Dopo il BTP 4,65%, conviene comprare il neo bond europeo con cedola 4% e rating tripla A?

Stefano Vozza

16 Settembre 2025 - 15:37

Obbligazione a lunghissima durata con buona cedola annua, elevatissimo rating emittente e senza rischio di cambio per l’investitore nazionale

Dopo il BTP 4,65%, conviene comprare il neo bond europeo con cedola 4% e rating tripla A?

Anche dopo l’estate continuano le emissioni c.d. lunghe, ossia con data di scadenza e rimborso finale spostate a metà secolo circa. Ai primi di settembre era stato il MEF a lanciare il nuovo benchmark trentennale BTP Fx 4.65% Oct55. In precedenza si era mosso l’Esecutivo francese con l’Oat Tf 4% con termine al 25/04/2055 e a inizio anno gli USA con il T-Note Fx4,625% Feb55. Infine, ecco il Comunicato Stampa del 9 settembre della Commissione Europea in merito agli esiti dell’8° operazione sindacata dell’anno. Vediamone i contenuti, anticipando solo che dopo il BTP 4,65% ecco il neo bond europeo con cedola 4% e rating tripla A.

La dual tranche della Commissione Europea con rating AAA

Il doppio collocamento sindacato ha portato in dote all’UE 11 mld di € complessivi con cui finanziare il NextGenerationEU e per il sostegno all’Ucraina. Il prestito riguarda un bond quinquennale con cedola al 2,50% in scadenza il 14/10/’30 per 5 mld di €, e i restanti 6 su un prestito trentennale con scadenza il 12 ottobre 2055 e cedola al 4,00%.

Tuttavia, il prezzo di aggiudicazione del trentennale è risultato sotto la parità, a 98,538, per cui lo yield esitato si è attestato al 4,085% annuo lordo. Nel dettaglio tecnico, lo spread mid-swap è stato di 119 bps, il che equivale a un premio di 79,6 bps sul Bund scadenza 15/08/’56 e a uno sconto di -24,3 bps sull’OAT con scadenza 25/05/’55.

Al termine dell’operazione sindacata lo stock di bond nell’ambito dell’approccio di finanziamento unificato è salito a 528,23 mld di €. Il grosso dei proventi (348,58 mld di €) è stato erogato agli Stati membri UE nel perimetro per la ripresa e la resilienza NextGenerationEU ed atri 74,45 ad altri programmi che beneficiano dei fondi NGEU. Invece il debito totale dell’UE è salito a circa 705,2 mld di €, di cui 31,63 sotto forma di buoni UE.

Rendimenti a confronto sulle obbligazioni a 30 anni

Da tempo i rendimenti obbligazionari sul tratto medio e corto della rispettiva curva (nazionale e non) sono scesi rispetto ai picchi di 2 anni fa. Si tratta di bond che seguono più da vicino le dinamiche del costo del denaro, mentre la cosa vale molto meno sulle lunghe scadenze. Qui il mercato pretende di più per esporsi ai maggiori rischi di mercato insiti nei rispettivi strumenti. Vediamo allora gli uni (yield) e gli altri (pericoli) per avere un miglior quadro d‘insieme della situazione.

Sul timeframe a 30 anni siamo spesso “a partire da” 4% effettivo a scadenza, ma non mancano le eccezioni. È il caso del Bund Fx 2.9% Aug56 con ISIN DE000BU2D012, per esempio, che prezza 92,9 per un effettivo a scadenza del 3,28% (dati: Borsa Italiana). Sale al 4,29%, invece, lo yield a scadenza dell’OAT Tf 4% Ap55 (ISIN FR0010171975) che prezza sui 95,5 circa e al 4,48% sul BTP Fx 4.65% Oct55 che quota sui 103,5. Cambiando la valuta di denominazione, e quindi esponendosi al rischio di cambio, ecco il 4,7% di effettivo lordo a scadenza dell’USA Fx 4.625% Feb55 Usd (prezza sui 99,6).

In merito ai rischi, il principale di essi è quello di mercato date le durate e le elevate duration modificate dei rispetti bond. Per quelli in sterline inglesi o $ USA o altra moneta, anche quello di cambio alla data di rivendita e/o scadenza. Un altro rischio, più sfumato rispetto a quello di mercato, attiene a quello di liquidità rispetto ad altri bond pari durata ma più scambiati come il BTP Fx 4.65% Oct55, per esempio.

Dopo il BTP 4,65% ecco il neo bond europeo con cedola 4% e rating tripla A

Ora, a chi potrebbe far gola la nuova obbligazione made in UE? Probabilmente a chi intende sfruttare i punti di forza dello strumento stesso.

Il ritorno lordo annuo del neotrentennale UE si piazza quasi a metà via tra il BTP e il Bund pari durata, e delle due obbligazioni ne mixa i rispettivi pro. Vale a dire il maggior ritorno del BTP e l’elevato rating emittente della tripla A, tipico del Bund. In pratica il rischio di credito connesso al prestito è prossimo a zero grazie al solido pedigree emittente, mentre la cedola non è male e garantita per 3 decenni.

Tuttavia, il sottoscrittore ideale dovrebbe disporre di elevata propensione al rischio, tipica dei trader in bond, e/o un orizzonte temporale di lungo termine. La data di scadenza così lontana apre al serio rischio di mercato da qui ad allora, con i corsi che saranno influenzati da più parametri, costo del denaro in primis. Tradotto, negli anni a venire le quotazioni potrebbero salire come scendere anche di tanto rispetto alla parità sul mercato secondario. E fino a quando le tensioni sull’obbligazionario non si saranno definitivamente placate, si tratta di una considerazione chiave da anteporre a tante altre.