De Luca citato in giudizio per oltre 400 mila euro: cosa è successo

Isabella Policarpio

15 Dicembre 2020 - 09:45

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Il governatore De Luca è stato citato dalla Corte dei Conti per l’irregolare assunzione di 4 vigili nello staff regionale. Dovrà rispondere per spreco di denaro pubblico per 403 mila euro.

De Luca citato in giudizio per oltre 400 mila euro: cosa è successo

Per Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, sta per aprirsi un aspro contenzioso con la Corte dei Conti: ieri la notizia della citazione in giudizio per sperpero di denaro pubblico.

L’accusa riguarda l’assunzione di quattro ex vigili urbani di Salerno negli uffici della presidenza della giunta regionale, assunzioni che risulterebbero irregolari.

Il trasferimento dei vigili avrebbe provocato un danno erariale di oltre 400 mila euro, del quale De Luca dovrà difendersi in tribunale.

Vincenzo De Luca citato per sperpero di denaro pubblico: cosa è successo

Con un atto di citazione in giudizio della Corte dei Conti della Regione Campania, il governatore De Luca dovrà affrontare un giudizio contabile con l’accusa di aver sprecato denaro pubblico per il valore di 403.643,21 euro. Condotta che potrebbe integrare il reato di peculato.

Il denaro in questione sarebbe stato utilizzato per retribuire alcune nomine anomale all’interno dello staff regionale. Si tratta di quattro ex vigili urbani salernitani trasferiti tra i collaboratori del governatore, incaricati di gestire i rapporti con la conferenza Stato-Regioni, la conferenza unificata e gli organi legislativi nazionali, i rapporti coi consiglieri regionali e istituzioni locali. Incarichi recentemente destituiti.

Le indagini che hanno portato all’atto di citazione sono iniziate nel 2017, quando il governatore De Luca fu travolto dalle critiche dell’opinione pubblica per essersi servito di un dipendente comunale di Salerno come autista dell’auto di servizio della Regione.

Dall’episodio sono scaturire le inchieste della Procura di Napoli e poi della Corte dei Conti, la quale ha passato al vaglio le assunzioni avvenute all’interno dello staff regionale, l’attribuzione degli incarichi e i relativi aspetti economici.

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