Data center in casa per guadagnare €20 mila l’anno, come funziona il progetto legato a Nvidia

Simone Micocci

27 Luglio 2026 - 13:05

20.000 euro per chi «ospita» un data center in casa per l’intelligenza artificiale. Nvidia guarda al futuro.

Data center in casa per guadagnare €20 mila l’anno, come funziona il progetto legato a Nvidia

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale promette di risolvere molti problemi, ma inevitabilmente ne pone anche di nuovi. Non c’è soltanto la necessità di regolamentare una tecnologia destinata a cambiare le nostre abitudini e a rivoluzionare il mercato del lavoro, con alcune professioni che potrebbero scomparire e altre che, invece, nasceranno.

C’è anche un’altra questione sempre più urgente: quella dei consumi energetici. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale richiede infatti enormi quantità di energia, soprattutto per alimentare e raffreddare i data center necessari a elaborare i dati.

Per questo motivo, in tutto il mondo si stanno studiando soluzioni innovative per ospitare queste infrastrutture. In Italia se ne contano già circa 200 attivi, mentre all’estero non mancano sperimentazioni particolarmente originali, come quella dei data center collocati sott’acqua, dove le basse temperature facilitano il raffreddamento degli impianti.

C’è però un altro progetto che potrebbe coinvolgere direttamente le famiglie, offrendo loro persino la possibilità di guadagnare. Nel dettaglio, l’idea prevede l’installazione presso le abitazioni un piccolo data center che, almeno esteticamente, ricorda il motore esterno di un condizionatore.

Va detto che il progetto è ancora in fase sperimentale, ma secondo le prime indiscrezioni potrebbe garantire ai proprietari delle abitazioni un compenso fino a 20.000 euro l’anno, semplicemente mettendo a disposizione lo spazio e l’energia necessari al funzionamento dell’impianto.

Come funziona il progetto legato a Nvidia che consente di ospitare un data center in casa

Detto questo, scendiamo più nel dettaglio di un progetto che potrebbe portare alla nascita di una vera e propria rete di data center domestici con l’obiettivo di distribuire la capacità di calcolo necessaria all’intelligenza artificiale, evitando di concentrarla esclusivamente all’interno delle grandi strutture tradizionali.

Il progetto, che ribadiamo essere ancora in fase sperimentale, si chiama XFra ed è stato sviluppato dalla società statunitense Span, specializzata nella produzione di pannelli elettrici intelligenti. Nell’iniziativa è coinvolta anche Nvidia, la cui tecnologia viene utilizzata per garantire la capacità di elaborazione necessaria al funzionamento dei singoli nodi.

Come anticipato, l’intenzione è di installare all’esterno delle abitazioni un dispositivo contenente processori e schede grafiche destinati a svolgere operazioni di calcolo legate all’AI, insieme a un sistema di raffreddamento a liquido necessario per evitare il surriscaldamento delle apparecchiature.

Ogni unità viene collegata al sistema elettrico dell’abitazione attraverso un pannello intelligente e una batteria di accumulo, oltre all’integrazione di un meccanismo progettato per monitorare continuamente i consumi della casa e destinare al data center solamente l’energia disponibile in quel momento. Le esigenze dell’abitazione restano quindi prioritarie: quando aumenta la richiesta di corrente da parte della famiglia, la potenza utilizzata dal dispositivo viene automaticamente ridotta.

Il vero elemento innovativo è rappresentato dal collegamento tra le diverse unità. I piccoli data center installati nelle abitazioni vengono infatti coordinati attraverso una piattaforma digitale e lavorano insieme come se facessero parte di un’unica grande infrastruttura. In questo modo, centinaia di dispositivi distribuiti sul territorio possono mettere a disposizione delle aziende una capacità di calcolo significativa.

Quali sono gli svantaggi?

Trattandosi di un progetto ancora sperimentale, restano diversi aspetti da chiarire. Ad esempio, il dispositivo occupa spazio all’esterno dell’abitazione e, pur essendo progettato per limitare il rumore, potrebbe comunque risultare fastidioso se installato vicino alle finestre o alle abitazioni dei vicini.

Un altro tema riguarda la sicurezza. L’apparecchio contiene componenti tecnologici di valore ed è collegato a una rete esterna, perciò sarà necessario garantire una protezione adeguata tanto contro eventuali furti quanto contro possibili attacchi informatici.

Prima dell’installazione bisognerà inoltre chiarire chi dovrà intervenire in caso di guasto e chi sarà responsabile per eventuali danni, e sarà inoltre importante conoscere anche le condizioni previste per la manutenzione e per la possibile rimozione del dispositivo.

Un’altra questione riguarda i consumi. È vero che il sistema dovrebbe utilizzare la capacità elettrica che in quel momento non serve all’abitazione, ma ciò non significa che l’energia consumata dal data center sia gratuita. Bisognerà quindi capire chi pagherà la corrente utilizzata dall’impianto e se i relativi costi saranno rimborsati o già compresi nel compenso riconosciuto al proprietario.

Quanto si potrebbe guadagnare?

Il vantaggio principale, invece, sarebbe naturalmente quello economico. A tal proposito, secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, chi accetta di ospitare un nodo XFra potrebbe ottenere benefici per un valore complessivo vicino ai 22.000 dollari l’anno, circa 20.000 euro al cambio attuale.

Bisogna però precisare che questa cifra non è stata confermata ufficialmente né da Span né da Nvidia e che, almeno per il momento, non è possibile sapere quanto verrebbe effettivamente riconosciuto a ogni famiglia, anche perché le condizioni cambieranno in base al luogo in cui verranno installati.

Inoltre, oltre all’eventuale guadagno, i proprietari riceverebbero un pannello elettrico intelligente, una batteria capace di alimentare l’intera abitazione in caso di blackout e il nodo informatico Xfra. Potrebbero inoltre essere previste agevolazioni sui costi dell’energia e della connessione Internet.