Azioni TIM, perdite raddoppiate mentre il debito scende. Il mercato sta ignorando qualcosa?

Tommaso Scarpellini

7 Maggio 2026 - 10:59

TIM chiude il trimestre con perdite raddoppiate ma debito ai minimi. Ricavi in crescita, margini in calo. Un controsenso che il mercato non ha ancora prezzato del tutto.

Azioni TIM, perdite raddoppiate mentre il debito scende. Il mercato sta ignorando qualcosa?

TIM ha appena chiuso il primo trimestre 2026 con una perdita netta di €292 milioni, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Eppure, nello stesso comunicato, l’azienda celebra la riduzione del debito sceso a €7,3 miliardi. Ricavi in crescita, debito in calo, ma perdite in esplosione. Come è possibile? E soprattutto: quale dei due numeri dovrebbe davvero interessarti se hai TIM in portafoglio o stai valutando l’ingresso sul titolo?

Il dato che potrebbe destare maggiore attenzione è la perdita netta: €292 milioni contro i €124 milioni del primo trimestre 2025. Un peggioramento netto. Qui non parliamo di un semplice aggiustamento marginale. Stiamo parlando di un rosso che raddoppia mentre i ricavi crescono dell’1,4% a €3,3 miliardi. Già questo dovrebbe far riflettere.

Ma andiamo oltre i titoli di giornale. I ricavi da servizi, quelli che contano davvero perché escludono le vendite hardware una tantum, crescono del 2,3%. Se poi si elimina la componente legata agli operatori virtuali (MVNO), si scopre che la crescita organica dei servizi sarebbe addirittura al 4,1%. Numeri che, presi da soli, sembrerebbero solidi.

Poi però c’è l’EBITDA. Scende dell’1,7% a €964 milioni. L’EBITDA after lease, quello che include i costi dei contratti di affitto e leasing, scende ancora di più: 2,7% a €800 milioni.

La riduzione del debito: un segnale positivo?

E il debito? L’indebitamento finanziario netto after lease è sceso sotto i €7,3 miliardi, con una leva finanziaria inferiore a 2x. Questo potrebbe essere oggettivamente positivo. Meno debito potrebbe significare meno rischio, meno interessi passivi, più libertà operativa. È il tipo di notizia che tenderebbe a piacere alle agenzie di rating e ai creditori obbligazionari.

Ma ecco il problema: si sta riducendo il debito mentre potrebbe esserci una erosione di cassa operativa. La perdita netta si allarga perché qualcosa sotto la superficie potrebbe costare più di quanto generi. Potrebbero essere oneri finanziari, svalutazioni, ristrutturazioni, accantonamenti. Il comunicato non entra nel dettaglio.

Le parole dell’AD e la guidance

Secondo l’AD Pietro Labriola, il primo trimestre 2026 si è chiuso in linea con le attese del gruppo e con la guidance comunicata al mercato. Traduzione: sapevamo che sarebbe andata così.
Potrebbe essere il prezzo della trasformazione da telco tradizionale a operatore di rete e servizi. Oppure potrebbe essere il segnale che la marginalità reale del business si sta erodendo più velocemente di quanto i ricavi possano compensare.

Il mercato, al momento, sembra guardare più al debito che alle perdite. Ma i mercati prezzano scenari futuri, non bilanci trimestrali. E se le perdite dovessero continuare ad allargarsi nei prossimi trimestri, anche con il debito sotto controllo, il titolo potrebbe trovarsi schiacciato tra una narrativa (il risanamento finanziario) e una realtà operativa (margini in compressione).

Il comportamento tecnico del titolo

E in borsa certi indizi si vedono direttamente sul grafico. Infatti il titolo ha superato i massimi di febbraio 2026, in piena controtendenza rispetto a quello che sembra essere la narrativa fondamentale, fiducioso di una prosecuzione della trasformazione che tanto piace al mercato e anche allo stato.

Vedendolo da un punto di vista tecnico si accende un campanello di allarme. Perché la rottura è red candle, quindi non esattamente vinta da acquisti forti, ma comunque sia acquisti presenti. Il fatto che l’RSI sia sui massimi, oltre i 70 punti, combinato a questo potrebbe segnalare una situazione di stallo.

Non a caso la condivisione degli utili nelle ultime due occasioni ha segnalato un cambio di rotta, non necessariamente in negativo, ma comunque una presa di posizione del mercato. Per questo potrebbe aver senso aspettarsi nuova volatilità su TIM.

Qualcosa che dovresti sapere

Quando i numeri vanno in direzioni opposte, il rischio più grande è credere che uno dei due racconti sia quello vero. Il debito scende, e questo è un fatto. Le perdite salgono, e anche questo è un fatto. Quale dei due prevale? Dipende da cosa succederà nei prossimi trimestri.

Se la compressione dei margini dovesse rivelarsi strutturale, il risanamento del debito potrebbe non bastare a sostenere la narrativa. Se invece il mercato desse maggior peso al risanamento del debito, elemento molto importante per una struttura come TIM, potrebbe continuare a premiare la riduzione della leva.

Nel frattempo, il grafico mostra un titolo che si muove in ipercomprato, con divergenze tecniche che potrebbero anticipare volatilità. Non è detto che crolli. Ma non è nemmeno detto che continui a salire. La prudenza, in questi casi, potrebbe essere la scelta più razionale.