Nella compilazione del quadro E del Modello 730 bisogna fare una netta distinzione tra colonna 1, 2 e rigo E25 per le spese mediche. Vediamo come inserirle nella dichiarazione dei redditi.
Quando si compila il modello 730/2026 si deve fare molta attenzione ai dati che si inseriscono nel quadro E perché commettere un errore è più facile di quel che si possa pensare. Soprattutto nell’inserimento delle spese mediche e sanitarie sostenute nell’anno d’imposta precedente, se non si rispettano gli obblighi di compilazione, il rischio che si corre è quello di perdere il beneficio fiscale spettante.
Nel compilare i dati relativi alle detrazioni per gli oneri sanitari, infatti, si deve fare una doverosa differenziazione tra quelli che vanno inseriti nella colonna 1, nella colonna 2 o nel rigo E25 del Quadro E del modello.
Non sempre l’Agenzia delle Entrate, infatti, inserisce nel modello precompilato tutti i dati in suo possesso: quando l’amministrazione non è certa del diritto alla detrazione per determinate spese, pur inserendo i dati relativi nel foglio informativo del modello precompilato, li segnala come «dati non utilizzati». A questo punto il contribuente deve inserire autonomamente il dato non utilizzato nel Quadro E, ma deve fare molta attenzione a distribuire le spese in questione nel posto giusto del 730/2026 facendo la distinzione tra:
- rigo E1 colonna 1;
- rigo E1 colonna 2;
- rigo E25.
Spese mediche con importo da verificare
Le spese mediche non utilizzate per la predisposizione del modello 730/2026 sono comunque elencate nell’area riservata del contribuente dedicata alla precompilata, ma riportano la dicitura “importo da verificare”. Anche se ogni volta che si trova questa dicitura è determinante una verifica dei documenti di spesa (che si devono possedere per avere diritto alla detrazione, visto che si va a modificare il precompilato), vediamo come inserire tali spese nel Quadro E.
Non tutte le spese mediche devono essere inserite nello stesso riquadro. Il modello 730 permette di differenziare tra:
- spese detraibili al 19% per patologie esenti;
- altre spese mediche detraibili al 19%;
- spese mediche deducibili dal reddito.
Le regole per riportare le spese mediche nel Quadro E richiedono una categorizzazione dell’onere sostenuto e, in molti casi, il fatto che l’importo risulti da verificare potrebbe dipendere proprio dal fatto che in uno stesso documento di spesa siano presenti oneri che riguardano categorie di detrazioni diverse.
Da ricordare, in ogni caso che se si inseriscono a mano le spese escluse dal Fisco, è obbligatorio conservare per 5 anni gli scontrini parlanti (con codice fiscale) e le fatture, insieme alle ricevute del pagamento tracciabile (es. la ricevuta del POS). In questo caso, anche se le voci di spesa sono state inserite nel foglio informativo, infatti, il 730 si considera modificato e per quelle spese è necessario conservare la documentazione che le attesta.
Come dividere le spese mediche tra colonna 1, colonna 2 e rigo E25
La maggioranza delle detrazioni delle spese mediche e sanitarie va indicata nel rigo E1 alla colonna 2, dove si indicano le spese generiche che non riguardano patologie esenti. Si tratta del riquadro dove la generalità dei cittadini inserisce le spese mediche. Per le spese inserite nella colonna 2 la detrazione del 19% si calcola solo sulla parte che eccede la franchigia fissa di 129,11 euro.
Esempio pratico: Se il totale delle spese è 300 euro, la detrazione si applicherà solo su 170,89 euro (€300 - 129,11€).
La colonna 1 del rigo E1, invece, è dedicata alle spese detraibili al 19% se relative a patologie esenti: si tratta delle spese sostenute da pazienti esenti da ticket per patologie riconosciute dal SSN. Le spese indicate in questa colonna, oltre a prevedere la detrazione al 19% beneficiano di un’ulteriore agevolazione: la parte di detrazione che supera la capienza fiscale non si perde, ma viene riconosciuta anche se si supera l’importo dell’imposta dovuta. La norma (Art. 15, comma 2 del TUIR) prevede che se la spesa per patologie esenti supera l’imposta lorda dovuta, l’eccedenza della detrazione non si trasforma in un rimborso monetario diretto («incapienza»), ma può essere trasferita al familiare di cui il malato è a carico, oppure, se si superano determinate soglie, può essere rateizzata nelle tre dichiarazioni successive. Non è un credito d’imposta che azzera tutto in automatico.
Infine, al rigo E25 del Quadro E vanno indicate le spese deducibili interamente dal reddito. Queste sono le spese che si sostengono in casi di invalidità permanente e grave per prestazioni mediche generiche, l’acquisto di farmaci, medicinali e assistenza specifica. Non rientrano, invece, le spese per analisi, prestazioni chirurgiche o specialistiche e gli oneri sostenuti per l’acquisto di dispositivi medici. Per tutte le spese che non vanno indicate al rigo E25, in ogni caso, spetta la detrazione al 19%.
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