Italia: debito pubblico sale ancora, ma perché? L’allarme della Banca d’Italia

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Italia: debito pubblico sale ancora, ma perché? L'allarme della Banca d'Italia

Italia: il debito pubblico del 2016 è salito ancora. Ecco quanto emerso dall’allarme lanciato dalla Banca d’Italia.

Italia: debito pubblico cresce nel 2016 - Il debito pubblico dell’Italia continua a salire.

È quanto riportato dalla Banca d’Italia, la quale ha evidenziato tale incremento del debito nel 2016 e ha tenuto a spiegare le motivazioni alla base di questi dati.

Secondo quanto appena pubblicato, il debito pubblico dell’Italia nel 2016 è cresciuto di 45 miliardi di euro rispetto al 2015. Allora il Belpaese aveva chiuso con un debito di 2.172,7 miliardi, mentre il 2016 si è concluso portando a casa un debito di 2.217,7 miliardi. Nonostante il dato rappresenti un importante campanello d’allarme, esso è comunque minore rispetto al picco del debito rilevato a luglio (2.255,9 miliardi) e anche inferiore rispetto ai 2.230,9 miliardi rilevati a fine novembre.

Da che cosa è dipeso questo nuovo incremento del debito pubblico dell’Italia nel 2016? È stata sempre la Banca d’Italia a spiegare e ad elencare i fattori che hanno influito maggiormente sui dati. Tra questi sicuramente il peso delle amministrazioni pubbliche che hanno influito per 42,5 miliardi di euro sul debito dell’Italia, mentre non si possono non guardare quei 7,4 miliardi in più nelle disponibilità liquide del Tesoro.

La Banca d’Italia ha fatto comunque notare come il debito italiano appunto sia stato contenuto di 4,9 miliardi grazie all’effetto congiunto di scarti e premi all’emissione e al rimborso, grazie alla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e grazie alla variazione del cambio. Ecco di seguito gli altri dati della Banca d’Italia sul debito pubblico del paese.

Debito pubblico italiano sale nel 2016: tutti i dati della Banca d’Italia

Scendendo nel dettaglio dei dati sul debito pubblico riportati dalla Banca d’Italia, si nota come quello consolidato delle amministrazioni centrali sia cresciuto a 2.128,4 miliardi e quello delle amministrazioni locali sia invece sceso a 89,1 miliardi di euro. È rimasto fermo, invece, il debito pubblico riferito agli enti di previdenza.

Sempre secondo quanto riportato, ad aumentare non è stato solo il debito pubblico italiano, ma anche le entrate tributarie, che sono passate dai 433,43 miliardi di fine 2015 ai 438,57 miliardi di euro di fine 2016. Si segnala poi una discesa dal 37,1% di ottobre al 36,7% della quota di debito pubblico dell’Italia in mano a investitori stranieri. A novembre 2016 il controvalore dei titoli detenuti da investitori non residenti si è assestato a 700,998 miliardi di euro, in salita rispetto ai 689,970 miliardi di ottobre.

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