Divieti feste e cerimonie, così i ristoranti li aggirano: ma rischiano anche gli invitati

Cerimonie con più di 30 invitati: alcuni ristoranti non ci rinunciano e hanno pensato ad una soluzione innovativa (ma che non mette a riparo da sanzioni).

Divieti feste e cerimonie, così i ristoranti li aggirano: ma rischiano anche gli invitati

Il DPCM di ottobre riduce il numero di invitati per le cerimonie: a matrimoni, battesimi e comunioni possono partecipare al massimo 30 persone.

Un duro colpo per quei ristoranti che avevano già eventi programmati con più di 30 invitati, i quali hanno dovuto spiegare ai propri clienti di non poter più ospitare la cerimonia qualora il numero di partecipanti all’evento non fosse stato ridotto.

Almeno questo è l’atteggiamento di quei ristoratori corretti i quali, preso atto della situazione di emergenza, e consapevoli della sanzione che verrebbe applicata nel caso di mancato rispetto delle norme, hanno deciso di mantenere un comportamento esemplare rinunciando ad una parte di fatturato (già messo in crisi dai mesi di lockdown).

Tuttavia, non è stato per tutti così: ci sono situazioni, infatti, in cui i ristoratori hanno trovato un modo per aggirare i divieti, ponendo però in una posizione di rischio anche tutti gli invitati. Dopo il caso dei baristi che hanno riaperto i locali dopo la mezzanotte - vista la mancanza di una disposizione che specifica l’orario di ripresa dei servizi di ristorazione - ecco i ristoratori che “dividono” fittiziamente gli invitati in più di una cerimonia, così da poter fornire una giustificazione nel caso in cui dovesse esserci un controllo.

Cerimonie con più di 30 invitati: ecco come i ristoranti stanno aggirando i divieti

In queste ore abbiamo raccolto diverse testimonianze riguardo a cerimonie - ma anche feste private - che si stanno svolgendo regolarmente nonostante i divieti specificati dal nuovo DPCM.

Nel dettaglio, mentre le feste private sono sempre vietate, le cerimonie possono tenersi ma nel limite di 30 invitati. Tuttavia, non è semplice ridurre così tanto la lista di invitati, specialmente per eventi come i matrimoni.

E per questo motivo non mancano i clienti che chiedono ai ristoranti una piccola “deroga”. Ma se da una parte la maggioranza dei ristoratori si rivela intransigente, dall’altra non mancano gli scorretti - anche nei confronti dei loro colleghi - che hanno trovato un modo per aggirare il decreto.

Semplicemente, piuttosto che avere una sola cerimonia con 90 invitati si fa passare che si tratta di tre diverse cerimonie ma con 30 invitati l’una. Una scappatoia che non mette comunque a riparo da sanzioni: un controllo da parte delle autorità, infatti, non impiegherebbe molto ad accertare che in realtà si tratta solamente di una cerimonia.

Per questo motivo consigliamo di evitare una tale soluzione: anche perché a rischiare una sanzione non è solamente il ristoratore e chi ha organizzato la cerimonia, ma anche tutti gli invitati alla stessa.

Invitati partecipano ad una cerimonia con più di 30 persone: multati

A conferma che anche gli invitati ad una cerimonia con più di 30 persone rischiano una sanzione c’è quanto successo nelle ultime ore a Pontinia, dove è stato organizzato presso un ristorante un banchetto di nozze a cui hanno preso parte ben 82 persone.

Un evento che non è passato inosservato, tanto che i carabinieri hanno raccolto diverse segnalazioni a riguardo. Questi hanno così deciso di intervenire identificando - e sanzionando - non solo il gestore del ristorante ma anche tutti i commensali. La violazione delle norme anti-COVID, infatti, è stata commessa anche da chi - preso atto che il numero di invitati era di molto superiore alle 30 unità - ha comunque deciso di prendere parte alla cerimonia.

Per gli invitati, quindi, la partecipazione al banchetto di nozze ha avuto un costo molto salato: questi, infatti, dovranno pagare una multa di 400,00€ (che può essere ridotta a 280,00€ nel caso in cui si decida di pagarla nel giro di pochi giorni).

Iscriviti alla newsletter

Money Stories