Dollaro in discesa: finisce il suo strapotere?

David Pascucci

05/10/2022

11/11/2022 - 10:11

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Il mercato azionario si riprende e allo stesso tempo il Forex vede un dollaro in forte discesa.

Dollaro in discesa: finisce il suo strapotere?

Il mercato azionario si riprende molto bene dagli affondi sui minimi fatti nelle scorse giornate di trading, nel mentre il mercato valutario cerca dei nuovi equilibri vendendo dollari a favore di valute come euro e sterlina che risultano palesemente convenienti rispetto ai livelli storici che abbiamo toccato di recente.

La Sterlina è quella che si riprende meglio, l’Euro e lo Yen cercano comunque di recuperare terreno contro lo strapotere ingiustificato della valuta americana, una valuta che sì è sicuramente apprezzata parecchio rispetto ai presupposti macroeconomici che stanno dietro a questo movimento di lungo periodo, almeno in apparenza, ingiustificato e a tratti assurdo.

Prima lo Yen e poi la Sterlina

L’indebolimento recente del dollaro ha delle cause che hanno origine da interventi recenti di alcune banche centrali di assoluto rilievo: parliamo degli interventi diretti sul mercato di Bank of Japan e Bank of England. Qualche giorno fa, precisamente il 22 settembre, abbiamo visto una forte discesa di UsdJpy dovuta a un intervento diretto sul mercato valutario da parte della BoJ. In sostanza la banca centrale nipponica ha comprato Yen direttamente sul Forex, senza preannunciare alcun intervento, senza specificare successivamente l’ammontare di Yen acquistati contro dollaro durante la mattinata europea (serata tarda in Giappone). Un crollo molto forte di UsdJpy dove il mercato ha assistito a un’oscillazione negativa da massimo a minimo del 3,5%, passando da area 146 a 141.

In sostanza quest’intervento ha mandato due messaggi chiari e distinti: il primo è relativo al fatto che per i giapponesi certi livelli del cambio contro il dollaro sono inaccettabili. Il secondo messaggio è relativo al fatto che il Giappone, di fronte a questo strapotere, interviene senza avvisare e consultare nessuno, nel pieno diritto di difendere i suoi interessi finanziari ed economici. Dall’altra parte del mondo gli UK vedono invece un forte deprezzamento della Sterlina, un flash crash che avviene nella notte di lunedì 26 settembre che ha messo molta paura al governo inglese e non solo, al tutto il mercato finanziario.

La BoE interviene senza indugi, stavolta non direttamente sul Forex, bensì acquistando titoli decennali per ridurre il rischio paese percepito dai mercati finanziari e la diretta conseguenza è stata un forte apprezzamento di sterlina che, con molta probabilità, vedrà i minimi di quella notte come i minimi assoluti di quest’anno. La sterlina ha visto, solo quella notte, un crollo di oltre il 5%, dopo un deprezzamento da inizio anno pari al 25%, un crollo importantissimo.

Questo vuol dire effettivamente che il dollaro americano ha acquisito un vero e proprio strapotere sul mercato dei cambi, eppure non abbiamo elementi così palesi e significativi tali da poter giustificare in un certo senso questo strapotere del dollaro. Consideriamo anche il fatto che lo Yen è intervenuto sul mercato quanto il cambio ha raggiunto un deprezzamento di circa il 40% in poco meno di due anni, un vero e proprio crollo di lungo periodo. La situazione è diventata talmente inaccettabile che le bance centrali non hanno potuto fare altro che intervenire.

Euro, l’unica valuta che rimane “passiva”

Tra le majors abbiamo Euro, Yen e Sterlina, diciamo queste sono le majors principali e l’unica a non vedere alcuna reazione è proprio l’euro. La Bce rimane assolutamente passiva a quello che vogliono fare gli americani, è palese non tanto dal fatto che non è intervenuta sul mercato, bensì dal fatto che l’euro sia sceso sotto la parità non risulta essere un problema per la Bce, un problema enorme considerando il fatto che la maggior parte delle materie prime e dei commerci in generale con l’estero si fanno in dollari.

La Bce, è passiva da diversi anni a questa parte, non si è curata minimamente dell’inflazione che già era in forte salita prima della pandemia e prima della guerra in Ucraina, non interviene sui tassi di interesse se non prima che i tassi vengano alzati dalla Fed americana. Con questo andamento risulta anche slegato il concetto che vede un aumento dei tassi di interesse con un rafforzamento della valuta, o meglio, sul dollaro questo “assioma” finanziario è valido mentre per l’euro sembra funzionare all’opposto. Cosa pensare quindi per il prossimo futuro sul valutario? È ora di trarre una conclusione valida e ragionevole.

Il futuro del valutario in estrema sintesi

Il mercato valutario è in questo momento dollaro-centrico. Il rafforzamento di una valuta così importante porta a un forte squilibrio che sul mercato valutario è del tutto innaturale, situazione talmente assurda che ha portato le banche centrali di due majors a intervenire direttamente sul mercato. Inoltre, unica motivazione che vede il dollaro così forte, è il fatto che la Fed è stata la prima banca centrale a muoversi in merito ai tassi di interesse, pertanto il mercato compra dollari finché la Fed alza i tassi. Ora che la Fed ha dato una sorta di obiettivo per i tassi di interesse, poco sopra il 4%, probabilmente potremmo vedere i primi scarichi di dollaro per poi comprare delle valute che hanno un potenziale di crescita sui tassi di interesse più elevato come sterlina ed euro. Probabilmente stiamo vedendo i massimi di dollaro e ci vorranno alcune settimane prima di parlare di inversione definitiva di questo trend assolutamente deleterio per il sistema finanziario internazionale.

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