Da un uovo stampato in 3D sono nati dei pulcini vivi

Andrea Fabbri

14 Giugno 2026 - 20:39

Un’azienda statunitense è riuscita a far nascere 26 pulcini sani da un contenitore in plastica stampato in 3D. Una scoperta storica per l’umanità

Da un uovo stampato in 3D sono nati dei pulcini vivi

In molti film di fantascienza abbiamo visto scienziati in grado di ricreare la vita in laboratorio, partendo dal DNA di specie estinte o da uova conservate in giganteschi frigoriferi.

Ebbene tutto ciò, lo scorso 19 maggio, è diventato realtà. L’azienda statunitense Colossal Biosciences, specializzata in ingegneria genetica e “de-estinzione” è riuscita a far nascere 26 pulcini vivi e in ottima salute usando un “uovo” in plastica stampato in 3D e un sistema di incubazione sintetica.

Ecco come ci sono riusciti, cosa implica la scoperta per il futuro della genetica e come ha reagito la comunità scientifica.

La nascita dei pulcini e l’uovo artificiale

Il 19 maggio 2026 rischia di rivelarsi un giorno storico per la scienza umana. È la data in cui sono nati i 26 polli fatti crescere all’interno dell’ “uovo artificiale Colossal”, un dispositivo composto da un reticolo stampato di forma simile a quella di un uovo con un rivestimento interno semipermeabile costruito principalmente in silicone.

Il segreto dell’incubatore di Colossal Bioscences sta proprio nella membrana, capace di replicare lo scambio di gas che avviene in un guscio naturale con il passaggio dell’ossigeno e il trattenimento delle sostanze contaminanti e dell’umidità.

Un passo avanti decisivo rispetto ai sistemi di incubazione in vitro sperimentati fino a oggi che si sono sempre scontrati con la questione del passaggio delle giuste quantità di ossigeno. La membrana creata da Colossal sembra aver risolto il problema e apre la strada a enormi progressi dal punto di vista genetico e scientifico.

Le implicazioni per il futuro e la cautela della comunità scientifica

Colossal Biosciences, azienda con sede a Dallas, nata nel 2021 dalla partnership tra l’attuale CEO Ben Lamm e George Church, esperto genetista di Harvard, ha ottenuto più di 600 milioni di dollari (oltre 515 milioni di euro) di finanziamenti ed è già finita molte volte sotto i riflettori.

L’ultima nel 2025 quando l’annuncio della nascita di tre cuccioli di lupo bianco, geneticamente modificati per assomigliare ai loro antenati estinti aveva sconvolto la comunità scientifica.

Comunità scientifica che, anche sulla questione dei pulcini resta ancora estremamente cauta. L’annuncio della nascita dei pulcini è arrivato con un comunicato e con un video su YouTube. Mancano la revisione paritaria, gli articoli sulle riviste specializzate e i dati sulla ricerca. Ovvero tutto ciò che serve per dare maggiore solidità, credibilità e prestigio al lavoro.

Per gli scienziati è un campanello d’allarme. La mancanza di un percorso consolidato e tradizionale con la comunicazione dei risultati nelle sede accademiche più importanti, è un limite importante per l’accettazione del lavoro dell’azienda americana che, è bene ricordare, opera nel settore privato e pertanto non è “obbligata” a divulgare i suoi dati e i suoi report di ricerca.

Quello che è certo è che in assenza di pubblicazioni ufficiali e di informazioni dettagliate resta difficile sancire un confine netto tra scoperta scientifica e annuncio di marketing.

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