Dichiarazione dei redditi obbligatoria per colf e badanti: imposte, detrazioni e quale modello utilizzare

Simone Micocci

3 Giugno 2022 - 16:22

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Colf, badanti e baby sitter: per chi lavora con contratto domestico la dichiarazione dei redditi è sempre obbligatoria, salvo il caso di chi ha percepito meno di 8.174 euro.

Dichiarazione dei redditi obbligatoria per colf e badanti: imposte, detrazioni e quale modello utilizzare

La dichiarazione dei redditi per i lavoratori domestici - come ad esempio colf, badanti e baby sitter - è sempre obbligatoria, eccetto per coloro che hanno guadagnato meno di 8.174,00 euro (no tax area nel 2021). Infatti, in questi casi il datore di lavoro non agisce in qualità di sostituto d’imposta, come invece avviene nella generalità dei rapporti di lavoro, e di conseguenza è il lavoratore a farsi carico delle imposte dovute al Fisco.

Per questo motivo, per il calcolo dello stipendio netto di colf e badanti è sufficiente sottrarre dalla cifra pattuita i contributi previdenziali versati dal datore di lavoro (che a sua volta può dedurli dalla dichiarazione dei redditi). Questo non significa che sullo stipendio percepito non si versa l’Irpef, ma solo che questa viene pagata in un secondo momento dal collaboratore domestico stesso.

Con la dichiarazione dei redditi viene dunque calcolata l’imposta effettivamente dovuta considerando i redditi percepiti nell’anno precedente. Da questa però andranno sottratte bonus, deduzioni e detrazioni, come ad esempio quelle da lavoratore dipendente che, in quanto il datore di lavoro non agisce come sostituto d’imposta, non sono state riconosciute in busta paga. Lo stesso dicasi dell’ex bonus Renzi, oggi chiamato trattamento integrativo, che spetta anche ai lavoratori domestici e per questo può essere recuperato dalla dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei redditi per colf e badanti: con quale modello?

Per l’invio della dichiarazione dei redditi colf e badanti possono scegliere indifferentemente tra il modello 730/2022 e il modello Redditi Pf. Entrambi, infatti, possono essere utilizzati anche in assenza di sostituto d’imposta.

La differenza è che per il modello 730/2022, per il quale le tempistiche di liquidazione sono più veloci, c’è tempo fino al 30 settembre per l’invio, mentre per il modello Redditi Pf la scadenza è fissata al 30 novembre.

Cosa serve per la dichiarazione dei redditi di colf e badanti

I documenti necessari per inviare la dichiarazione dei redditi sono diversi. A non poter mai mancare è la certificazione unica consegnata dal datore di lavoro, nella quale è indicato il reddito effettivamente percepito nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione.

In presenza di più datori di lavoro, ci dovranno quindi essere tante certificazioni uniche quanti sono stati i datori di lavoro nel 2021.

Quali imposte devono versare colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico è tassato al pari del normale rapporto di lavoro subordinato, con la differenza che per colf, badanti e baby sitter le imposte non vengono già trattenute dal datore di lavoro.

Per questo motivo, con la dichiarazione dei redditi che viene inviata nell’anno successivo si andranno a dichiarare tutte le entrate percepite, così che l’Agenzia delle Entrate possa calcolare l’ammontare di quanto complessivamente dovuto.

Come noto, le regole fiscali sono cambiate dall’1 gennaio 2022. Tuttavia, dal momento che la dichiarazione dei redditi prende come riferimento l’anno precedente, per capire quali sono le imposte dovute bisognerà guardare a quanto succedeva lo scorso anno.

Nel dettaglio, in sede di conguaglio verrà calcolata l’Irpef complessivamente dovuta, con l’aggiunta delle addizionali regionali e comunali. Irpef che nel periodo che va dall’1° gennaio al 31 dicembre 2021 era ancora così calcolata:

  • 23% del reddito per lo scaglione compreso tra 0 e 15 mila euro, con una no tax area fissata a 8.174,00 euro;
  • 27% del reddito tra 15.001 e 28 mila euro;
  • 38% del reddito tra 28.001 e 55 mila euro;
  • 41% del reddito tra 55.001 e 75 mila euro;
  • per la parte di reddito che supera i 75 mila euro, infine, l’Irpef dovuta è del 43%.

A quali detrazioni hanno diritto colf e badanti

Al pari di quanto previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, anche colf e badanti hanno diritto alla cosiddetta detrazione da lavoro dipendente. Anche per questa si continuano ad applicare le regole in vigore nel 2021, al netto quindi delle novità introdotte dall’ultima riforma fiscale.

Questa detrazione ha un valore di massimo 1.880 euro, per coloro che rientrano nella cosiddetta no tax area (8.174,00 euro), e si riduce con l’aumentare del reddito percepito, fino ad arrivare a zero alla soglia dei 55 mila euro.

Sotto i 28 mila euro di reddito si ha diritto anche al trattamento integrativo, ex bonus Renzi, del valore di 1.200 euro l’anno. Non essendo stato pagato in busta paga, l’unico modo per recuperarlo è quello d’indicarlo in dichiarazione dei redditi.

Altre detrazioni a cui si ha diritto sono quelle per familiari a carico (anche in questo caso le novità sono entrate in vigore solo nel 2022), così come tutte le altre garantite dai vari bonus (qui l’elenco completo).

Conguaglio dichiarazione dei redditi colf e badanti

In sede di dichiarazione dei redditi viene effettuato il cosiddetto conguaglio fiscale, con il quale si verifica qual è l’effettivo ammontare delle imposte da versare in base al reddito percepito, al netto delle detrazioni a cui si ha diritto.

Da questa operazione ne può risultare un credito in favore del contribuente (il cosiddetto bonus Irpef) o un debito. Nel caso di colf e badanti che nel 2021 non hanno avuto altri rapporti di lavoro dipendente, quindi, il conguaglio non sarà mai a credito dal momento che l’Irpef versata nell’anno in cui ha avuto luogo la prestazione di lavoro è stata pari a zero.

Al massimo, nella migliore delle ipotesi, le detrazioni previste potrebbero ridurre l’imposta dovuta fino a zero.

Come funziona il pagamento delle imposte per colf e badanti

Qualora dal modello 730/2022 o dal modello Redditi Pf ne risulti un debito, questo dovrà essere pagato attraverso F24. Nel caso delle dichiarazioni dei redditi inviate grazie al supporto di caf e patronati, questo adempimento si può assolvere direttamente grazie agli stessi intermediari.

In alternativa, è possibile versare quanto dovuto utilizzando l’apposito servizio presente nell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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