Scontrini e POS: scatta la franchigia del 5% sulle discrepanze formali per evitare sanzioni e stop alla licenza. Novità anche sul TCF nel Decreto Omnibus.
Il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri del 4 agosto al Decreto Omnibus accoglie le richieste sollevate dai professionisti del settore contabile introducendo un margine di tolleranza per gli errori formali nelle comunicazioni dei dati degli scontrini.
La novità attenua la rigidità della disciplina introdotta con l’allineamento dei POS e dei registratori di cassa telematici. Il regime sanzionatorio, infatti, era apparso fin dall’avvio dei collegamenti, molto severo.
Proprio per questo è stata prevista una franchigia del 5% sugli errori di comunicazione formali nella memorizzazione e trasmissione dei dati degli scontrini elettronici e dei pagamenti digitali.
La franchigia del 5% sugli errori formali
La franchigia del 5% consentirà ai commercianti di mettersi al riparo dalle sanzioni in caso di omessa, tardiva o incompleta trasmissione dei corrispettivi giornalieri. Ricordiamo, infatti che in questi casi, anche se la violazione è stata soltanto formale e non ha comportato una liquidazione del tributo scorretta, comporta l’applicazione di una sanzione di 100 euro per ogni trasmissione omessa, tardiva o incompleta entro un limite di 1.000 euro a trimestre.
Le stesse sanzioni, infatti, sono previste anche nei casi in cui il commerciante violi l’obbligo di memorizzazione o trasmissione dei pagamenti elettronici salvo nei casi in cui il numero di operazioni registrate per la trasmissione dei corrispettivi giornalieri e il numero dei pagamenti elettronici accettati abbiano una discrepanza non superiore al 5%.
Meno sanzioni per i commercianti
La stessa regola vale anche per chi viola l’obbligo di emettere ricevuta fiscale o scontrino elettronico (commercialmente definiti documento commerciale), violazioni che se commesse quattro volte in giorni diversi in 5 anni comportano la sospensione della licenza da tre giorni a un mese. Anche per questi casi le sanzioni sono state sterilizzate dal decreto Omnibus nel caso in cui la discrepanza non superi il 5%.
La previsione della franchigia è stata accolta con favore da Confcommercio che ha commentato, tramite il responsabile dell’area fiscale Vincenzo De Luca, che una misura di questo genere non fa altro che sottolineare i principi di compliance che dovrebbero essere alla base di un rapporto collaborativo e trasparente tra Fisco e contribuenti. In questo modo, quando la discrepanza tra dati trasmessi dal registratore telematico e dati trasmessi dal POS è lieve si evita che il commerciante riceva lettere di compliance.
Slitta il Tax Control Framework
Accanto alle misure previste per il commercio al dettaglio, il decreto Omnibus ha disposto lo slittamento del termine per l’accesso al regime di adempimento collaborativo. Rispondendo alle richieste presentate dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, infatti, il termine per la certificazione del sistema integrato di gestione e controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework) è stato differito dal 30 settembre al 31 dicembre.