Diga di Ridracoli e inondazione: l’opinione pubblica si divide

Redazione

22/05/2023

In concomitanza con l’allerta meteo la diga appenninica si trovava al 100% di riempimento e ha dovuto rilasciare acqua. Ha protetto i territori o li ha condannati? Si sono perseguiti obiettivi errati?

Diga di Ridracoli e inondazione: l’opinione pubblica si divide

L’inondazione dell’Emilia Romagna ha provocato danni ingentissimi e numerose vittime e, come in tutte le amare vicende di questo tipo, sono state numerose le polemiche sulle cause della tragedia e sul fatto che si potesse evitare.

Il dibattito si è diviso perlopiù tra chi incolpa il cambiamento climatico che causerebbe un aumento dei fenomeni metereologici estremi in Italia e chi si è concentrato sulle lacune nella gestione del territorio, con budget stanziati e non spesi dalla responsabile degli ultimi anni per l’Emilia Romagna Elly Schlein (oggi segretaria del PD) e in generale verso un eccesso di opere sul territorio a scapito degli alberi fino al problema delle nutrie e del loro lavoro di «sabotaggio» degli argini. Negli ultimi giorni però è emerso «dal basso», ovvero dai profili social di cittadini del territorio, un ulteriore elemento potenzialmente decisivo: la gestione del bacino idrico di Ridracoli.

La diga di Ridracoli si trova nell’appennino tosco-emiliano e ha una capacità di 33 milioni di metri cubi d’acqua.

La diga ha anche un sito ufficiale che riporta in tempo reale informazioni importanti riguardanti il bacino. In particolare la diga risulta ancora oggi, 22 maggio, totalmente piena con le acque che superano il limite della diga ed esondano.

Riempimento Ridracoli Riempimento Ridracoli 22 maggio 2023

Il fatto non è eccezionale dal punto di vista storico e ne ha parlato anche il TG regionale della RAI, ricordando come lo scopo del bacino sia accumulare acqua dolce per far fronte alla siccità e alle esigenze del turismo della riviera romagnola ne mesi estivi.

Sempre sul sito ufficiale della diga abbiamo il dato sul riempimento degli ultimi 2 anni che mostra come il bacino fosse pieno già da inizio marzo e come si sia quindi trovato a tracimare nel momento in cui è sopraggiunta una perturbazione più importante del solito.

Diga Ridracoli Diga Ridracoli Grafico 2022/2023

Proprio da questi fatti emergono le polemiche da parte della cittadinanza: tenere il bacino al massimo riempimento per paura della siccità ha causato più danni della siccità stessa, rendendo inutile e forse persino attivamente dannosa un’opera che avrebbe potuto contenere il momento di picco delle precipitazioni e modulare il deflusso dell’acqua verso la pianura della Romagna, proteggendola dalle esondazioni.

Le autorità che sovrintendono all’opera, ovvero Romagna Acque nella persona di Tonino Bernabè, avevano rilasciato ad ANSA a inizio maggio dichiarazioni che confermavano già allora la tracimazione, descrivendola però come un fattore positivo e protettivo del territorio.

La possibile errata gestione della diga non è l’unica accusa alle autorità regionali: anche i bacini di laminazione, vere e proprie deviazioni aggiuntive del fiume preposte a evitare esondazioni nei territori critici come i centri abitati, sono in buona parte rimasti asciutti. L’edizione di Bologna del Corriere della Sera ha confermato che di queste importanti strutture, pure presenti, la metà «non funziona».

Corriere Bologna 18 maggio 23 Corriere Bologna 18 maggio 23 Bacini di laminazione: uno su due non funziona

Argomenti

# Italia