Detrazione figli a carico non conviventi nel 730/2022

Nadia Pascale

26 Aprile 2022 - 17:54

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Si avvicina il momento di presentare il modello 730/2022 e molti si chiedono se è possibile fare valere ancora le detrazioni per figli a carico non conviventi.

Detrazione figli a carico non conviventi nel 730/2022

L’introduzione dell’assegno unico ha determinato molta confusione per quanto riguarda la possibilità di usufruire ancora delle detrazioni e in particolare di quelle per i figli a carico. In realtà si applicano le comuni regole sulla successione delle leggi nel tempo.

Dal mese di maggio infatti sarà possibile presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730, ma è riferita ai redditi dell’anno trascorso, cioè il 2021, quindi in un momento antecedente all’entrata in vigore dell’articolo 3 legge 46 del 2021 istitutiva dell’assegno unico.

Vediamo però nel dettaglio come dovrà comportarsi il contribuente per la detrazione per i figli a carico non conviventi. Dobbiamo ricordare che i figli non conviventi non sono semplicemente i figli maggiorenni che hanno lasciato casa, magari per seguire corsi universitari, o alla ricerca della loro indipendenza, ma sono anche i figli di genitori separati che sono collocati presso uno dei genitori. Un figlio non può avere due residenze e quindi sarà convivente solo con uno e presente nel nucleo familiare di uno solo di loro.

Come funzionano le detrazioni per i figli a carico

Anche nel 730/2022 sarà possibile ottenere le detrazioni per figli a carico. Queste permettono di portare in detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche (Irpef) una percentuale delle spese sostenute in favore dei figli. Inoltre, è ancora possibile portare in detrazione le spettanze indicate nell’articolo 12 del Tuir (Testo Unico Imposte sul Reddito).

Naturalmente questo comporta una riduzione delle imposte da versare e proprio per questo è bene porre attenzione.
Le detrazioni per i figli a carico spettano al 50% a ciascun genitore, non possono essere ripartite in quote diverse, ma è possibile che ad avvalersi delle stesse sia un solo genitore, individuato dall’articolo 12 del Tuir in quello che ha un reddito complessivo più elevato.

In caso di genitori separati, l’articolo 12 stabilisce che se, l’affidamento è congiunto, i genitori devono avvalersi delle detrazioni al 50%. Nel caso in cui uno dei genitori non abbia redditi sufficienti ad avvalersi delle detrazioni spettanti, le stesse possono essere usufruite dall’altro genitore che però deve liquidare le spettanze all’altro genitore. L’articolo 12 del Tuir parifica, giustamente, figli legittimi, figli naturali riconosciuti, figli adottivi e affidati.

Quando un figlio non è più a carico dei genitori 2022?

Ora che è stato chiarito come funzionano le detrazioni figli a carico nel modello 730/2022, è necessario fare un passo ulteriore e capire quando un figlio non è più a carico dei genitori e di conseguenza non è possibile per lui usufruire dei benefici delle detrazioni. Un figlio è a carico quando è minore di età, in alcuni casi anche i figli maggiori di età sono fiscalmente a carico dei genitori e di conseguenza per loro è possibile avvalersi delle detrazioni Irpef.

Non sono più a carico i figli maggiorenni di età inferiore a 24 anni che hanno un reddito superiore a 4.000 €. Per i figli di età superiore a 24 anni il limite è più basso e non sono più considerati a carico nel caso in cui abbiano un reddito superiore a 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili (gli oneri deducibili sono le spese che possono essere portate in deduzione che di conseguenza vanno a ridurre il reddito imponibile, il limite reddituale deve quindi essere considerato senza prima scalare le deduzioni). I figli che rientrano in tali categorie possono essere a carico anche se non sono conviventi con i genitori. Invece, per i figli che superano tali limiti non spetta la detrazione anche se vivono insieme ai genitori.

Alcune questioni sui figli a carico non conviventi possono essere però spinose da risolvere, ecco perché è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che, con la circolare 95/E/2000 al punto 3.1.4, ha risolto il dubbio inerente il figlio sposato; sottolineando che questi viene attratto al reddito del genitore e di conseguenza spettano le detrazioni per figlio a carico nel caso in cui abbia un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

La circolare in commento precisa inoltre che le detrazioni spettano anche per il genero/nuora e nipote che non maturano individualmente un reddito complessivo superiore a 2.840,51 €. In questo caso vi sono però delle condizioni, cioè devono essere conviventi con il nonno/suocero o, se non conviventi, sia stabilito un assegno alimentare a carico del nonno in loro favore.

Quanto spetta di detrazione?

L’articolo 12 del Tuir stabilisce l’ammontare delle detrazioni per figli a carico in questi termini:

  • 950 € per ciascun figlio;
  • 1.220 € per i figli di età inferiore a 3 anni;
  • in caso di figlio portatore di handicap (articolo 3 legge 104 del 1992) tali spettanze sono aumentare di 400 € e di conseguenza 1.620 € per i figli con handicap con meno di 3 anni e 1.350 per figli di età superiore a 3 anni;
  • in caso di più di tre figli a carico tali spettanze sono aumentate di 200 € per ogni figlio;
  • in presenza di almeno 4 figli vi è un’ulteriore detrazione di 1.200 €.

Di conseguenza gli importi per le famiglie numerose saranno questi:

  • 1.150 € per ciascun figlio di età maggiore di 3 anni;
  • 1.420 € per ciascun figlio di età minore di 3 anni;
  • 1.550 € per ciascun figlio con disabilità di età maggiore di 3 anni;
  • 1.820 € per ciascun figlio con disabilità di età minore di 3 anni.

Le detrazioni viste spettano in proporzione anche al reddito. In particolare lo stesso articolo 12 del Tuir stabilisce che le detrazioni spettano per la parte corrispondente a 95.000 € di reddito diminuito del reddito complessivo maturato in rapporto a 95.000 €. In presenza di più di un figlio l’importo di 95.000 euro viene aumentato di 15.000 €.

Per le altre detrazioni occorre tenere in considerazione le singole norme, ad esempio per le spese mediche e sanitarie spetta una detrazione pari al 19% degli importi spesi con una franchigia di 129,11 euro.

Per le spese di istruzione ad esempio tasse di iscrizione all’università, TFA, canoni di locazione per fuori sede, la detrazione è al 19%, senza tetto per le università statali e con tetto per università telematiche e private. Il tetto massimo dipende dall’area disciplinare e dall’ubicazione territoriale dell’università.

Cosa cambia con l’assegno unico

Con l’assegno unico le detrazioni per i figli a carico hanno subito notevoli variazioni. Dal punto di vista temporale occorre ricordare che l’assegno unico è entrato in vigore il 1° marzo 2022 e di conseguenza fino al 28 febbraio 2022, nulla cambia in merito alle detrazioni. Il campo di cui stiamo invece trattando ora è la dichiarazione dei redditi relativa al 2021, cioè a un momento antecedente rispetto all’entrata in vigore dell’assegno unico.

La prima cosa da sottolineare è che l’articolo 3 della legge 46 del 2021 specifica che con l’entrata in vigore della legge sull’assegno unico vengono meno gli assegni per il nucleo familiare, gli assegni per nuclei familiari numerosi, il bonus bebè e il premio alla nascita, ma soprattutto si specifica che vengono meno le detrazioni per i figli a carico previste nell’articolo 12 del Tuir. Questo esclude che vengano meno le altre detrazioni, come quelle previste per le spese sanitarie e mediche in favore dei figli, spese universitarie, spese per abbonamenti a trasporto pubblico, detrazioni per spese assicurative.

In realtà però le modifiche che abbiamo visto andranno a incidere nella dichiarazione 730/2023, non nella dichiarazione 730/2022, questo implica che nella prossima dichiarazione dei redditi è ancora possibile fare valere le detrazioni per i figli a carico anche non conviventi previste dall’articolo 12 Tuir, a cui si sommano le altre detrazioni.

Inoltre il comma 3 dell’articolo 12 del Tuir stabilisce che le detrazioni vengono riconosciute per il mese di spettanza. Questo implica che se, ad esempio, una coppia ha avuto un figlio nel mese di maggio, le detrazioni spetteranno da quel mese, ma implica anche che le detrazioni per figli a carico spettano anche per i primi due mesi del 2022, cioè gennaio e febbraio, quindi il prossimo anno nella dichiarazione 730/2022 per i primi due mesi sarà comunque possibile avvalersi ancora delle detrazioni per i figli a carico dell’articolo 12 del Tuir.

C’è, infine, un altro dettaglio che dal punto di vista operativo dovrà essere tenuto in considerazione nella dichiarazione 730/2023, riferita ai redditi 2022: le detrazioni dell’articolo 12 del Tuir verranno meno per la platea di beneficiari dell’assegno unico e quindi per i figli a carico fino a 21 anni di età, mentre non verranno meno per gli altri figli a carico, conviventi o meno.

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