Direttiva sul Copyright approvata dal Parlamento UE, cosa cambia?

La direttiva sul Copyright è stata approvata il 12 settembre 2018 dal Parlamento europeo. Il testo sulla Riforma per aggiornare le regole sul diritto d’autore è passato in commissione UE con modifiche agli articoli 11 e 13, già noti come «Link tax» e «Upload filter». Ecco cosa cambia.

Direttiva sul Copyright approvata dal Parlamento UE, cosa cambia?

La direttiva sul Copyright è stata approvata il 12 settembre 2018 dal Parlamento europeo con alcune modifiche agli articoli 11 e 13.

La controversa Riforma mira ad aggiornare le regole sui diritti d’autore nel mercato unico digitale. Cosa cambia e quali sono le novità introdotte?

Il testo della direttiva sul Copyright è stato approvato al Parlamento UE con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti. Il prossimo step sarà la trattativa con il Consiglio europeo.

La normativa in vigore sulle regole dell’informazione web è ferma al 2001 e risulta ormai obsoleta, ed è per questo che da tempo si pensa a una Riforma del Copyright.

Da allora il mondo di internet in generale e quello della comunicazione online in particolare hanno subito una continua metamorfosi cui si sono dovuti adattare anche i diversi contenuti dell’universo digitale.

Proviamo a chiarirci le idee andando a vedere che cosa prevede il testo della direttiva sul Copyright approvato dal Parlamento europeo e cosa cambia con le modifiche alle regole sui diritti d’autore nel mercato unico digitale.

Direttiva sul Copyright approvata dal Parlamento UE, ecco cosa prevede

Così come stanno le cose ora, la Riforma del Copyright prevede che le grandi piattaforme e gli aggregatori di notizie debbano pagare per poter diffondere su internet contenuti giornalistici e audiovisivi. Inoltre, con le attuali modifiche al testo della direttiva i colossi digitali dovrebbero condividere i loro ricavi con giornalisti e artisti.

La direttiva sul Copyright approvata oggi in Parlamento UE prevede il divieto di riproduzione integrale dei titoli delle notizie e degli snippet, cioè le brevi descrizioni che appaiono in anteprima ad un articolo o contenuto audiovisivo insieme all’immagine correlata.

Il leader del M5S Luigi Di Maio parla di una riforma “che legalizza la censura preventiva” stabilendo l’entrata in uno scenario orwelliano. Anche la Lega si dice contraria alle nuove regole stabilite dalla direttiva sul Copyright.

Contrariamente il Presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani afferma che “la direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini”.

Direttiva sul Copyright, cosa prevedono le modifiche agli articoli 11 e 13

Il 12 settembre 2018 il Parlamento UE ha approvato la direttiva sul Copyright il cui scopo è quello di aggiornare le regole sul diritto d’autore nel mercato digitale unico dell’Unione Europea.

Entrando nel dettaglio delle principali modifiche apportate al regolamento sui diritti d’autore, la direttiva sul Copyright approvata dall’Europarlamento prevede due emendamenti agli articoli più controversi, ovvero l’art. 11 e l’art. 13.

L’art. 11 dispone misure relative alla protezione delle pubblicazioni giornalistiche sul web mentre l’art.13 interessa l’utilizzo di contenuti protetti da parte da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che consentono agli utenti del web l’accesso e la condivisione di un’inestimabile quantità di materiali.

L’articolo 11 è già noto come Link tax mentre l’articolo 13 è stato rinominato Upload filter. Stando a quanto previsto dal primo l’UE potrebbe imporre agli Stati membri di fornire agli editori di pubblicazioni giornalistiche diritti di proprietà intellettuale e una remunerazione equa per l’utilizzo sul web delle loro notizie. Resta possibile però l’utilizzo privato e non commerciale.

L’articolo 13 definito Upload filter ha disposto un “filtro sugli upload” per le piattaforme digitali che sono tenute a siglare contratti di licenza con i proprietari dei diritti, esclusi i casi in cui questi ultimi non abbiano intenzione di garantire una licenza o non sia possibile stipulare accordi. In assenza di un accordo comunque saranno gli stessi fornitori di notizie a predisporre misure che non infrangano i diritti d’autore.

Lo stesso testo della direttiva del Copyright precisa che dall’upload filter sono escluse le enciclopedie libere come Wikipedia o piattaforme open source, oltre ai piccoli aggregatori di notizie.

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