Dalla produzione all’occupazione: l’economia della Russia è davvero in difficoltà?

Federico Giuliani

10/07/2025

In Russia si stanno accumulando, giorno dopo giorno, indiscrezioni riguardanti la traballante situazione nella quale si troverebbe l’economia del Paese

Dalla produzione all’occupazione: l’economia della Russia è davvero in difficoltà?

Chiamateli allarmi, avvertimenti, rumors preoccupanti. Chiamateli come volete ma in Russia si stanno accumulando, giorno dopo giorno, indiscrezioni riguardanti la traballante situazione nella quale si troverebbe l’economia del Paese. Alla fine di giugno, in occasione del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, le parole di Elvira Nabiullina, di professione governatrice della Banca Centrale russa, hanno fatto discutere.

Secondo la signora, infatti, lo slancio economico di Mosca registrato in tempo di guerra starebbe rapidamente svanendo e così come starebbero esaurendosi le risorse chiave del Cremlino. Nabiullina è stata chiara: la Federazione Russa non può più contare su quegli stessi strumenti che avevano sostenuto la sua crescita nei primi due anni del conflitto ucraino.

Quali sarebbero le risorse in esaurimento? Manodopera, capacità industriale alimentata dalla macchina bellica, riserve di capitale bancario e attività liquide del Fondo nazionale per la ricchezza (NWF). “Siamo cresciuti per due anni a un ritmo piuttosto sostenuto perché sono state attivate risorse gratuite. Dobbiamo capire che molte di quelle risorse sono state davvero esaurite”, ha dichiarato la governatrice.

Cosa succede all’economia russa

Senza battere ciglio di fronte a questo ammonimento che avrebbe spaventato qualunque leader, Vladimir Putin si è presentato allo stesso Forum di San Pietroburgo ordinando ai funzionari di “non consentire in nessuna circostanza la stagnazione o la recessione” nell’economia russa. “Dobbiamo cambiare in modo coerente la struttura della nostra economia”, ha tuonato il capo del Cremlino.

Ci sono però alcuni aspetti critici da non poter ignorare. Un esempio? Secondo l’agenzia di statistica statale russa Rosstat il tasso di disoccupazione nel Paese è sceso al minimo storico del 2,3%. Allo stesso tempo, tuttavia, l’emigrazione di massa e il reclutamento su larga scala in tempo di guerra hanno creato una carenza di manodopera stimata in 2 milioni di persone. Il tasso di utilizzo della capacità industriale ha superato l’80%, il livello più alto nella storia moderna della Russia.

L’economia russa è ora “sull’orlo di una transizione verso la recessione”, ha dichiarato il ministro dell’Economia di Mosca Maxim Reshetnikov. La crescita del pil è rallentata dal 4,1% di fine 2023 ad appena l’1,4% nel primo trimestre del 2024. E ancora: a marzo gli utili delle imprese sono diminuiti complessivamente di un terzo mentre si sono dimezzati nel settore cruciale del petrolio e del gas.

La crescita industriale è invece rimasta stagnante all’1,2% su base annua tra gennaio e aprile, e pure i settori civili dell’economia hanno iniziato a contrarsi. La crescita del fatturato al dettaglio è rallentata dal 7,2% di dicembre ad appena il 2,4% di aprile.

Guerra o economia

C’è il rischio che l’economia si raffreddi eccessivamente e che non riusciremo a uscire da questa crisi; inoltre, l’ulteriore crescita potrebbe essere molto limitata”, ha detto a Reuters il primo vicedirettore generale di Sberbank, Alexander Vedyakhin. La Banca centrale russa ha intanto abbassato il suo tasso di interesse di riferimento dal massimo storico del 21% al 20% nel tentativo di tenere a bada la pressione inflazionistica derivante dal surriscaldamento dell’economia di guerra e nel rispondere alla crescente pressione politica per allentare i costi di prestito.

Come ha scritto Novaya Gazeta Europe, i tecnocrati del governo russo stanno dicendo a Putin che è arrivato il momento di scegliere tra la guerra o l’economia. Ebbene, Mosca dà l’impressione di volersi occupare della guerra. Il motivo? L’economia tutto sommato funziona, nella versione ufficiale fornita dalle autorità russe.

Il tasso di disoccupazione, come detto, è al minimo e il salario medio mensile ha, per la prima volta, superato la soglia dei 100.000 rubli (circa 1.300 dollari), con un aumento del 40% rispetto al 2022. C’è però chi sostiene che l’inflazione stia erodendo ogni aumento. E che la situazione stia diventando sempre più insostenibile.