Dollaro forte, opportunità o rischio per Wall Street?

Redazione Money Premium

10 Febbraio 2025 - 06:52

Sebbene l’eccellenza economica USA abbia alimentato gli incredibili rendimenti di Wall Street, la forza del dollaro mette in luce le vulnerabilità delle imprese americane. Cosa riserva il futuro?

Dollaro forte, opportunità o rischio per Wall Street?

Negli ultimi anni, l’eccezionalismo americano ha contribuito a una crescita senza precedenti nei mercati finanziari degli Stati Uniti.

Tuttavia, confondere questa forza con un’idea di isolazionismo potrebbe portare a conclusioni errate.

L’avvio della stagione degli utili del quarto trimestre offre un promemoria cruciale: nonostante il successo delle aziende statunitensi, esse operano in un contesto economico globale che può influenzarne profondamente la redditività.

Un fattore chiave che potrebbe intaccare i profitti delle imprese americane è l’apprezzamento del dollaro. Dall’autunno, il biglietto verde ha guadagnato il 10%, raggiungendo livelli massimi in oltre due anni rispetto alle valute del G10. Questo rafforzamento ha implicazioni significative per le multinazionali statunitensi, dato che il 41% delle entrate delle società dell’indice S&P 500 proviene dall’estero, secondo Apollo Global Management.

La crescita economica in mercati come Cina, Canada ed Europa rimane debole, limitando la domanda di beni e servizi americani. Secondo dati recenti, il PIL della Cina ha rallentato con un incremento annuale del 4,5%, mentre l’economia dell’eurozona è in stagnazione con una crescita inferiore all’1%. L’indebolimento della domanda internazionale potrebbe tradursi in un calo delle esportazioni e, di conseguenza, in una riduzione dei ricavi per le grandi aziende americane.

Parallelamente, la forza del dollaro comporta un effetto negativo sui profitti generati all’estero, poiché i ricavi convertiti in dollari perdono valore. Ad esempio, se un’azienda statunitense guadagna 1 miliardo di euro in Europa, un dollaro più forte riduce significativamente il valore di quel miliardo una volta convertito. Secondo stime di Bank of America, un aumento del 10% del dollaro potrebbe ridurre gli utili complessivi delle società dell’S&P 500 di circa il 3%.

Gli analisti di Goldman Sachs evidenziano che la correlazione tra forza del dollaro e superamento delle previsioni di ricavi è chiara. Nei periodi di apprezzamento valutario, le aziende registrano meno “revenue beats” rispetto ai momenti di debolezza del dollaro. Attualmente, si prevede una crescita degli utili per azione del 9,5% nel quarto trimestre, con una crescita dei ricavi più contenuta al 4,1%. Questo scenario potrebbe tradursi in una performance complessiva inferiore rispetto al passato.

Secondo un report di LSEG I/B/E/S, solo il 42% delle aziende ha superato le stime dei ricavi nell’ultimo trimestre, rispetto a una media storica più elevata. Questi dati suggeriscono che la forza del dollaro continuerà a frenare i risultati aziendali anche nei mesi a venire.

Non tutte le aziende risentono allo stesso modo dell’apprezzamento del dollaro. Morgan Stanley ha sottolineato che le società con un’esposizione internazionale inferiore al 15% delle loro entrate hanno iniziato a sovraperformare dal momento in cui il dollaro ha iniziato a rafforzarsi a ottobre. Esempi di queste aziende includono United Healthcare, T-Mobile e Home Depot. Queste imprese sono meno sensibili alle fluttuazioni del tasso di cambio rispetto a giganti come PepsiCo, IBM e Oracle, le cui entrate internazionali superano il 15%.

Tra le società più vulnerabili, PepsiCo genera circa il 40% delle sue entrate fuori dagli Stati Uniti, mentre IBM e Oracle presentano percentuali ancora superiori. Il rafforzamento del dollaro può dunque avere un impatto significativo sulla loro capacità di mantenere margini di profitto competitivi.

La Federal Reserve ha segnalato che non intende ridurre i tassi di interesse nel breve periodo, alimentando ulteriormente la forza del dollaro. Secondo Goldman Sachs, la politica monetaria statunitense potrebbe mantenere il dollaro “forte più a lungo”, mentre Bank of America non esclude ulteriori rialzi dei tassi nel 2025.

Se questa tendenza persiste, la stagione degli utili attuale potrebbe fornire solo un assaggio delle difficoltà future per le multinazionali statunitensi.