Scandalo coop di Salerno: cosa è successo?

Chiara Esposito

5 Novembre 2021 - 21:18

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Anche Vincenzo De Luca parte nello scandalo coop di Salerno. Un avviso di proroga delle indagini preliminari lo raggiunge al Genio Civile.

Scandalo coop di Salerno: cosa è successo?

Il terremoto giudiziario che si è abbattuto su Salerno sta raggiungendo anche il Presidente della Campania Vincenzo De Luca. Anche se non si conosce ancora il suo ruolo nella vicenda, il suo nome compare nei verbali relativi allo scandalo.

Il caso è ormai noto: è attualmente in corso un’inchiesta sui rapporti tra l’amministrazione comunale e alcune cooperative sociali del territorio salernitano. Gli enti in questione avrebbero intrattenuto rapporti illeciti: si parla di reato di corruzione. L’intreccio tra promessa elettorale e interessi imprenditoriali è il cuore della vicenda.

Al momento nelle indagini sono coinvolte ben 29 persone tra cui anche il sindaco Vincenzo Napoli ed il consigliere regionale Nino Savastano. Di cruciale importanza sarà ora la ricostruzione che verrà fatta a partire dai nuovi dettagli emersi durante gli interrogatori.

Scandalo coop: il fatto

L’inchiesta è complessa e sfaccettata poiché gli inquirenti devono agire su due fronti: appalti truccati e pressioni al voto. I rapporti di scambio fra i soggetti coinvolti nel caso sarebbero stati una forma di mutuo sostegno capace di creare una vera e propria rete di intese in apparenza ben collaudata.

Sul fronte elettorale nello specifico abbiamo già alcuni dettagli di peso. Se ne iniziò a parlare nella prima giornata di voto per le elezioni amministrative del Comune di Salerno quando la Polizia Giudiziaria aveva appreso dalla pagina Facebook di alcuni consiglieri di minoranza che era stato pubblicato un audio dal contenuto relativo al suffragio in corso di svolgimento. Un invito alla votazione che rappresentava di fatto un avvertimento, o meglio, una vera intimidazione a quanti lo ricevevano.

Dai commenti risultava che il messaggio era stato diffuso su WhatsApp e fosse destinato ad un gruppo composto dai lavoratori della cooperativa San Matteo, un ente legato alla Amministrazione comunale, che aveva «espresso una candidata nelle liste collegate al Sindaco Vincenzo Napoli». Dall’ascolto dell’audio risulta chiaro che una voce maschile richiamava minacciosamente tutti i destinatari a rispettare le indicazioni di voto in precedenza impartite.

Si registra infatti un riferimento al sostegno che c’è sempre stato nei confronti della cooperativa e che questo favore andrebbe ricambiato. Si paventa anche un conteggio dei voti nei seggi di riferimento dei membri della coop per vigilare sul rispetto dei patti.

A inoltrare il messaggio oggi sappiamo essere stato Umberto Coscia mentre Gianluca Izzo lo avrebbe registrato. I collegamenti del caso sono presto detti: Alessandra Francese, moglie di Izzo, risultava candidata mentre il fratello della donna, Davide Francese, è l’attuale presidente della coop San Matteo.

Questo però sarebbe solo un piccolo pezzo del puzzle.

Chi ha messo in mezzo De Luca?

Il personaggio chiave di queste indagini è infatti Vittorio Zoccola, l’imprenditore salernitano ritenuto dalla Procura il «ras» delle cooperative sociali ovvero colui che «garantiva gli equilibri» del sistema corrotto.

Attualmente l’uomo si trova agli arresti domiciliari dopo aver lasciato il carcere di Fuorni, ma durante le 15 ore complessive di interrogatorio che si sono svolte finora, Zoccola ha presentato un quadro della situazione generale tale da definire una fitta rete di relazioni e referenti. Ogni cooperativa cittadina sarebbe collegata ad una figura politica. Si deduce ad esempio che:

«Lavoro vero fa capo a Dario Loffredo, ex assessore comunale, ma il presidente ha rapporti con il sindaco Enzo Napoli. La cooperativa San Matteo è nata con l’appoggio dei fratelli Ventura. Infine la Socofasa, il cui presidente è Alfredo Ripoli, è vicina a Pasquale Stanzione, ex vicesindaco, e a Vincenzo De Luca».

Ecco che spunta un collegamento perché, a più riprese, si chiamano in causa direttamente il presidente della Regione Campania e i suoi figli Roberto e Piero. Tutti e tre non risultano indagati al momento ma un filone si apre.

Ad accendere i primi dubbi sul caso è stato il fatto che il governatore, sul quale la procura stava già facendo degli accertamenti, è stato raggiunto da un avviso di proroga delle indagini preliminari nella sede del Genio Civile, dove come ogni venerdì stava registrando la sua tribuna social.

L’annuncio è stato dato da Massimo Giletti, conduttore di Non è l’Arena, programma di La7 che sta dedicando ampio spazio alla vicenda. Plausibile pensare quindi che si continuerà a scavare e che anche il grande pubblico sarà presto a conoscenza degli sviluppi del caso.

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