Detrazione spese d’istruzione, universitarie e scolastiche nel 730: istruzioni e novità nel 2022

Rosaria Imparato

13 Maggio 2022 - 12:18

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Detrazione spese scolastiche e universitarie, quali novità nel modello 730/2022? Di seguito le istruzioni per ottenere il rimborso Irpef, da come pagare ai documenti da conservare.

Detrazione spese d'istruzione, universitarie e scolastiche nel 730: istruzioni e novità nel 2022

Detrazione spese d’istruzione nel modello 730/2022: spetta il rimborso Irpef per le spese scolastiche effettuate, dall’asilo fino all’università. Anche per quest’anno, il limite massimo di spese detraibili arriva a 800 euro per ogni studente a carico.

Dal 2020 è entrato in vigore l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti per avere diritto alle detrazioni. Si ha diritto al rimborso Irpef, quindi, solo le spese sono state effettuate con moneta elettronica.

La stagione della dichiarazione dei redditi prenderà il via dal 23 maggio, quando l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione online il modello 730 precompilato.

Detrazione spese universitarie nel modello 730/2022: per quali corsi?

La stagione della dichiarazione dei redditi prenderà il via dal 23 maggio quando l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione del contribuente il modello 730 precompilato.

Per questo motivo è bene rivedere regole e istruzioni su ciò che è possibile portare in detrazione: tra queste, ci sono anche le spese d’istruzione.

Partiamo dalle spese universitarie, che si riferiscono agli importi sostenuti per la frequenza di corsi di istruzione come:

  • corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali;
  • corsi di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria;
  • tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

Le spese si possono riferire anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso. Inoltre, si possono portare in detrazione anche le spese sostenute per:

  • tasse di immatricolazione e iscrizione (è valida anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, se previsti dalla facoltà, poiché la prova di preselezione è propedeutica per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti.

Modello 730/2022: limiti e istruzioni detrazione spese universitarie

Le informazioni di riferimento per quanto riguarda le università statali (sia italiane che straniere) si trovano nel decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca pubblicato in GU il 7 febbraio. I limiti per la detrazione variano a seconda dell’area geografica dove si trova l’università e dell’area disciplinare cui appartiene il corso d’istruzione:

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud e isole
Medica € 3.900 € 3.100 € 2.900
Sanitaria € 3.900 € 2.900 € 2.700
Scientifico-Tecnologica € 3.700 € 2.900 € 2.600
Umanistico-sociale € 3.200 € 2.800 € 2.500

I righi da compilare vanno da E8 a E10 della dichiarazione dei redditi, utilizzando il codice 13. Queste indicazioni valgono per la detrazione delle spese sostenute per le università sia pubbliche che private.

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2021 e che sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 tuir” della Certificazione Unica.

Detrazione spese scolastiche nel modello 730/2022

Il tetto massimo detraibile per le spese scolastiche è 800 euro, aumentato dalla legge di Bilancio 2020.

È possibile detrarre le spese di istruzione sostenute per la frequenza di:

  • scuole dell’infanzia;
  • del primo ciclo di istruzione, ovvero la scuola elementare;
  • della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione.
    La detrazione spetta sia per le spese sostenute per i familiari a carico sia per il contribuente stesso.

Di seguito, l’elenco delle spese scolastiche detraibili:

  • tasse;
  • i contributi obbligatori;
  • l’importo sostenuto per l’ampliamento dell’offerta formativa;
  • il servizio di mensa scolastica;
  • le gite.

Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 12.

730/2022 e detrazioni spese istruzione: come pagare

Per la detrazione delle spese d’istruzione, così come per molte altre spese, dal 1° gennaio 2020 è diventato obbligatorio pagare con mezzi tracciabili.

Questo significa che se si vuole avere il rimborso Irpef del 19% delle spese d’istruzione (sia universitarie che scolastiche) indicate, bisogna aver pagato con bancomat e carte o, in alternativa, assegni o bonifici.

Detrazione spese universitarie e scolastiche: i documenti da conservare

Per poter provare che il pagamento è stato effettuato con metodi idonei e che legittimano la richiesta della detrazione, bisognerà inoltre aver cura di conservare i documenti che attestano l’utilizzo di strumenti tracciabili.

Il contribuente deve conservare tutte le ricevute relative a gite d’istruzione, mensa e altre spese. Per quanto riguarda le spese universitarie occorre conservare le fatture relative a:

  • tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Per tutte le spese sostenute nel 2021 si consiglia di conservare sia la copia della fattura o dello scontrino, così come la copia del pagamento pos o altro giustificativo di spesa.

Rimborso tasse scolastiche non dovute

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul rimborso delle tasse scolastiche non dovute si trovano nella consulenza giuridica numero 3 del 20 febbraio 2020.

L’Amministrazione Finanziaria chiarisce che è il provvedimento del 7 febbraio 2014 a regolamentare l’intera procedura.

Si tratta di un meccanismo automatizzato con cui l’Agenzia delle Entrate provvede ai rimborsi di tasse e imposte, sia dirette che indirette, versate e non dovute.

Una volta predisposti i dati occorrenti per i rimborsi, l’Agenzia delle Entrate provvede alla formazione di opportune liste, emesse in modo automatizzato e contenenti, per ciascun periodo e tipo d’imposta, in corrispondenza del singolo nominativo:

  • le generalità dell’avente diritto al rimborso;
  • il codice fiscale;
  • il numero di protocollo della dichiarazione o dell’istanza dalla quale scaturisce il rimborso e l’ammontare dell’imposta da rimborsare.

Il pagamento dei rimborsi avviene con accredito sul conto corrente bancario o postale comunicato dal beneficiario.

In caso di mancata comunicazione delle coordinate bancarie o postali, l’erogazione dei rimborsi alle persone fisiche avviene in contanti o con vaglia cambiario non trasferibile della Banca d’Italia.

Consulenza giuridica n. 3 AdE del 20/2/2020
imposta di bollo - tasse scolastiche

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