Il fondatore del blog Barstool Sports dopo aver venduto la sua creatura per 551 milioni di dollari l’ha poi ricomprata a 1 dollaro.
Dave Portnoy è tornato a essere l’unico proprietario di Barstool Sports, il blog sportivo che lui stesso aveva fondato nel 2003. Un epilogo insolito per una storia aziendale che sembra quasi una parabola: dopo aver incassato 551 milioni di dollari dalla cessione della sua creatura, Portnoy se l’è ricomprata per un solo dollaro. Vediamo come ha fatto.
Nel 2020 Penn Entertainment, gruppo attivo nel settore dei casinò e delle scommesse sportive, rilevò il 36% della società proprietaria di Barstool per 163 milioni di dollari. Nel febbraio 2023 acquisì poi il resto dell’azienda per altri 388 milioni, arrivando così a investire complessivamente 551 milioni di dollari per ottenere il pieno controllo del brand.
Pochi mesi dopo, però, lo scenario è cambiato. Penn ha firmato con il colosso ESPN un accordo decennale da 2 miliardi di dollari per rinominare la propria applicazione di scommesse, fino a quel momento chiamata Barstool Sportsbook, in ESPN Bet. L’intesa prevedeva 1,5 miliardi di dollari in contanti versati a ESPN nell’arco di dieci anni, oltre a warrant per circa 500 milioni destinati all’acquisto di oltre 31 milioni di azioni Penn, in cambio di supporto mediatico, marketing e diritti di utilizzo del brand.
Il sodalizio non è durato a lungo
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Peccato però che ESPN ha un’immagine pulita, adatta a tutta la famiglia. Barstool, invece, no: è nota per contenuti provocatori e per le polemiche che hanno spesso coinvolto lo stesso Portnoy. I due marchi erano troppo distanti per restare sotto lo stesso tetto.
Per questo Penn ha deciso di vendere nuovamente Barstool a Portnoy per un dollaro simbolico. In cambio, Portnoy ha accettato di non farle concorrenza. Penn si è però tenuta un diritto: se in futuro Portnoy dovesse rivendere Barstool o guadagnarci in altro modo, metà di quei proventi andrà comunque a Penn.
Sui bilanci, questa mossa è costata a Penn una perdita sulla carta tra 800 e 850 milioni di dollari: non denaro uscito realmente dalle casse, ma il valore che l’azienda aveva attribuito a Barstool e che ora ha dovuto cancellare dai propri conti.
Portnoy ha annunciato la notizia sui social con un video, spiegando che dopo un decennio è tornato a possedere l’intera azienda. Ha anche riconosciuto pubblicamente le difficoltà di gestire un brand come Barstool all’interno di un settore fortemente regolamentato, ammettendo che alcune licenze erano state bloccate proprio a causa della sua condotta personale e che ogni passo avanti si accompagnava sistematicamente a battute d’arresto.
Anche il CEO di Penn, Jay Snowden, ha riconosciuto pubblicamente, durante la presentazione dei risultati trimestrali, che l’azienda si era rivelata un proprietario poco adatto per un marchio come Barstool, vista la natura fortemente regolamentata del settore in cui opera Penn. Snowden ha inoltre ammesso che l’unico proprietario naturale nel lungo periodo non poteva che essere lo stesso Portnoy.
Il rapporto tra le due società non era stato semplice negli ultimi mesi. A maggio 2023 Penn aveva scavalcato la dirigenza di Barstool licenziando direttamente un content creator, Ben Mintz, per un insulto razziale pronunciato durante una diretta. L’episodio coincise con trimestrali deludenti e con un crollo del titolo Penn ai minimi da tre anni. A questo si aggiungeva il fatto che Barstool non fosse mai riuscita a generare utili per la controllante, chiudendo la prima metà del 2023 in perdita.
Il giorno dell’annuncio, il titolo Penn è balzato di oltre il 9%, con volumi di scambio ben superiori alla media.