Detrazione spese veterinarie 2026, quando spettano sul cibo?

Patrizia Del Pidio

24 Agosto 2026 - 14:50

Una delle spese maggiori che si sostengono per gli animali domestici è rappresentata dal cibo. In quali il cibo può essere portato in detrazione con le spese veterinarie? A chiarirlo ci pensa l’AdE.

Detrazione spese veterinarie 2026, quando spettano sul cibo?

Il cibo che si acquista per cani e gatti non rientra tra le spese veterinarie detraibili in linea generale. Ma può capitare che l’animale domestico abbia esigenze alimentari particolari a causa di un’intolleranza alimentare, un’allergia o una patologia specifica. In questi casi, visto che i cibi speciali hanno anche un costo più elevato, possono essere inseriti tra le spese veterinarie per le quali spetta la detrazione al 19%?

Sempre più frequentemente agli animali da compagnia vengono diagnosticate delle intolleranze alimentari, allergie e, di conseguenza, per loro il veterinario prescrive una dieta speciale con mangimi spesso costosi. In altri casi l’esigenza dipende dalla condizione del singolo animale, ad esempio cani e gatti sottoposti a sterilizzazione hanno esigenze alimentari peculiari. Nei gatti, infine, il tratto urinario è molto delicato e spesso soggetto a cistiti o calcoli: in questi casi viene prescritto il cibo appositamente previsto.

I cibi specifici per animali con problemi o patologie generalmente hanno un costo più elevato rispetto al normale cibo per animali e questo può portare difficoltà ai proprietari. Ecco perché nasce l’esigenza di capire se il “cibo speciale” per animali, prescritto dal veterinario, può usufruire delle detrazioni fiscali al momento della dichiarazione dei redditi.

A dirimere il dubbio sulle detrazioni per gli alimenti speciali per animali prescritti dal veterinario è l’Agenzia delle Entrate attraverso la rubrica FiscoOggi.

Ecco in quali casi si possono ottenere le detrazioni spese veterinarie.

Detrazioni spese veterinarie, quando si possono ottenere?

Il Tuir (Testo unico imposte sui redditi) prevede diverse tipologie di detrazioni fiscali, tra queste vi sono le spese veterinarie.

Come ribadito anche dalla circolare 14 del 2023, per le spese veterinarie spetta una detrazione dall’imposta lorda, pari al 19%, delle spese medesime calcolata nel limite massimo di euro 550 l’anno, con una franchigia di euro 129,11.

Ricordiamo che il limite massimo di spesa riguarda il totale delle spese veterinarie su cui ciascun contribuente può ottenere la detrazione e non il limite massimo di spesa sostenuta per ciascun animale da compagnia detenuto. Ne consegue che, se in casa sono presenti due o più cani o gatti e si sostengono spese per tutti, il totale delle spese per il quale si può beneficiare della detrazione è sempre di 550 euro.

La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa, anche se non proprietario, per le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

L’agevolazione fiscale è riconosciuta

  • per le spese relative alle prestazioni professionali del medico veterinario;
  • per l’acquisto dei medicinali prescritti dal veterinario e definiti dall’art. 1 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193;
  • per le spese per analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie.

Gli alimenti speciali per animali possono essere ricompresi tra le spese per medicinali prescritti dal veterinario?

Agenzia delle Entrate, cibi speciali non sono farmaci

Il contribuente chiede all’Agenzia delle Entrate:

Vorrei sapere quali spese sostenute per gli animali da compagnia rientrano tra quelle veterinarie detraibili nel modello 730 e, in particolare, se è possibile detrarre la spesa per l’acquisto di mangime speciale se prescritto dal medico veterinario.

Nella risposta al contribuente si ribadisce che è necessaria una interpretazione restrittiva delle norme inerenti le detrazioni per le spese veterinarie.
Richiama, quindi, proprio la circolare 14/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate con cui si fa una ricognizione di tutte le detrazioni e deduzioni Irpef.

L’Agenzia delle Entrate sostiene che l’acquisto di mangimi speciali, anche se prescritti dal veterinario, non rientra tra le categorie di spese che è possibile portare in detrazione in quanto considerati prodotti appartenenti all’area alimentare.

Sono esclusi dall’esenzione anche gli integratori alimentari, cioè prodotti volti a colmare eventuali carenze di nutrienti, vitamine, proteine, in caso di insufficiente apporto tramite alimentazione o aumentato fabbisogno.

Tagli alle detrazioni

Le spese veterinarie rientrano tra le detrazioni che possono essere tagliate a chi ha un reddito particolarmente elevato. Ricordiamo, infatti, che le detrazioni posso essere fruite per intero solo da chi ha redditi fino a 75.000 euro. Per tutto gli altri si applica il quoziente familiare che prevede i tagli riassunti nella seguente tabella.

Reddito Importo base nessun figlio a carico un figlio a carico due figli a carico tre o più figli a carico
superiore a 75.000 euro ma inferiore a 100.000 euro 14.000 euro 7.000 euro 9.800 euro 11.900 euro 14.000 euro
oltre i 100.000 euro 8.000 euro 4.000 euro 5.600 euro 6.800 euro 8.000 euro