La Corte Costituzionale salva il divieto di fotovoltaico a terra nei campi: la classificazione come zona agricola protegge il suolo anche in futuro.
Quando un terreno si trova in una zona agricola non significa che si tratti obbligatoriamente di un terreno coltivato. Rientrare in una zona agricola comporta che sull’area sia vietato costruire case, palazzi o fabbriche. La classificazione della zona agricola serve, quindi, a tutelare l’ambiente a prescindere da cosa si coltivi effettivamente in quel momento.
A stabilirlo è la sentenza numero 127 depositata il 16 luglio 2026 dalla Corte Costituzionale. La Consulta ha dichiarato legittimo il divieto di installare impianti fotovoltaici sui terreni agricoli.
Pannelli solari sui campi
Già le norme del 2024 vietavano di installare pannelli solari sui terreni agricoli. La disputa legale che ha portato alla sentenza della Consulta nasce dai ricorsi contro queste norme che bloccavano anche l’agrivoltaico avanzato che prevede pannelli con moduli sollevati dal terreno.
Secondo il Tar, infatti, il divieto andava in contrasto con le direttive Ue e con la Costituzione italiana che spingono verso la diffusione dell’energia rinnovabile. Chi contesta la legge, inoltre, sosteneva che il divieto non dovesse applicarsi a terreni abbandonati o non destinati a colture di pregio.
La terra va protetta
La Corte Costituzionale non ha condiviso queste contestazioni e ha confermato i divieti già previsti per due motivi. Il primo è che la legge si basa sulle regole e non su situazioni temporanee. Se un terreno classificato come agricolo oggi è incolto o degradato, domani potrebbe ospitare nuove coltivazioni. L’installazione dei pannelli solari sui campi momentaneamente non coltivati impedirebbe di sfruttarli in futuro.
Il secondo motivo è che tutta l’agricoltura ha valore. La legge non deve garantire e tutelare solo le coltivazioni di pregio e le eccellenze alimentari, ma tutto il suolo agricolo e tutte le coltivazioni tradizionali proteggendo il consumo del suolo.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si è dichiarato pienamente soddisfatto della sentenza:
Oggi la Consulta ci dà ragione. Per i giudici dire basta al consumo di suolo agricolo non viola i principi del diritto europeo e non è in contrasto coi valori della Costituzione, anzi riconosce la tutela del suolo e della produzione agricola come bene da salvaguardare.
Cosa cambia adesso?
Anche se la Consulta ha ribadito i divieti del 2024, il quadro normativo in Italia si è evoluto. Il decreto legge numero 175 del 2025 ha modificato parzialmente le regole salvando l’agrivoltaico. Il divieto di installare il fotovoltaico classico a terra, quindi, rimane, ma le aziende potranno installare i pannelli solari nei terreni agricoli a patto di posizionarli abbastanza in alto da permettere di continuare le attività agricole e i passaggi dei trattori sotto la struttura.
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