Blitz di Poste Italiane su TIM-Telecom Italia con l’annuncio dell’OPAS. Il prezzo, il premio e il ruolo dello Stato italiano.
Poste Italiane guarda a TIM, Telecom Italia, da 5 anni, e il governo non c’entra. Parola del numero uno di Poste Italiane, l’amministratore delegato Matteo Del Fante che, all’indomani della grande notizia dell’OPAS che il gruppo da lui guidato ha lanciato sulla compagnia di tlc, ha presentato e motivato l’operazione. Operazione tesa a rilevare il 100% di Telecom Italia, procedendo al delisting delle azioni da Piazza Affari.
Del Fante (Poste Italiane) su TIM: “5 anni che la guardiamo, nessun coinvolgimento del Governo”
Nello spiegare l’OPAS, offerta pubblica di acquisto in contanti e azioni - che ha un valore complessivo di 10,8 miliardi di euro - Del Fante ha spiegato che sono anni che Poste Italiane guarda Telecom Italia, esattamente cinque, aggiungendo che “ non c’è stato nessun coinvolgimento del Governo ”.
In termini operativi, Del Fante ha mostrato di non temere rischi legati a una possibile bocciatura dell’OPAS da parte dell’Antitrust. Che ovviamente sarà informata: “l’offerta sarà ovviamente notificata all’Antitrust”.
Detto questo, “non ci sono rischi”.
TIM-Telecom Italia resterà compagnia stand alone. Occhio ai dividendi di Poste Italiane
Tra l’altro, sempre in occasione della conference call indetta per commentare la transazione, il CEO di Poste ha tenuto a rendere noto che Telecom Italia “resterà una compagnia stand alone”.
Su questo, ha sottolineato il manager, non ci sono dubbi, visto che “ il brand iconico, che è molto ben affermato tra i consumatori italiani sarà protetto, e la compagnia stand alone manterrà la sua organizzazione e le sue attività nel gruppo”.
A prendere la parola nel corso della conference call indetta da Poste Italiane per spiegare agli analisti la ratio dell’OPAS, anche Camillo Greco, responsabile amministrazione, finanza e controllo del gruppo, che ha sottolineato che “ una nuova politica dei dividendi competitiva sarà annunciata con il nuovo business plan dopo il completamento dell’operazione, entro il quarto trimestre del 2026”.
A tal proposito, Del Fante ha confermato che, per quanto riguarda la distribuzione del dividendo per azione (DPS), la guidance “è confermata e il pro forma leverage resta pienamente in linea con il nostro attuale credit rate”.
Non sono mancati dal numero uno di Poste Italiane i complimenti all’operato dell’amministratore delegato di Telecom Italia, il CEO Pietro Labriola.
Del Fante ha definito l’operazione di spin off della rete una “eccellente esecuzione”, segnalando che lo scorporo messo in atto ha permesso l’avverarsi delle condizioni che poi hanno convinto Poste Italiane a lanciare l’OPAS: OPAS che è una “operazione industriale”, una “pietra miliare” che consente all’azienda di diventare più forte come
“abilitatore chiave della trasformazione digitale dell’Italia”.
Barclays boccia OPAS di Poste Italiane, il prezzo offerto “è deludente”. Il trend delle azioni
Detto questo, tra gli analisti l’OPAS di Poste Italiane su Telecom Italia oggi ha ricevuto un giudizio negativo dagli analisti di Barclays Research che, nel commentare la manovra di Del Fante, hanno bollato come “deludente” il prezzo offerto, facendo notare che il valore “non coglie le opportunità positive”.
Nel frattempo sul Ftse Mib di Piazza Affari che, dopo essere scivolato di più del 2,5%, ora segna un rimbalzo superiore a mezzo punto percentuale, le azioni Poste Italiane continuano a segnare una forte flessione, pari a quasi -7%, a 20 euro circa, soffrendo un tonfo che viene superato in intensità soltanto dal crollo dei titoli Diasorin, che si confermano maglia nera dell’indice benchmark della borsa di Milano.
Rimane in pole position il titolo Telecom Italia, che avanza del 4,6% circa, viaggiando oltre la soglia di 0,60 euro.
Barclays ha sottolineato che l’OPAS valuta le azioni Telecom Italia a rapporti EV/EBITDA attesi per il 2026 e 2027 pari rispettivamente a 6,9 volte e 5,9 volte che, insieme ad altri parametri finanziari come al rendimento del flusso di cassa libero azionario - pari rispettivamennte al 6,2% e al 7,5%, implicano “ uno sconto rispetto ai concorrenti sulla maggior parte dei multipli , nonostante un profilo di crescita più elevato”.
Si è espressa sul valore del prezzo e del premio oggi anche Asati, associazione degli azionisti di Telecom Italia, che ha detto di considerare “positiva l’idea di integrare Telecom Italia in un grande polo nazionale delle infrastrutture digitali e di servizi, che potrebbe valorizzare nel medio periodo il ruolo strategico di Tim quale asset di sistema del Paese”.
Asati ha però chiesto a Poste Italiane di dare di più, sottolineando di credere che “il premio attualmente proposto, pari al 9,01% sul prezzo ufficiale di Tim del 20 marzo 2026, non rifletta pienamente il valore strategico di Telecom Italia nel nuovo gruppo Poste-TIM, né le potenziali sinergie e gli obiettivi industriali”. Di conseguenza, l’associazione chiede che il premio dell’OPAS venga innalzato in “modo sostanziale”.
Tra gli esperti, a esprimersi sull’offerta di Poste Italiane anche gli analisti di Equita, che hanno scritto che, “dal punto di vista finanziario, sulla base delle nostre stime preliminari l’operazione si presenta leggermente dilutive nel 2027 (PST indica però leggera EPS accretion) e stimiamo sia accretive di circa il 10% a pieno regime, rispetto alle nostre stime pre-sinergie della combined”.
Da verificare, hanno continuato gli analisti, l’opportunità di accelerare il recupero delle DTA di TIM, molto significative (indicate da Poste in €982 milioni, a fronte di perdite pregresse complessive di TIM di circa €5 miliardi).
Lato dividendi, la SIM milanese ha fatto notare che “Poste ha inoltre indicato che l’operazione sarà neutrale sul dividendo a valere sull’utile 2026 ”, ricordando che la stima dei suoi esperti è di €1,37 per azione.
Ancora Equita:
“I multipli pagati per TIM sono pari a 5.9 volte e 5.4 volte EV/EBITDA aL 2026-27 (6,2-5.8 volte per le attività domestiche assumendo TIM Brazil a mercato), non particolarmente generosi (la nostra valutazione assume 6,5 volte per il 2027 per le attività domestiche e 6,1 volte per il gruppo nel suo complesso) anche se l’ingresso in Poste a nostro avviso offre maggiore visibilità sulle prospettive di profittabilità e remunerazione degli azionisti TIM e i benefici delle sinergie sono in parte catturati dagli azionisti TIM stessi grazie alla componente carta”.
Equita ha una view positiva sulle azioni Telecom Italia con target price a 0,70 euro. View positiva anche per le azioni di Poste Italiane, a fronte di un target price a quota 26,50 euro.
Poste Italiane lancia OPAS su TIM-Telecom Italia per 10,8 miliardi di euro. I dettagli
Il grande annuncio dell’OPAS di Poste Italiane su TIM-Telecom Italia è arrivato ieri, domenica 22 marzo 2026, quando il CDA del gruppo guidato dal CEO Matteo Del Fante, già azionista di maggioranza di TIM-Telecom Italia, ha deliberato il lancio di un’offerta pubblica totalitaria sulla compagnia di tlc, per rilevare il 100% del gruppo.
Valore dell’OPA, per la precisione di una OPAS - visto che si tratta di un’offerta di acquisto in contanti e azioni -, 10,8 miliardi di euro circa.
Dal comunicato di Poste Italiane emerge che Poste Italiane punta a offrire agli azionisti di Telecom che dovessero aderire all’OPAS una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’offerta, e una componente in azioni pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di TIM.
Si tratta, ha precisato il gruppo nelle mani di Matteo Del Fante, di un corrispettivo complessivo in contanti e azioni che esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di TIM e che incorpora di conseguenza un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale a cui le azioni TIM-Telecom Italia hanno terminato la sessione di venerdì 20 marzo 2026.
L’OPAS è finalizzata a rilevare l’intero capitale sociale di TIM e a procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di TIM su Euronext Milan, dunque al delisting del gruppo guidato dall’amministratore delegato Pietro Labriola.
Le sinergie con l’OPAS e i tempi. Stato italiano maggiore azionista di TIM con quota superiore al 50%
Riguardo alle sinergie, Poste Italiane ha identificato “un potenziale complessivo di ante imposte pari a 0,7 miliardi annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento di TIM e grazie all’ottimizzazione della struttura di capitale di quest’ultima”.
Le “sinergie di ricavo sono state stimate in oltre 0,2 miliardi ” di euro.
Per quanto riguarda i tempi, le stime puntano a sinergie di costo “realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell’offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di 3 anni”.
Impatto dell’OPAS sull’utile per azione e sui dividendi di Poste Italiane
Già dal comunicato è emerso che Poste Italiane prevede “ un impatto positivo sul proprio utile per azione a partire dall’esercizio 2027”.
Non solo: “la solidità finanziaria, l’elevata generazione di cassa e le ampie riserve patrimoniali distribuibili del nuovo gruppo garantiranno un impatto neutrale sul dividendo per azione di Poste Italiane a valere sull’utile 2026”.
L’azienda ha rimarcato il ruolo cruciale che verrebbe esercitato dallo Stato italiano nel capitale di Telecom Italia.
Lo Stato italiano sarebbe azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti). Una partecipazione, ha precisato Poste, che assicurerebbe “stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso”.
Tutte le mosse di Poste Italiane su TIM
Prima nelle mani dell’Italia, poi nelle mani dello Stato.
E’ questo il quadro che riassume la strategia di Poste in Telecom Italia, che affonda le proprie radici al 15 febbraio dello scorso anno, quando Poste Italiane entrò nel capitale di Telecom Italia attraverso una operazione di swap concordata con CDP, Cassa Depositi e prestiti, che la rese seconda azionista del gruppo, dietro ai francesi di Vivendi.
La grande svolta arrivò il 29 marzo del 2025, quando Poste annunciò di aver acquisito una partecipazione del 15% di TIM dai francesi di Vivendi.
Così facendo, Poste Italiane riportò Telecom sotto il controllo dell’Italia.
In data 11 dicembre 2025, il gruppo capitanato da Del Fante annunciò nuova manovra, volta a rilevare la partecipazione residuale detenuta dai francesi di Vivendi, pari a 384.099.915 azioni ordinarie, corrispondenti al 2,51% del totale delle azioni ordinarie e al 1,80% del capitale sociale di TIM.
Così facendo, Poste riuscì a detenere una partecipazione in TIM individuata alla fine del 2025 al 27,32%.
Ieri, la notizia dell’atto finale, con Poste Italiane che lancia l’assalto a TIM-Telecom Italiana con una OPAS volta a conquistarne il 100%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA