Dollar Milkshake: la teoria secondo cui il prezzo del dollaro potrebbe salire in modo spaventoso

Claudia Cervi

25/05/2022

25/05/2022 - 16:37

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L’inarrestabile forza del dollaro avvalora la teoria del Dollar Milkshake: ecco perché il dollaro potrebbe salire in modo spaventoso sui livelli degli anni ’80.

Dollar Milkshake: la teoria secondo cui il prezzo del dollaro potrebbe salire in modo spaventoso

La teoria del Dollar Milkshake è stata formulata da Brent Johnson nel 2018 per spiegare, con una metafora il motivo per cui il dollaro potrebbe salire in modo spaventoso.

Secondo Johnson, Ceo di Santiago Capital ed ex gestore patrimoniale di Credit Suisse, il dollaro USA è alla base del sistema finanziario mondiale e continuerà ad esserlo anche in futuro attirando tutta la liquidità iniettata nei mercati.

Cos’è la teoria del Dollar Mikshake

Johnson paragona il sistema finanziario mondiale a un milkshake, dove:

  • la schiuma bianca rappresenta il mercato azionario, delle materie prime, dei future
  • il latte, lo zucchero e la panna sono gli ingredienti (cioè il denaro) fornito dalla Fed per mantenere alta la liquidità
  • la cannuccia rappresenta il «tapering» della Fed che risucchia la liquidità dai mercati globali perché i prestiti globali concessi in dollari statunitensi dovranno essere rimborsati con interessi in dollari Usa

In altre parole il dollaro è destinato a salire perché la domanda supererà l’offerta: tutta la liquidità immessa nei mercati negli ultimi anni dalle banche centrali e distribuita a livello globale tenderà a fluire verso quegli stati e quelle economie dotate di strumenti monetari flessibili, con una moneta forte, liquida e soprattutto in grado di resistere alle turbolenze e alle incertezze dell’economia. Quale moneta fiat meglio del dollaro riflette queste caratteristiche?

Si spiega dunque il motivo per cui il dollaro non si sia svalutato nonostante la stampa forsennata di moneta vista negli ultimi anni: va notato infatti che il 20% dei dollari circolanti oggi è stato creato nel 2020.

Dollar Mikshake e l’esplosione del debito globale

In un mondo dollaro dipendente, un ulteriore rafforzamento del dollaro in un contesto di tassi di interesse crescenti provocherebbe un incremento notevole del costo del debito dei Pesi emergenti, contratto proprio in dollari. La conseguente necessità di smobilitare capitali e investimenti per ripagare debiti e interessi alimenterebbe così un circolo vizioso che potrebbe spingere i mercati emergenti ad approvvigionarsi di dollari.

Il debito mondiale denominato in dollari vale circa 12 triliardi di dollari, di cui il 33% è detenuto dai mercati emergenti. A questo si aggiunge anche il fatto che il 70% dei tutte le transazioni globali avviene in dollari.

Tuttavia quando l’economia globale rallenta o si ferma, la spesa diminuisce e la velocità di crescita del dollaro si riduce, nel sistema circolano meno dollari. Questo è quanto accaduto con la pandemia da marzo 2020. L’offerta di dollari si è ridotta, generando uno shock che ha costretto a disinvestire dalle attività di rischio per comprare dollari e ripagare i debiti e gli interessi.

Mentre negli ultimi mesi si è assistito ad un rafforzamento del dollaro, da sempre considerato valuta di riserva mondiale, il resto del mondo ne ha sofferto e potrebbe implodere (secondo la teoria del Milkshake Dollar). Le valute locali perdono valore contro il dollaro alimentando una fuga di capitali verso le valute più forti.

L’aumento del debito è infatti assorbito fintanto che vi è crescita, ma nel momento in cui la liquidità si riduce a livello mondiale questo sistema inizia a piegarsi su sé stesso, avvitandosi in una spirale che attira i dollari presenti nel sistema. Un esempio recente è quello della Turchia, affogata nel Milkshake con una svalutazione superiore al 100% rispetto al dollaro.

Dollar Mikshake: quale livello di DXY monitorare

Secondo le stime di Johnson, il Dollar Spot Index (DXY), che rappresenta il valore del tasso del dollaro rispetto a un paniere di valute, supererà i 150 punti nei decenni a venire. Per dare una prospettiva, l’ultima volta che l’indice DXY è stato al di sopra di 150 è stato a metà degli anni ’80.
Nelle ultime settimane ha raggiunto un livello record a 105 dollari, sui massimi da novembre 2002.
Si sta forse avverando quanto ipotizzato nella teoria di Johnson?

Il Dollar Mikshake farà capitolare Bitcoin?

Nell’ambito della teoria del Dollar Mikshake, il rallentamento dell’economia fa «sparire la schiuma», spostando la liquidità dagli asset più rischiosi verso il dollaro.

Non è un caso dunque se in corrispondenza del picco segnato il 12 maggio 2022 dal DXY si sia realizzato un minimo relativo di Bitcoin. Bitcoin e le criptovalute sono dunque considerati asset rischiosi (e volatili) .

Secondo la teoria del Dollar Mikshake, dunque, se il dollaro dovesse continuare a rafforzarsi, il valore di Bitcoin potrebbe risentirne pesantemente.

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