TIM chiude il trimestre con perdite raddoppiate ma debito ai minimi. Ricavi in crescita, margini in calo. Un controsenso che il mercato non ha ancora prezzato del tutto.
TIM ha appena chiuso il primo trimestre 2026 con una perdita netta di €292 milioni, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Eppure, nello stesso comunicato, l’azienda celebra la riduzione del debito sceso a €7,3 miliardi. Ricavi in crescita, debito in calo, ma perdite in esplosione. Come è possibile? E soprattutto: quale dei due numeri dovrebbe davvero interessarti se hai TIM in portafoglio o stai valutando l’ingresso sul titolo?
Il dato che potrebbe destare maggiore attenzione è la perdita netta: €292 milioni contro i €124 milioni del primo trimestre 2025. Un peggioramento netto. Qui non parliamo di un semplice aggiustamento marginale. Stiamo parlando di un rosso che raddoppia mentre i ricavi crescono dell’1,4% a €3,3 miliardi. Già questo dovrebbe far riflettere.
Ma andiamo oltre i titoli di giornale. I ricavi da servizi, quelli che contano davvero perché escludono le vendite hardware una tantum, crescono del 2,3%. Se poi si elimina la componente legata agli operatori virtuali (MVNO), si scopre che la crescita organica dei servizi sarebbe addirittura al 4,1%. Numeri che, presi da soli, sembrerebbero solidi. [...]
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