Difesa europea, il mercato corregge. Perché questo titolo tedesco potrebbe valere il 65% in più

Claudia Cervi

22 Dicembre 2025 - 16:50

Dopo il rally il settore difesa rallenta, ma il mercato sta selezionando. C’è un’azienda che oggi fa +11% e potrebbe non essere un caso.

Difesa europea, il mercato corregge. Perché questo titolo tedesco potrebbe valere il 65% in più

Quando un settore sale del 55% in pochi mesi e poi arretra del 5%, il mercato non sta cambiando idea. Sta cambiando tono. La difesa europea è entrata nella fase in cui l’euforia lascia spazio alla selezione. È una distinzione sottile, ma fondamentale per chi ragiona in ottica operativa.

Negli ultimi mesi molti investitori hanno iniziato a guardare con sospetto ogni ritracciamento, come se fosse il segnale che la festa è finita. Ma limitarsi a questo può essere fuorviante.

Perché quando dietro i prezzi iniziano ad accumularsi contratti pluriennali, backlog in crescita e decisioni politiche difficili da invertire, il mercato tende a rallentare, non a invertire.

La Germania è il perno di questo passaggio. Non tanto per l’impatto immediato delle notizie, quanto per la traiettoria che ha disegnato. Circa 90 miliardi di euro nel 2025, un obiettivo dichiarato di arrivare al 3,5% del PIL entro il 2029 e una trasformazione strutturale del settore difesa che va ben oltre l’emergenza ucraina.
La domanda operativa diventa allora un’altra. Non se la difesa resterà centrale, ma dove il mercato sta ancora facendo fatica a prezzare questo scenario. Perché è proprio lì che si nascondono le opportunità più interessanti.

Difesa europea e Germania, perché il ritracciamento non è un segnale di uscita

La prima gamba rialzista del comparto difesa è stata rapida e in parte emotiva. Geopolitica, urgenza, titoli che si muovevano tutti insieme (e più velocemente dei fondamentali). La fase attuale è diversa. Il calo di circa il 5% registrato negli ultimi mesi non ha scalfito il trend principale, che resta ampiamente positivo da inizio anno, ma ha permesso di separare i titoli realmente più forti da quelli che hanno beneficiato solo delle aspettative.

I grandi player tedeschi come Rheinmetall e Hensoldt hanno messo in fila contratti che si estendono fino al 2030, come l’accordo sui radar SPEXER 2000 per la difesa aerea e le soluzioni anti-drone. Non sono notizie da trading intraday, ma sono esattamente il tipo di flusso che tende a rendere più solidi i supporti tecnici nel medio periodo.

Anche in uno scenario di accordo di pace nel 2026, il percorso di rafforzamento militare europeo non verrebbe cancellato, al massimo rallentato.

Per chi fa trading di posizione o investimenti graduali, questa è la fase in cui smettere di inseguire diventa un vantaggio competitivo. Le pause non sono un invito a uscire, ma a osservare quali titoli smettono di scendere prima degli altri.

Il titolo tedesco che il mercato sta ancora prezzando a metà

Se i grandi nomi della difesa sono da tempo sotto la lente, il segmento dei sistemi satellitari rappresenta ancora un’opportunità operativa poco considerata. Ed è qui che entra in gioco OHB.

Grafico OHB Grafico OHB Fonte Tradingview

Il titolo ha già corso molto, quasi l’80% negli ultimi tre mesi e più del 130% da inizio anno, quindi non è più una storia da inseguire d’istinto. Ma a differenza di altri casi simili, la salita è stata accompagnata da fondamentali in miglioramento. Nel terzo trimestre 2025 l’utile operativo è cresciuto del 12% su base annua e, soprattutto, il portafoglio ordini è balzato del 47% fino a 3,1 miliardi di euro. Numeri che il mercato tende a metabolizzare lentamente, soprattutto quando il business non è immediatamente riconducibile all’idea tradizionale di difesa.

L’acquisizione di MT Aerospace ha rafforzato ulteriormente il posizionamento del gruppo in un momento in cui lo spazio è diventato un asset strategico per la sicurezza europea. Comunicazioni, sorveglianza, autonomia tecnologica. Tutti elementi che rientrano a pieno titolo nei nuovi piani di investimento pubblici.
Ed è proprio qui che nasce l’ipotesi operativa. Secondo diverse valutazioni, il prezzo attuale non riflette ancora completamente questo scenario di crescita strutturale.

In caso di ulteriore consolidamento del flusso di ordini, il potenziale di rivalutazione stimato arriva intorno al 65%, a ridosso dei massimi assoluti toccati durante l’autunno.

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