
Tra gli Stati che sono rimasti più riparati da questa impennata troviamo invece Cipro, dove alla fine del 2025 i prezzi delle case sono aumentati appena dello 0,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2024, risultando perfino calati dello 0,3% rispetto al trimestre precedente nel 2025. Ma la medaglia d’oro spetta a mani basse alla Finlandia, l’unico Paese dell’Unione europea in cui i prezzi delle case sono addirittura scesi. In Finlandia, infatti, i costi delle case sono diminuiti del 2%, unico baluardo immobiliare d’Europa.
Il solo costo delle abitazioni, comunque, non fornisce un quadro davvero completo, perché è influenzato da numerose variabili e a sua volta impatta sulla popolazione in svariati modi. Per esempio, se prendiamo in considerazione il livello degli stipendi, l’Albania è uno degli Stati che preoccupa maggiormente. A fianco di un continuo aumento dei prezzi delle case c’è anche un insufficiente crescita dei salari e in generale dei redditi, con il risultato che l’Albania ha tra i costi abitativi più inaccessibili d’Europa, che si riflettono anche negli affitti.
In Italia, i prezzi delle abitazioni sono aumentati circa del 3,8% su base annua nel 2025, ma le compravendite hanno continuato a concludersi in modo piuttosto sostenuto. Nonostante profonde criticità, infatti, il divario tra l’inflazione e i salari è diminuito nel Belpaese e ciò ha permesso di promuovere gli acquisti immobiliari, compensando parzialmente gli aumenti. Ciò non toglie che negli ultimi 6 anni le case in Italia hanno subito incrementi superiori al 16% e che il Paese risulta piuttosto frammentato, perciò non è comunque il caso di gioire troppo.
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