Dichiarazione dei redditi e detrazioni Superbonus, quando serve il visto di conformità?

Patrizia Del Pidio

18 Settembre 2023 - 15:26

Non sempre è richiesto, ma in alcuni casi va utilizzato obbligatoriamente. Vediamo cos’è e come funziona il visto di conformità della dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei redditi e detrazioni Superbonus, quando serve il visto di conformità?

La stagione dichiarativa del modello 730 sta per volgere al termine visto che entro il 2 ottobre si dovrà provvedere all’invio all’Agenzia delle Entrate del modello stesso. Quella con il modello Reddito Pf, invece, ha scadenza più lunga e c’è tempo fino al 30 novembre per espletare la trasmissione dichiarativa.

In ogni caso cerchiamo di capire cos’è il visto di conformità che, in alcuni casi, è richiesto per controllare quanto attestato nella dichiarazione dei redditi, in quali casi deve essere utilizzato e come funziona soprattutto in vista della richiesta delle detrazioni spettanti con il Superbonus 110%.

Cos’è il visto di conformità

Il visto di conformità della dichiarazione dei redditi, anche conosciuto a volte con il nome di “visto leggero”, è stato introdotto con il decreto legislativo numero 241 del 9 luglio 1997, ed è una delle diverse attività di controllo utilizzate nella dichiarazione dei redditi, con la particolarità che questo non viene rilasciato o prodotto dall’Amministrazione Fiscale, ma viene rilasciato da soggetti esterni in possesso dei dovuti permessi.

Si tratta, in breve, di un’attività di controllo formale svolta da un professionista abilitato e iscritto nelle apposite liste, che va ad attestare la veridicità di quanto contenuto nella dichiarazione, affermando di aver svolto tutti i controlli necessari richiesti, rispettando specifiche procedure. In diverse occasioni è obbligatorio allegare il visto di conformità alla dichiarazione dei redditi, rivolgendosi quindi a chi di dovere.

Cos’è e a cosa serve il visto di conformità

Come accennato, si tratta di un documento di controllo apposto da personale abilitato sulla dichiarazione dei redditi.
I soggetti abilitati al rilascio di questo documento sono tenuti a rispettare una procedura precisa che prevede:

  • la predisposizione della dichiarazione fiscale;
  • l’attestare di aver eseguito preciso controlli proprio attraverso la dichiarazione fiscale;
  • infine dovrà trasmettere la documentazione prodotta attraverso questo processo direttamente all’Agenzia delle Entrate.

Il visto di conformità infatti deve essere inviato in allegato alla dichiarazione dei redditi ed è fondamentale perché:

  • ha la funzione di garanzia per i contribuenti assistiti da chi lo appone circa l’adempimento degli obblighi tributari;
  • va a semplificare le procedure legate alla richiesta di rimborsi Iva;
  • ha la funzione di strumento di contrasto al fenomeno legato alle richieste di compensazioni di crediti inesistenti;
  • semplifica e accelera il lavoro dell’Amministrazione Finanziaria per quel che riguarda la selezione delle posizioni da controllare e nell’esecuzione dei controlli di propria competenza;
  • ha una funzione di supporto per contrastare i fenomeni riguardanti le indebite cessioni di credito d’imposta o sconti in fattura non dovuti riguardanti diversi interventi, come: quelli di recupero del patrimonio edilizio, oppure quelli di efficienza energetica, di realizzazione degli impianti fotovoltaici, di rischio sismico, per esempio.

Chi può rilasciare il visto

I professionisti abilitati devono prima di tutto essere in possesso dei requisiti professionali di onorabilità e moralità di alto profilo, così da poter garantire che l’attività fatta venga svolta in modo corretto e conforme alle normative vigenti.

Oltre a questi prerequisiti, inoltre, devono rientrare in una delle seguenti categorie:

  • possono essere professionisti iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;
  • oppure, possono essere quei professionisti iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro;
  • responsabili dell’assistenza fiscale al Caf;
  • infine, possono essere coloro che, in data del 30 settembre 1993, risultassero iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura per la subcategoria tributi, che siano in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. In questo caso però non hanno la possibilità di apporre il visto sulle dichiarazioni in formato 730.

Inoltre, per poter svolgere questo compito è necessario che i soggetti interessati che rientrano nelle caratteristiche precedenti procedano con l’invio dell’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate e abbiano l’accesso ai servizi telematici Entratel, oltre a essere in possesso di una partita Iva.

Il portale dell’Agenzia delle Entrate permette, attraverso l’apposita funzione, di controllare e trovare i professionisti abilitati per l’apposizione del visto di conformità.

Quando il visto è obbligatorio

Il visto è richiesto per alcune situazioni, ovvero:

  • la presentazione del modello della dichiarazione 730;
  • le compensazioni orizzontali superiori ai 5mila euro;
  • il rimborso di un credito Iva superiore a 30mila euro;
  • per importi superiori a 5mila euro della compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi, addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive e Irap.

Quando non è valido

Nel momento in cui si richiede questo documento è importante che il professionista lo compili e lo invii nel modo corretto, per evitare che non risulti non valido.
Il primo motivo per cui il visto può non essere accettato è quando ci si rivolge a qualcuno che non è iscritto all’elenco degli abilitati, oppure la persona fisica che ha inviato la dichiarazione non corrisponde a quella iscritta all’albo in questione, o se non è collegata alla società che ha inviato la dichiarazione.

In generale quindi chi invia il visto deve essere la stessa persona che è iscritta alla lista degli abilitati. Nel caso in cui qualcosa non venisse considerato corretto, l’intestatario della dichiarazione verrà contattato dall’Agenzia delle Entrate. Anche il professionista che ha commesso l’errore dovrà comunque rispondere di questo.

Tuttavia, c’è da sottolineare che la mancata apposizione del visto è stata considerata di recente una contravvenzione puramente formale, che non va a tutti gli effetti a danneggiare o impedire il lavoro dell’Amministrazione Finanziaria.

Visto conformità Superbonus

Con la circolare 14/2023 l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti ai Caf e ai professionisti per la compilazione della dichiarazione dei redditi di quest’anno. Nella circolare, infatti, viene chiarito che in un modello Redditi che non ha già un visto di conformità per l’intera dichiarazione, il visto di conformità per poter fruire della detrazione del superbonus può essere rilasciato da un professionista anche diverso da quello che invia il modello dichiarativo telematicamente.

La detrazione diretta del superbonus in dichiarazione dei redditi, sia essa presentata con Modello Redditi che con modello 730 per il 2023 e relativamente al periodo di imposta 2022, necessita obbligatoriamente del visto di conformità.

Fanno eccezione le dichiarazione presentate dal sostituto di imposta qualora presti assistenza fiscale e quelle inviate tramite precompilata direttamente dal contribuente; in questi due casi distinti il visto di conformità non è necessario.

Iscriviti a Money.it

Fai sapere la tua opinione e prendi parte al sondaggio di Money.it

Partecipa al sondaggio
icona-sondaggio-attivo